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Comunicazioni

AVVISIVariazioni ai servizi e agenda
46/2026 - SERVIZIO DI BATTESIMO - COLLECCHIO (PARMA) - 12/09/2026

46/2026

SERVIZIO DI BATTESIMO - COLLECCHIO (PARMA) - 12/09/2026

Teramo 7 settembre 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si informa che è stato pianificato un servizio di battesimo nella località di Collecchio (PARMA). Di seguito la variazione all’agenda:

 

AGGIUNTO

12/09 Sab - 19:00 - Santo Battesimo - Collecchio (PARMA) 

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Amministrazione

 

 

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45/2025 - VARIAZIONE ORARIO DI CULTO - BARBERINO VAL D’ELSA (SIENA) - 05/09/2026

45/2025

VARIAZIONE ORARIO DI CULTO - BARBERINO VAL D’ELSA (SIENA) - 05/09/2026

Teramo 04 settembre 2026

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio.

Si informa la seguente variazione al servizio di culto nella località di Barberino Val d’Elsa (SIENA), esclusivamente stabilita per la giornata di sabato 05/09/2026:

 

PRIMA

05/09 Sab - 19:00 - Culto - Barberino Val d’Elsa (SIENA) - SOSPESO


DOPO

12/09 Sab - 19:00 - Culto - Barberino Val d’Elsa (SIENA)

 

Vostri fratelli in Cristo,

Amministrazione

 

 

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44/2026 - VARIAZIONE RGB RONCADE - 13/09/2026

44/2026

VARIAZIONE RGB RONCADE - 13/09/2026

Teramo 01 settembre 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si informa che la Riunione di Giovani e Bambini prevista a Roncade per domenica 13/09/2026 è stata anticipata, in via eccezionale, a domenica 06/09/2026, in quanto nella medesima data si terrà la Riunione della Gioventù a Dueville. Di seguito riportiamo la modifica apportata all'agenda:

 

PRIMA

13/09 Dom - 10:30 - Riunione di Giovani e Bambini - Roncade

DOPO

06/09 Dom - 10:30 - Riunione di Giovani e Bambini - Roncade

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Amministrazione

 

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43/2026 - VARIAZIONE SERVIZIO DI CULTO - DUEVILLE - 12/09/2026

43/2026

VARIAZIONE SERVIZIO DI CULTO - DUEVILLE - 12/09/2026

Teramo 27 agosto 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si informa che il Servizio di Culto con Ricerca dei Doni, previsto a Dueville per sabato 12/09/2026, è stato anticipato di 30 minuti. Di seguito riportiamo la modifica apportata all’agenda:

 

PRIMA

12/09 Sab - 19:30 - Ricerca dei Doni - Dueville 

DOPO

12/09 Sab - 19:00 - Ricerca dei Doni - Dueville 

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Amministrazione

 

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42/2026 - SOSPENSIONE SERVIZIO DI CULTO - PIACENZA - 06/09/2026

42/2026

SOSPENSIONE SERVIZIO DI CULTO - PIACENZA - 06/09/2026

Teramo 20 agosto 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si informa che domenica 06 settembre 2026 il servizio di culto a Piacenza sarà sospeso. Lo stesso giorno alle ore 18.30, verrà realizzato un servizio di Culto con Ordinazione a San Giorgio Bigarello (MANTOVA).

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Amministrazione

 

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41/2026 - SERVIZIO DI BATTESIMO - FIRENZE - 16/08/2026

41/2026

SERVIZIO DI BATTESIMO - FIRENZE - 16/08/2026

Teramo 12 agosto 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si informa che è stato pianificato un servizio di battesimo nella località di Firenze. Di seguito la variazione all’agenda:

 

AGGIUNTO

16/08 Dom - 18:00 - Santo Battesimo - Firenze 

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Amministrazione

 

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40/2026 - VARIAZIONI SERVIZI DI CULTO - BELVEDERE MARITTIMO - RGI 2026

40/2026

VARIAZIONI SERVIZI DI CULTO - BELVEDERE MARITTIMO - RGI 2026

Teramo 03 agosto 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio.

 

Si informa che, in occasione delle Riunioni Generali di Insegnamenti (RGI) a Belvedere Marittimo, i servizi di culto in questa località subiranno le seguenti variazioni.

 

PRIMA

03/09 Gio - 20:00 - Servizio di Culto - Belvedere Marittimo

05/09 Sab - 18:30 - Riunione di Giovani e Bambini - Belvedere Marittimo

 

DOPO

03/09 Gio - 19:30 - Servizio di Culto - Belvedere Marittimo - ANTICIPATO

04/09 Ven - 19:30 - Servizio di Culto Extra - Belvedere Marittimo - EXTRA

05/09 Sab - 19:30 - Servizio di Culto Extra - Belvedere Marittimo - EXTRA

05/09 Sab - 18:30 - Riunione di Giovani e Bambini - Belvedere Marittimo - SOSPESA

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Amministrazione

 

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CIRCOLARIComunicazioni di interesse generale, organizzative e dottrinali
15/2026 - USANZE DEL MONDO ATTUALE CHE NON CONVENGONO AL POPOLO DI DIO

15/2026

USANZE DEL MONDO ATTUALE CHE NON CONVENGONO AL POPOLO DI DIO

Teramo 28 febbraio 2026,

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio.

 

Questa lettera è un'esortazione e un invito rivolti dal ministero della Congregazione alle nostre giovani sorelle e a tutte le sorelle in generale, come anche ai mariti e ai futuri mariti, con la giusta intenzione di mantenere la sana dottrina della grazia e i santi principi che ci sono stati trasmessi da coloro che hanno vissuto in Cristo prima di noi.

Il motivo della stesura di questa lettera è l'introduzione di certe usanze di moda maschile e femminile del mondo attuale, che sono tuttora adottate nelle congregazioni. Di ciò abbiamo già parlato nei temi delle nostre riunioni annuali, che vengono letti davanti alla fratellanza, ma molti non hanno prestato attenzione agli insegnamenti. Questa volta lo facciamo tramite una lettera, sperando che il consiglio venga colto favorevolmente, assunto con responsabilità e messo in pratica.

Cara fratellanza, la nostra intenzione è affrontare l'argomento dell'uso dei vestiti da parte delle sorelle e dei fratelli, nonché di certe pettinature adottate dalla moda attuale nel mondo, alle quali alcuni nel nostro mezzo si adeguano, senza sapere o senza ricordare che queste abitudini sono in disaccordo con la volontà di Dio.

Dobbiamo tenere a mente gli scritti sacri degli apostoli, che hanno posto il fondamento della fede e della dottrina che professiamo. L'apostolo Giovanni, nella sua prima lettera, capitolo 2, versi 13 e 15, scrive ai genitori e ai giovani, dicendo che i genitori già hanno conosciuto "Colui che è fin dal principio" e, ai giovani, dicendo loro che sono forti e già hanno vinto il maligno. Esorta anche dicendo: "non amate il mondo, né le cose che son nel mondo; se alcuno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui".

L'apostolo Pietro, nella sua prima epistola, capitolo 3, versi 2, 3 e 4, insegnò alle sorelle in questo modo: "Avendo considerata la vostra casta conversazione, che è in timore. Delle quali l'ornamento sia, non l'esteriore dell'intrecciatura de' capelli, o di fregi d'oro, o di vestiti di robe; ma l'uomo occulto nel cuore, nell'incorrotta purità dello spirito benigno e pacifico; il quale è di gran prezzo nel cospetto di Dio."

Nelle Sacre Scritture troviamo che gli angeli stessi si coprivano i piedi e il volto per non esporli agli occhi di Dio, anche se erano spiriti e non carne. Ciò dimostra chiaramente che, quando ci riuniamo in un santo culto a Dio, nel nome del Signore Gesù, i fratelli e le sorelle devono essere vestiti in modo degno al cospetto del Santo Creatore e del Suo amato Figliuolo. "Voi siete la luce del mondo…Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, acciocché veggano le vostre buone opere, e glorifichino il Padre Vostro che è ne' cieli.", sono parole di Gesù, riportate nell'Evangelo secondo Matteo, capitolo 5, versi 14 e 16. 

L’apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo, affrontò anche il tema dell’abbigliamento, insegnando alle sorelle a vestirsi in modo decoroso, con pudore e modestia:. "Simigliamentemente ancora che le donne si adornino d’abito onesto, con verecondia e modestia; non di trecce, o d’oro, o di perle, o di vestimenti preziosi; ma come si conviene a donne che fanno professione di servire a Dio per opere buone” (I Tim. 2, v 9-10)

È necessario che ognuno prenda coscienza della presenza invisibile di Dio e di Cristo nei nostri culti, in modo da agire come è degno fare con il Padre e con il Figlio.

Pertanto, cara fratellanza, la nostra ammonizione è fondata sulla dottrina apostolica rivelata agli apostoli da Cristo, per mezzo dello Spirito Santo.

Sulla base di quanto sopra esposto, preghiamo le care sorelle, giovani e non, nubili o sposate che, quando partecipano al culto, si vestano in modo da avere le ginocchia coperte quando si siedono, da coprire le vostre braccia con modestia, così come le spalle e il collo, e da evitare scollature eccessive. Le aperture nelle gonne, se troppo ampie, possono esporre parti del corpo durante il cammino; maglie corte possono lasciare scoperte altre zone, il che non è decoroso né per le serve di Dio né davanti ai nostri fratelli in Cristo.

Una volta che le sorelle si coprono con il velo in segno di rispetto verso Dio, con la stessa riverenza devono coprire altre parti del corpo. Tutta la fratellanza deve ricordarsi che siamo il tempio dello Spirito Santo di Dio.

Non manchiamo, tuttavia, di riconoscere che le sorelle non agiscono per disobbedienza o malizia, ma nella loro semplicità. Tuttavia, a causa della pressione della moda, queste abitudini possono diventare un ostacolo per sorelle più nuove nella fede.

Preghiamo, nell'amore di Cristo, che le care sorelle si sforzino a frequentare le congregazioni senza trucco, senza colorare le labbra e le unghie. Sono inoltre disapprovate vesti trasparenti e aderenti. Chiediamo che nei culti non si presentino in questo modo; tuttavia, non devono per alcun motivo smettere di partecipare, poiché il Ministero ama tutta la fratellanza in Cristo, il Quale pure vi ama ed è morto per tutti noi.

I nostri fratelli, nei culti, usino la giacca nella misura del possibile.

Allo stesso modo esortiamo i nostri giovani fratelli a non imitare certe pettinature esotiche di moda e a non portare i capelli lunghi, poiché per l’uomo è un disonore portare la chioma. Se invece la donna porta la chioma, ciò è per lei motivo di onore. (I Cor. 11, v. 14 e 15)

Inoltre, vogliamo evidenziare e ricordare che tutti questi consigli devono essere osservati non solo durante i culti, ma accompagnare la vita e la testimonianza dei credenti in  Dio e in Cristo Gesù, ovunque si trovino.

Ancora una volta chiediamo alla cara fratellanza la comprensione di tutti.

Che Dio vi benedica ed edifichi le vostre dimore nella grazia dell'Evangelo di Cristo.

 

Vostri fratelli in Cristo,

Consiglio degli Anziani d’Italia.

 

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14/2026 - USO INDEBITO DEL NOME DELLA CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA - PUBBLICAZIONI SU INTERNET

14/2026

USO INDEBITO DEL NOME DELLA CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA - PUBBLICAZIONI SU INTERNET

Teramo 28 febbraio 2026

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si ricorda che è espressamente vietato l’uso della denominazione “Congregazione Cristiana in Italia” o “CCI” al di fuori dell’ambito della Chiesa.

La Congregazione Cristiana in Italia non fa uso di strumenti o applicazioni Internet per fini di propaganda istituzionale. Le comunicazioni ufficiali a nome della “CCI” vengono pubblicate esclusivamente tramite il sito ufficiale, attraverso il quale sono presentate alla fratellanza le circolari, gli avvisi, i documenti, i punti di dottrina e gli argomenti di interesse comune. Tali comunicazioni sono firmate digitalmente dal Consiglio degli Anziani e dall’Amministrazione.

La Congregazione Cristiana in Italia non autorizza la divulgazione pubblica, tramite mezzi elettronici, di alcuna informazione che la riguardi o che faccia riferimento al nome “Congregazione Cristiana in Italia”. Chiunque dovesse farlo agirà esclusivamente in nome proprio, per interesse personale e sotto la propria responsabilità.

Si avverte che ogni utilizzo indebito o diffamatorio del nome dell’Associazione costituisce violazione delle tutele previste dal Codice Civile e comporterà l’attivazione delle azioni legali opportune.

In tali casi non è consentito l’uso del nome “Congregazione Cristiana in Italia”; sarà invece eventualmente possibile, e consigliato, identificarsi con il proprio nome oppure in modo generico, come per esempio “Fratellanza della località di …”. Eventuali post, gruppi, account o pagine esistenti che menzionino il nome esteso o abbreviato della “CCI” dovranno essere soppressi o rinominati

Nonostante le esortazioni sopra riportate, si raccomanda a tutta la fratellanza di usare la massima prudenza e discrezione nell’utilizzo degli strumenti digitali e dei mezzi di comunicazione elettronici, evitando pubblicazioni, condivisioni e/o commenti su Internet che possano generare esposizione, fraintendimenti o impropri riferimenti alla chiesa.

Un comportamento riservato e responsabile contribuisce a preservare l’ordine, l’unità e il buon nome della fratellanza, attenendosi alle indicazioni ricevute e limitandosi esclusivamente ai canali ufficialmente autorizzati.

 

Vostri fratelli in Cristo,

Consiglio degli Anziani d’Italia.

 

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03/2026 - ESORTAZIONE ALLA FRATELLANZA SULLE FESTE DI CARNEVALE

03/2026

ESORTAZIONE ALLA FRATELLANZA SULLE FESTE DI CARNEVALE

Teramo 23 gennaio 2026

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Orientiamo la nostra cara fratellanza sui pericoli spirituali che coinvolgono la festa popolare del carnevale.

In questo evento si verificano manifestazioni di forze spirituali contrarie che inducono alla promiscuità, alle blasfemie, alla profanazione, all’uso intenso di droghe, alle dissolutezze e a varie altre possessioni maligne.

Si verifica in questa circostanza una grande attività delle forze spirituali delle tenebre, che approfittano della maggiore disposizione umana ad abbandonarsi a ogni sorta di carnalità e peccato.

Le musiche e le danze di questa festa, nella maggior parte dei casi, costituiscono rituali che invocano gli spiriti maligni affinché salgano e festeggino il peccato insieme ai carnevaleschi. Non dobbiamo nemmeno seguire o assistere a questa festa, ovunque ci troviamo, poiché saremmo esposti allo stesso male.

Rimaniamo fedeli ai santi consigli della Parola di Dio, lontani dalla tentazione di questo mondo di peccato e da tutto ciò che è disapprovato dalla Parola di Dio.

“Non amate il mondo, nè le cose che son nel mondo; se alcuno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui. Perciocchè tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, e la concupiscenza degli occhi, e la superbia della vita, non è dal Padre, ma è dal mondo.” (I Giovanni 2.15-16)

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile, 

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’Italia.

 

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89/2025 - PARTECIPAZIONE ALLE RIUNIONI DELLA GIOVENTÙ

89/2025

PARTECIPAZIONE ALLE RIUNIONI DELLA GIOVENTÙ

Teramo 10 novembre 2025

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Il Ministero ricorda alla fratellanza che solo i giovani di età pari o superiore a 12 anni devono partecipare alle Riunioni della Gioventù, al fine di favorire una più ampia integrazione e garantire maggiori benefici dalla partecipazione.

Si ricorda inoltre che, dopo il matrimonio, i fratelli e le sorelle devono distaccarsi dal gruppo dei giovani, cessando di partecipare alle riunioni destinate alla gioventù, le quali sono riservate esclusivamente ai giovani.

In diverse località si è notato una grande presenza di fratelli e sorelle sposati, togliendo il posto ai giovani in queste riunioni. Si sconsiglia questa usanza.

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Consiglio degli Anziani e Diaconi

 

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84/2025 - ESORTAZIONE RIGUARDO ALLA FESTA DI HALLOWEEN

84/2025

ESORTAZIONE RIGUARDO ALLA FESTA DI HALLOWEEN

Cara Fratellanza,

La pace di Dio.

 

Il ministero esorta la fratellanza e i loro figli a non partecipare a queste celebrazioni, poiché durante tali feste le persone indossano costumi che richiamano la stregoneria e le pratiche occulte. Tali cose sono condannate dalla Parola di Dio e, per questo motivo, i figli di Dio sono chiamati a separarsi da ogni forma di tenebra, camminando nella luce e nella santità.

In Deuteronomio 18:10-12, il Signore avverte che non ci deve essere nessuno tra il Suo popolo che pratichi la stregoneria, consulti gli spiriti o faccia qualsiasi cosa legata all'occultismo. Tali pratiche sono definite abominevoli.

Inoltre, in Efesi 5:11, siamo insegnati così:

“E non partecipate le opere infruttuose delle tenebre, anzi più tosto ancora arguitele.”

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Consiglio degli Anziani e Diaconi

 

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69/2025 - COLLETTA EUROPEA - AFRICA

69/2025

COLLETTA EUROPEA - AFRICA

Teramo 11 settembre 2025

 

Cara Fratellanza,

La pace di Dio. 

 

Si informa che, come deliberato nella Riunione Generale degli Insegnamenti d’Europa, tenutasi il 23 agosto 2025 nella città di Porto, con la presenza degli anziani e dei diaconi, è stata stabilita la realizzazione di una Colletta Europea per l’Africa.

Questa colletta ha come obiettivo quello di far fronte alle diverse necessità della fratellanza di quel continente, quali: alimentazione; sostegno in situazioni di catastrofi e calamità naturali; altre necessità che verranno presentate.

È stato stabilito che la colletta sarà effettuata nell’ultimo giorno di culto del mese di settembre 2025, in tutte le case di preghiera della Congregazione Cristiana in Italia.

Tutto il frutto che il Signore preparerà in questo giorno sarà esclusivamente per questa finalità.

 

Vostri fratelli in Cristo, 

Consiglio degli Anziani e Diaconi

 

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58/2025 - SBI – SPAZIO BIBLICO INFANTILE - COMUNICATO ALLA FRATELLANZA - LINEE GUIDE GENERALI

58/2025

SBI – SPAZIO BIBLICO INFANTILE - COMUNICATO ALLA FRATELLANZA - LINEE GUIDE GENERALI

Cara Fratellanza, 

La pace di Dio. 

 

È molto importante che la fratellanza conosca i principi che riguardano la frequenza e l'utilizzo dello Spazio Biblico Infantile da parte dei nostri bambini. A tal fine, è nostro dovere presentare le principali disposizioni che regolano lo Spazio.

 

COS’È LO SPAZIO BIBLICO INFANTILE

Lo Spazio Biblico Infantile è un luogo dove si svolge la Riunione per i Bambini, con l’obiettivo di seminare la Parola di Dio e insegnare, in modo semplice e chiaro, le fondamenta di come servire e amare Dio e il prossimo - con purezza, sincerità di cuore e rispetto. Tutto questo si realizza attraverso il racconto di storie, in un linguaggio accessibile ai bambini, affinché acquisiscano maggiore conoscenza, responsabilità e zelo per le cose di Dio, sviluppando allo stesso tempo la convivenza con gli altri bambini.

La Riunione per Bambini non ha carattere di studio biblico; ha un andamento specifico diverso dalla Riunione dei Giovani e dei Bambini, incoraggiando i bambini a partecipare a entrambe.

 

FASCIA DI ETÀ

Lo Spazio Biblico Infantile è stato adattato per accogliere bambini dai 3 anni in su (a condizione che non indossino più il pannolino, sappiano parlare e abbiano facilità di movimento) fino agli 11 anni; a partire da questa età i bambini devono partecipare al Culto e nelle Riunioni dei Giovani e dei Bambini.

 

ACCOGLIENZA DEI BAMBINI

I bambini potranno essere accolti nello Spazio Biblico Infantile a partire da 30 minuti prima dell'inizio del Culto.

 

ORDINE DI ARRIVO

Tutti devono rispettare l'ordine di arrivo in fila per la registrazione dei bambini, senza alcuna forma di priorità, salvo nei casi previsti dalla legge.

 

REGISTRAZIONE

All'arrivo nello Spazio Biblico Infantile verrà richiesto al responsabile: nome, numero di telefono e comune congregazione, nome ed età del bambino; entrambi riceveranno un braccialetto identificativo.

 

RESPONSABILE

Il responsabile non deve allontanarsi dal Culto o dall'edificio della Casa di Orazione durante la permanenza del bambino nello Spazio Biblico Infantile. Lo stesso che ha lasciato il bambino deve riprenderlo al termine del Culto, senza delegare tale responsabilità a terzi, ed è tenuto a indossare il braccialetto identificativo al polso.

 

PERMANENZA NELLO SPAZIO BIBLICO INFANTILE

Il responsabile non potrà rimanere all'interno dello Spazio Biblico Infantile, salvo nel caso di bambini con disabilità o disturbi che necessitano di assistenza.

 

VELO E INNARIO

Se possibile, tutti i bambini devono portare con sé l'innario (i bambini) e il velo e l'innario (le bambine).

 

BAMBINI AMMALATI

Per precauzione, non dobbiamo mandare i bambini quando hanno l'influenza, un virus, la congiuntivite o altre malattie contagiose.

 

MEDICAZIONI

Le sorelle collaboratrici non sono autorizzate a somministrare alcun tipo di farmaco ai bambini; in caso di necessità, il responsabile dovrà recarsi allo Spazio Biblico Infantile per somministrare il farmaco.

 

FILMATI / FOTOGRAFIE

Non è consentito fotografare o filmare all'interno dello Spazio Biblico Infantile.

 

GIOCATTOLI

I bambini non devono portare alcun tipo di giocattolo, cellulare o altro dispositivo elettronico nello Spazio Biblico Infantile.

 

ALIMENTI

Non è consentito alcun tipo di alimento (caramelle, biscotti, cioccolatini, ecc.), in quanto potrebbero esserci bambini allergici, intolleranti al glutine, al lattosio, diabetici e con esigenze alimentari specifiche.

 

DONAZIONI

La fratellanza che desidera donare alcun tipo di materiale o fare un'offerta per lo Spazio Biblico Infantile è ben accetta. Può rivolgersi ai responsabili per informarsi sulle necessità e su come procedere. 

Materiali come giochi per bambini, libri di storia, anche se biblici, e altri non fanno parte del materiale utilizzato. I materiali più necessari sono fogli di carta, matite colorate, pastelli a cera, temperamatite, forbici senza punta e colla stick.

 

STRUMENTI MUSICALI, ORGANI ELETTRONICI E TASTIERE – NON UTILIZZARE NEGLI SBI

Per delibera del Consiglio degli Anziani, non dobbiamo usare strumenti musicali di alcun tipo negli Spazi Biblici Infantili (SBI) durante la Riunione per Bambini; la stessa delibera vale per organi elettronici e tastiere.

 

Vostri fratelli in Cristo, 

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile, 

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’Italia.

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INSEGNAMENTIArgomenti pubblicati durante le Riunioni Generali d'Insegnamento
42º ASSEMBLEA - 2026 - RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

42º ASSEMBLEA - 2026

RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

42ª ASSEMBLEA GENERALE – 2026 – RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

BELVEDERE MARITTIMO – 4 E 5 SETTEMBRE 2026

QUESTE RIUNIONI SONO INIZIATE NEL NOME DEL SIGNORE GESÙ

 

ARGOMENTI PER LA FRATELLANZA

Frat.01. GRAZIA DI DIO E MISERICORDIA

I cristiani sono benedetti da Dio con due nature distinte di doni: la Misericordia e la Grazia.

La misericordia divina ci risparmia dal castigo che meritiamo e la Grazia divina ci offre la salvezza che non meritiamo.

“Ma Iddio, che è ricco in misericordia, per la sua molta carità, della quale ci ha amati; Eziandio, mentre eravamo morti ne' falli, ci ha vivificato con Cristo (voi siete salvati per grazia)” (Ef 2:4 e 5)

“Conciossiachè tutti abbiano peccato, e sieno privi della gloria di Dio”. (Rom 3:23)

Ogni essere umano avrebbe meritato l'inferno come castigo per i propri peccati; tuttavia, Dio ha mandato qui sulla Terra il suo amato Figlio, il quale, per misericordia, ha evitato l'ira e il castigo eterno a coloro che credono in Lui.

Tutto il peso delle nostre gravi colpe fu imputato esclusivamente sul nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che fu torturato, flagellato dal dolore e crocifisso al posto nostro; con questo atto, Egli ci ha perdonati e giustificati davanti a Dio.

Con un altro gesto di amore supremo, Dio ci ha concesso ciò che non meritavamo, l'accesso alla Grazia meravigliosa, giustificando gratuitamente il cristiano attraverso la redenzione che è in Cristo Gesù.

Questa grazia divina ci ha recato la salvezza mediante la fede e ci ha resi capaci di vivere una vita spirituale come figli di Dio, per adozione nel Nuovo Testamento, il quale è stato consacrato con il sangue di Gesù Cristo sulla croce.

Non raggiungiamo questa dispensazione divina per merito personale o umano:

“Perciocchè voi siete salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non è da voi, è il dono di Dio”. (Ef 2:8)

“non per opere giuste, che noi abbiam fatte; ma, secondo la sua misericordia, per lo lavacro della rigenerazione, e per lo rinnovamento dello Spirito Santo”. (Tit 3:5)

La Grazia è molto più di un semplice perdono sacro che non meritiamo: essa costituisce una somma di benedizioni, quali il perdono, la potenza, la virtù, i doni e la conoscenza celeste, che provengono dal Signore Gesù e ci vengono ministrati dallo Spirito Santo.

È proprio l'amore di Dio che salva i veri cristiani e li mantiene in unione con Lui, rendendoli capaci di rimanere fedeli e saldi nella fede. La grazia è stata concessa a tutti gli uomini che credono sinceramente, per la giustificazione della vita, affinché regni nei cristiani mediante la giustizia per la vita eterna.

Attraverso la Grazia, lo Spirito Santo vivificante di Dio instaura in noi: regno, governo, restaurazione, rivelazione, prodigi, giustificazione e segni, tramite i quali possiamo servire Dio con riverenza e timore.

Inoltre, la grazia divina fortifica i ministri della Parola di Dio nel loro ministero, rafforzando il loro cuore e aiutandoli a lottare per la fede, come bene dichiarò l'Apostolo Paolo:

“...anzi io ho vie più faticato ch'essi tutti; or non già io, ma la grazia di Dio, la quale è meco”. (1Cor 15:10)

Frat.02. ADORAZIONE A DIO

In merito all'adorazione dovuta a Dio, Gesù disse:

“Ma l'ora viene, e già al presente è, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; perciocchè anche il Padre domanda tali che l'adorino.” (Giov 4:23)

Il vero adoratore concentra la propria vita sulla profonda riverenza verso Dio e verso Gesù Cristo, Suo Figlio, offrendo costantemente lode per la Loro maestà divina e la Loro magnificenza.

Adorare non significa semplicemente lodare, ma amare intensamente, essendoGli grati in ogni momento della vita.

La nostra presenza nella casa di orazione, oltre all'obiettivo principale che è l'adorazione di Dio, è anche il momento adatto per ascoltare la Sua Parola.

Frat.03. L'UNITÀ DEL CORPO DI CRISTO

La Chiesa di Dio è un corpo, il cui capo è Gesù Cristo. La vita e la salute di questo corpo dipendono dall'unità dei suoi membri, che siamo noi.

Un corpo sano è caratterizzato da una perfetta armonia tra le sue membra. Affinché possano vivere in pace, è necessario che vi sia piena comunione tra di esse, poiché altrimenti il corpo si indebolisce nella fede, generando malessere e indisponibilità a servire Dio.

Una persona che soffre di una malattia che colpisce un organo o un arto del proprio corpo, può provare sconforto e indisponenza verso la vita. Allo stesso modo, chi presenta una qualche carenza spirituale, può provare momenti di sfiducia nel proprio cammino di fede.

Frat.04. ATTENZIONI VERSO LA CHIESA DI CRISTO

È necessario prestare attenzione affinché nessun membro soffra di alcuna malattia spirituale causata da comportamenti inadeguati, sia nel modo di parlare, sia nel modo di comunicare, al fine di poter vivere in pace.

Bisogna prestare particolare attenzione al modo di parlare, poiché potrebbe accadere che, dicendo qualcosa che rattrista un fratello o una sorella, questi finisca per indebolirsi nella fede.

Vi sono luoghi in cui la chiesa locale si trova in difficoltà a causa di comunicazioni che feriscono chi ascolta, come l'uso di parole dure, offensive, umilianti e che non edificano, che piuttosto offendono le persone che desiderano salvarsi.

Frat.05. CONVERSIONE VERACE

La conversione di chi ha creduto ed è stato battezzato si manifesta nel momento in cui diventa una nuova creatura, poiché la vecchia creatura è morta ed è risorta e ora deve vivere una vita nuova, secondo la Parola di Dio.

La persona che è davvero convertita, inizia a vivere una vita di costante dedizione a Dio, con l'intento di compiacerLo in ogni aspetto della propria esistenza, cercando di allontanarsi dalle contaminazioni del mondo e separandosi dalle iniquità.

Si nota che vi è una grande contaminazione a motivo dell'iniquità in mezzo al popolo; per questo motivo l'amore si raffredda e le virtù di Dio svaniscono.

Molti ritengono che le virtù di Dio nella chiesa si manifestino attraverso manifestazioni rumorose di glorificazione. In effetti, è bello vedere il popolo glorificare Dio, cantare con allegria e manifestare durante il culto e soprattutto durante la predicazione della Parola; condizioni favorevoli affinché il predicatore presenti il Vangelo autentico e, attraverso questa allegria, non offra facili vie di salvezza con predicazioni che suscitano false aspettative nel popolo.

Sappiamo che le esagerazioni verificatesi in alcuni luoghi hanno portato la gente a uno squilibrio emotivo che ha scandalizzato coloro che sono venuti per la prima volta tra noi.

Il popolo di Dio deve avere un comportamento ordinato e ascoltare in silenzio, come è scritto nel libro dell'Ecclesiaste, capitolo 9, verso 17:

“Le parole dei savi devono esser più quietamente ascoltate, che le grida d'un signore, fra gli stolti.”

Il clamore che domina il popolo è la predicazione che gli si rivolge, secondo la quale, in mancanza di prudenza, si può cadere nello sbaglio; per questo motivo Paolo esortava i fratelli nella 2ª Epistola ai Corinti, al capitolo 4, verso 2, dicendo:

“Anzi abbiam rinunziato ai nascondimenti della vergogna, non camminando con astuzia, e non falsando la parola di Dio; anzi rendendoci approvati noi stessi appo ogni coscienza degli uomini, davanti a Dio, per la manifestazion della verità.”

Frat.06. INIQUITÀ

Come disse Gesù:

“E molti falsi profeti sorgeranno e ne sedurranno molti. E perciocchè l'iniquità sarà moltiplicata, la carità di molti si raffredderà.” (Mat 24:11 e 12)

L'iniquità è un peccato e raffredda l'amore dell'uomo verso i propri simili e, soprattutto, verso Dio, allontanandolo dalla Sua presenza.

Tra i mali che caratterizzano l'iniquità, possiamo citarne alcuni, quali: malvagità, arbitrarietà che danneggia qualcuno, ingiustizia, malevolenza, parzialità, preconcetto, odio, inimicizie, rivalità e contese.

Frat.07. RIFLESSIONI SU COME MEGLIO SERVIRE DIO

Dobbiamo sempre chiederci quali siano le difficoltà che incontriamo per servire meglio il Signore. Nel Salmo 119, ai versi dal 9 al 12, è scritto:

“Come renderà il fanciullo la sua via pura? Prendendo guardia ad essa secondo la tua parola. Io ti ho cercato con tutto il mio cuore; Non lasciarmi deviar dai tuoi comandamenti. Io ho riposta la tua parola nel mio cuore; Acciocchè io non pecchi contro a te. Tu sei benedetto, o Signore; Insegnami i tuoi statuti.”

Per meglio servire il Signore è necessario vigilare costantemente in ogni aspetto della nostra vita, affinché i nostri sentimenti non prendano il sopravvento su di noi e le nostre opere non siano disapprovate da Dio.

È quindi nostro dovere cercare la consacrazione a Dio attraverso la comunione, la preghiera e la meditazione nella Sua Legge, per poter essere rivestiti delle Sue virtù.

Frat.08. NECESSITÀ DELLA CONOSCENZA DI SÉ STESSI

La conoscenza di se stessi permette a una persona di comprendere le proprie emozioni, tendenze, aspirazioni e obiettivi, alla luce della Parola di Dio.

È fondamentale che ciascuno presti attenzione alla propria condotta, cercando costantemente di conoscere se stesso e riconoscendo la necessità di raggiungere la saggezza divina.

“Ma la sapienza che è da alto prima è pura, poi pacifica, moderata, arrendevole, piena di misericordia e di frutti buoni; senza parzialità, e senza ipocrisia.” (Giac 3:17)

Solo così è possibile crescere spiritualmente ed evitare gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della fede e della conoscenza che piacciono a Dio. In questo modo, rimanendo vigili e impegnati, creiamo lo spazio affinché la trasformazione divina si compia in modo autentico nei nostri cuori, conducendoci a una vita che onori veramente Dio.

“Confidati nel Signore con tutto il tuo cuore; E non appoggiarti in su la tua prudenza. Riconoscilo in tutte le tue vie, Ed egli addirizzerà i tuoi sentieri. Non reputarti savio appo te stesso; Temi il Signore, e ritratti dal male.” (Prov 3:5 a 7)

Frat.09. È MEGLIO CONOSCERE LE QUALITÀ ALTRUI PIUTTOSTO CHE I DIFETTI

È buono conoscere le buone opere e le qualità dei nostri fratelli, poiché ciò è gradito a Dio. La conoscenza delle buone azioni e dell'effetto della Parola nella vita dei nostri fratelli ci edifica.

“Ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta, La quale va vie più risplendendo, finchè sia chiaro giorno..” (Pv 4:18)

È quindi meglio accettare ciò che l'Apostolo scrisse ai fratelli ebrei:

“E prendiam guardi gli uni agli altri, per incitarci a carità, ed a buone opere”. (Ebr 10:24)

Quando osserviamo gli errori e i difetti nei nostri fratelli, rischiamo di diventare ipocriti, poiché ciò indica che abbiamo una trave nei nostri occhi; e nel voler togliere “il fuscello” dagli occhi del nostro fratello, diventiamo ipocriti. Così conclude il Signore Gesù dicendo:

“Ipocrita, trai prima dall'occhio tuo la trave, e poi avviserai di trarre dall'occhio del tuo fratello il fuscello.” (Mat 7:5)

Frat.10. GLI EFFETTI DELLA MEDITAZIONE SULLA PAROLA

La meditazione è una delle forme di esercizio della fede e può produrre in noi una comprensione più profonda di ciò che leggiamo o ascoltiamo. Meditare sulla Parola significa coltivare il frutto dello Spirito.

Proprio come la coltura di un seme fa nascere una nuova pianta, così anche la Parola che viene coltivata in noi germoglia e produce frutti ad onore e gloria di Dio e questo si compie in noi, come dice Davide, che parla del giusto che trova gioia nella Legge del Signore e medita in essa giorno e notte.

Se percepiamo che il nostro cuore è una terra fertile, perché riceve e accoglie la Parola, potremo produrre 30, 60 o 100 volte tanto, e questo dipende dalla nostra dedizione nel coltivare il seme ricevuto, che è la Parola di Dio.

Paolo, consigliando Timoteo, gli insegnò dicendo:

“Medita queste cose, e vaca ad esse; acciocchè il tuo avanzamento sia manifesto fra tutti.” (1Tim 4:15)

Frat.11. INTEGRITÀ DAVANTI A DIO

L'integrità fa sì che una persona abbia una coscienza pura e sincera davanti a Dio, poiché Egli conosce i suoi pensieri.

Una coscienza pura e limpida agisce nella mente, prima di qualsiasi azione fisica, verbale o scritta.

Se è contaminata o compromessa, non ha il potere di agire prima che venga commessa un'azione contraria alla Parola di Dio, poiché non possiede più la sensibilità necessaria per valutare ciò che sta per dire o fare.

L'azione della coscienza cristiana, anche quando una persona ha commesso un errore, la porta a riflettere su quanto accaduto e a manifestare pentimento per ottenere il perdono.

Nell'Epistola agli Ebrei, al capitolo 10, versi 22 e 23, è scritto:

“Accostiamoci con vero cuore, in piena certezza di fede, avendo i cuori cospersi e netti di mala coscienza, e il corpo lavato d'acqua pura. Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza; perciocchè fedele è colui che ha fatte le promesse.”

Frat.12. I SENSI DELLA NOSTRA COSCIENZA

Essendo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, e quindi dotati di razionalità, ci è stata donata la coscienza, che è un dono del Signore. Essa può presentarsi in tre modi: pura, contaminata o cauterizzata. La coscienza pura permette alla persona di essere in pace con sé stessa, con gli altri e, soprattutto, con Dio.

Quando viene contaminata da qualche atto o azione commessa dalla persona, essa la accusa e la tranquillità e la pace svaniscono, lasciando la persona in uno stato di vero disagio.

Quando si commette una trasgressione e la coscienza reagisce, il trasgressore deve pentirsi immediatamente per evitare che essa si inasprisca.

È necessario ammettere i propri errori senza cercare di giustificarsi, poiché questo atteggiamento contamina la coscienza. Riconoscere rapidamente i propri errori impedisce che la coscienza si inasprisca. Il pentimento ristabilisce la comunione con Dio.

La cauterizzazione si verifica quando, dopo ripetute volte, ci si è giustificati per la contaminazione, permettendo alla persona di sentirsi in pace nonostante le azioni sbagliate che la sua coscienza aveva precedentemente condannato. Ciò porta ad allontanarsi da Dio e il riavvicinamento può avvenire solo attraverso un pentimento sincero e con il perdono. Tutti coloro che temono Dio devono avere una coscienza pura per poter essere vasi scelti per servire il Signore.

Frat.13. L'ADEGUAMENTO AL MONDO

Adattarsi al mondo significa adottare il suo stile di vita e le sue usanze. Per questo Gesù, pregando in favore dei discepoli, disse al Padre:

“Essi non son del mondo, siccome io non sono del mondo.” (Giov 17:16)

Disse anche ai discepoli:

“Non amate il mondo, ne le cose che son nel mondo; se alcuno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui. Perciocchè tutto quello che è nel mondo; la concupiscenza della carne, e la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non è dal Padre, ma è dal mondo.” (1Giov 2:15 e 16)

Quando ci si adatta al mondo, si manifesta un eccesso di liberalità che porta a uno stile di vita permissivo, causando un raffreddamento spirituale e un allontanamento da Dio.

Essere amici del mondo significa diventare nemici di Dio e il dovere di coloro che hanno creduto nel Signore è quello di rimanere Suoi amici in ogni momento.

Frat.14. COMBATTERE IL BUON COMBATTIMENTO

Il buon combattimento non consiste solo nel superare le avversità che ci circondano, ma anche nel controllare i nostri sentimenti, le nostre immaginazioni e le nostre passioni, che possono renderci ostaggio e dipendenti da ciò che desideriamo, ma che dispiace a Dio.

La risorsa che abbiamo per combattere è l'armatura di Dio che ci protegge e ci dà la forza di vincere sia i nostri sentimenti sia la fortezza più grande del nemico, che cerca di allontanarci da Dio. Paolo, rivolgendosi ai Filippesi, disse:

“E la pace di Dio, la qual sopravanza ogni intelletto, guarderà i vostri cuori e le vostre menti, in Cristo Gesù.” (Fil 4:7)

Proprio il Signore Gesù, quando alla fine del suo digiuno sentì fame, fu tentato dall'avversario e lo sconfisse, allo stesso modo dei discepoli che venivano tentati, come disse Gesù a Pietro:

“Simone, Simone, ecco, Satana ha richiesto di vagliarvi, come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, acciocchè la tua fede non venga meno; e tu quando un giorno sarai convertito, conferma i tuoi fratelli." (Luc 22:31 e 32)

Vagliare, significa mettere alla prova la fede, proprio come avviene con i chicchi nel setaccio, mirato a separare Dio dai fedeli, distruggendo la loro fede e cercando di rivelarne le debolezze. È opportuno che manteniamo la nostra conversione a Dio ogni giorno.

Frat.15. IL SACRIFICIO VIVENTE DEL NOSTRO CORPO

Vi esorto dunque, fratelli, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, che è il vostro culto razionale, compiuto in modo consapevole, coerente e nella piena conoscenza.

Il sacrificio vivente consiste nel sottomettere la propria carne (la vita terrena) alla volontà di Dio, affidandosi a Lui con sincerità affinché sia santificato, unica condizione per vedere il Suo volto.

Non possono esserci sotterfugi che giustifichino il mancato adempimento della volontà di Dio, poiché questo è il modo astuto che il nostro avversario usa per impedire che la volontà di Dio si compia nella nostra vita.

Quando Gesù parlava ai discepoli riguardo al lievito dei farisei, si riferiva chiaramente ai modi usati dai farisei, che con ipocrisia contaminavano coloro che credevano nel Signore. La persona vive di fronte alle contaminazioni che ci sono nel mondo, praticando un vangelo permissivo, diventando un cristiano che rifiuta la croce di Cristo e non crocifigge la propria natura umana; che ammette e concorda l'avanzata del peccato in sé, tramite l'accettazione e il conformismo, pur sapendo che ciò non piace a Dio.

Per questo Paolo esortava i fratelli di Roma:

“Io vi esorto adunque, fratelli, per le compassioni di Dio, che voi presentiate i vostri corpi, il vostro razional servigio, in ostia vivente, santa, accettevole a Dio.” (Rom 12:1 e 2)

Frat.16. CHIARIMENTI SUL MATRIMONIO – INFEDELTÀ CONIUGALE – SEPARAZIONE DELLE COPPIE (Ripetizione con integrazione degli argomenti 13, 14 e 15 della RGE del 2022 - rif. Brasile)

Frat. 16.1 - MATRIMONIO

La Parola di Dio indirizza il matrimonio – esclusivamente tra uomo e donna – affinché essi non vengano contaminati dal peccato (1 Cor 7:9). Una volta consumato, il matrimonio deve essere mantenuto fino alla morte di uno dei coniugi. Chi si comporta diversamente, incorre nelle conseguenze descritte nel paragrafo seguente, dedicato specificatamente a questo argomento.

Frat. 16.2 - SEPARAZIONE O DIVORZIO

Nella Parola di Dio è scritto molto chiaramente che l'uomo o la donna possono separarsi – o divorziare – solo in caso di adulterio, anche se ciò non riflette la volontà del Signore, come possiamo vedere nel Vangelo scritto da Matteo, capitolo 19, versi da 3 a 9:

“si accostarono a lui, tentandolo, e dicendogli: E' egli lecito all'uomo di mandar via la sua moglie per qualunque cagione? Ed egli rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che Colui che da principio fece ogni cosa, fece gli uomini maschio e femmina? E disse: Perciò, l'uomo lascierà il padre e la madre, e si congiungerà con la sua moglie, e i due diverranno una stessa carne. Talchè non son più due, anzi una stessa carne; ciò dunque che Iddio ha congiunto l'uomo nol separi. Essi gli dissero: Perchè dunque comandò Mosè che si desse la scritta del divorzio, e che così si mandasse via la moglie? Egli disse loro: Ben vi permise Mosè, per la durezza dei vostri cuori, di mandar via le vostri mogli; ma da principio non era così. Or io vi dico che chiunque manda via la sua moglie, salvochè per cagion di fornicazione (adulterio e immoralità sessuale), e ne sposa un'altra, commette adulterio; e altresì, chi sposa colei che è mandata via, commette adulterio”.

Ribadiamo che la dottrina sopra citata si applica sia agli uomini che alle donne.

Frat. 16.3 - INFEDELTÀ CONIUGALE

Il matrimonio rende l'uomo e la donna una sola carne – o un unico corpo – davanti a Dio. Per questo motivo, i coniugi devono nutrirsi reciprocamente di rispetto e amore, rendendo inammissibili atti di aggressione fisica o psicologica tra i coniugi, considerando che tali pratiche costituiscono una forma di infedeltà coniugale, per inadempienza ai doveri imposti dalla Parola di Dio. Ricordiamo che la coppia, avendo Cristo come capo, non potrà mai abbandonarsi a pratiche di iniquità, perversità, malizia o slealtà l'uno verso l'altro.

Ricordiamo, inoltre, che in caso di infedeltà coniugale non derivante da adulterio, la Parola di Dio non autorizza nuove nozze.

Pertanto, dopo aver riproposto ancora una volta i punti sopra esposti, che indicano e chiariscono, alla luce della Parola e con assoluta obiettività, cosa siano il matrimonio, la separazione o il divorzio e l'infedeltà coniugale, esortiamo le coppie affinché, non appena avvertano i minimi segnali di intolleranza tra loro, si rivolgano al Ministero della propria comune Congregazione affinché possano essere istruiti in tempo, evitando conseguenze quali la separazione delle coppie, la distruzione delle famiglie e l'allontanamento dei genitori dai figli. Consigliamo alle coppie di impegnarsi a preservare l'amore che Cristo ci ha insegnato.

Frat.17. POLITICA (Ripetizione, con integrazione, dell'Argomento 18 del 2022 - Rif. Brasile)

Non dobbiamo votare a favore di candidati o partiti politici che negano l'esistenza di Dio o i principi sacri del Vangelo e i cui programmi di governo siano contrari ai valori e ai principi cristiani, o che propongano lo smantellamento delle famiglie secondo il modello insegnato nella Parola di Dio, ovvero il matrimonio tra un uomo e una donna.

Frat.18. GRUPPO DI GIOVANI E CAROVANE – ATTENZIONE CON I PERNOTTAMENTI

Il radunarsi tra i giovani cristiani è molto salutare e gradito a Dio, poiché, oltre a rafforzare la comunione fraterna tra i giovani, contribuisce anche a creare un ambiente spirituale favorevole alla crescita reciproca tra loro.

Tuttavia, raccomandiamo ai giovani di adottare alcune precauzioni importanti affinché tali eventi non promuovano uno spazio di rischi spirituali, né assumano un'apparenza che possa essere oggetto di critica, come è scritto:

“Astenetevi da ogni apparenza di male." (1Tes 5:22)

Il Ministero è estremamente preoccupato per eventi con pernottamenti di gruppi di giovani.

Il Ministero non è assolutamente d'accordo su questo punto in nessun caso, poiché, anche se sul posto fossero presenti alcuni genitori o fratelli del Ministero, sarebbe impossibile controllare adeguatamente la situazione generale del gruppo nel corso della serata, come si addice a ogni raduno sacro.

Inoltre, gli spostamenti di gruppi di fratelli verso località lontane destano preoccupazione nel corpo ministeriale, a causa dei gravi rischi potenziali che tali viaggi comportano.

Per questo, amati, prestate attenzione a ciò che ci insegna il libro dei Proverbi:

“L'uomo avveduto, veggendo il male, si nasconde; Ma gli scempi passano oltre, e ne portano la pena”. (Prov 27:12)

Pertanto, esortiamo vivamente i nostri cari giovani a evitare questo genere di eventi.

La Congregazione Cristiana in Italia difende il Vangelo nella sua purezza spirituale, senza aggiungere attrattive alla Parola di Dio al fine di legare la fratellanza alla chiesa.

Senza alcun dubbio, il vangelo dell'intrattenimento non compone la nostra struttura di insegnamento dottrinale. Ricordiamo l'esortazione dell'apostolo Paolo:

“Riguardate adunque come voi camminate, con diligente circospezione; non come stolti, ma come savi.” (Ef 5:15)

Questi consigli non intendono in alcun modo interferire con la libertà individuale dei fratelli, ma servono unicamente ad adempiere al nostro dovere ministeriale di sentinelle, consigliando e vigilando affinché nessun male si diffonda tra i giovani e causi gravi danni, come è scritto:

“L'uomo avveduto fa ogni cosa con conoscimento; Ma il pazzo spande follia.” (Prov 13:16)”

Frat.19. RICOVERO DI PERSONE ANZIANE IN CASE DI RIPOSO

Vi sono casi in cui le famiglie si rivolgono ai Diaconi affinché l'Opera della Pietà si assuma la responsabilità di tali ricoveri. È dovere della famiglia prendersi cura dei propri cari avanzati in età.

La Parola di Dio ci insegna:

“Onora tuo padre e tua madre (che è il primo comandamento con promessa)”. (Ef 6:2)

“Che se alcuno non provvede ai suoi, e principalmente a quei di casa sua, egli ha rinnegata la fede, ed è peggiore di un infedele” (1Tim 5:8)

Nell'ordinamento italiano tale principio trova corrispondenza dagli articoli 433 e successivi del Codice Civile, secondo il quale è obbligo della famiglia garantire all'anziano il diritto all'alimentazione, all'assistenza personale, alla salute, ecc.; tuttavia, se la famiglia decide di ricoverarlo, deve farsi carico di tutte le relative spese e responsabilità.

 

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41º ASSEMBLEA - 2025 - RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

41º ASSEMBLEA - 2025

RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

41ª ASSEMBLEA – 2025 – RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

BELVEDERE MARITTIMO – 5 E 6 SETTEMBRE 2025

QUESTE RIUNIONI SONO INIZIATE NEL NOME DEL SIGNORE GESÙ

 

ARGOMENTI

01. AGGIUNTA DI 1 (UN) COOPERATORE DELL’UFFICIO MINISTERIALE O DI 1 (UN) COOPERATORE DI GIOVANI E BAMBINI O DI 1 (UN) INCARICATO LOCALE DI ORCHESTRA

Nelle Congregazioni in cui i fratelli che occupano i ministeri e/o gli incarichi sopra menzionati, non sono in grado di continuare a svolgere i loro incarichi, a causa di malattie fisiche o mentali, dell'età avanzata o di qualsiasi altro motivo giustificabile, può essere presentato un altro fratello nella Riunione Ministeriale Nazionale (RMN) per il ministero o l'incarico a cui è destinato, in conformità con le normali procedure per la considerazione e preghiera nelle relative riunioni, con la presentazione nella casa di orazione in questione.

Per queste presentazioni è necessaria la comunione con il fratello in carica e, se necessario, portare a conoscenza della famiglia.

Il fratello appena presentato dovrà sempre onorare il fratello che ha ricoperto il ministero o l'incarico in precedenza. Nel caso di fratelli che sono Cooperatori dell'Ufficio Ministeriale e Cooperatori dei Giovani e Bambini, i nomi di entrambi figureranno nel Relatorio.

02. LETTERE ANONIME, E-MAIL E MESSAGGI DI TESTO O AUDIO CON MITTENTE NON IDENTIFICABILE E ALTRI MESSAGGI ELETTRONICI

Integrazione Insegnamento 06 del 2014 (rif. RGE Brasile)

Lettere anonime, e-mail e messaggi, di testo o audio, senza mittente identificabile, e messaggi attraverso mezzi elettronici non identificati (anonimi), non meritano la nostra attenzione e devono essere immediatamente scartati.

Tutte le comunicazioni devono avere provenienza, firma, indirizzo e numero di telefono del mittente. Può capitare di ricevere corrispondenza con queste informazioni, ma si tratta di messaggi fittizi, che caratterizzano la falsità ideologica.
Pertanto, qualsiasi messaggio anonimo o recante dati falsificati del mittente, deve essere ignorato, non dando attenzioni.

03. INNI SPECIFICI PER I SERVIZI DI BATTESIMO E DI SANTA CENA - PAROLE DA PRONUNCIARE IN QUESTI SERVIZI

03.1 Consigliamo ai fratelli Anziani di procurarsi il nuovo documento, che sarà pubblicato poco dopo la fine delle Riunioni di Insegnamento Generale del 2025, perché è stato integrato con le istruzioni necessarie, così come segue:

03.2 TESTO DA LEGGERE DAVANTI ALLA FRATELLANZA AL TERMINE DELLA PAROLA E DEL BATTESIMO

Così come è scritto nei Fatti degli Apostoli, capitoli 15:28/29, 16:4 e 21:25, noi crediamo nella necessità di astenerci dalle cose sacrificate agli idoli, che sono cose offerte in rituali religiosi idolatri, e che non dobbiamo mangiare o usare oggetti nelle nostre case o per uso personale provenienti da tali riti.

Non dobbiamo mangiare il sangue di animali, né cibi fatti con il sangue.

Non dobbiamo mangiare carne di animali che sono stati soffocati, cioè che sono stati uccisi e hanno ancora il sangue nel corpo.

Non possiamo commettere fornicazione, cioè qualsiasi unione carnale tra single, vedovi, divorziati o al di fuori dell'unico modello di matrimonio istituito da Dio, che è quello tra un uomo e una donna, secondo il Codice Civile.

Anche non devono essere battezzati i bambini di età inferiore ai 12 anni, a meno che non abbiano ricevuto il dono di nuove lingue e con il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.

03.3 CHIARIMENTI SULLE PAROLE DA PRONUNCIARE DURANTE IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO

Le parole pronunciate per il sacramento del battesimo, con una mano posta sul capo del fratello o della sorella, devono essere: “Fratello (o Sorella), nel Nome di Gesù Cristo ti battezzo; nel Nome del Padre, E del Figliuolo, E dello Spirito Santo”.
Chiariamo che il motivo per cui diciamo “Nel Nome di Gesù Cristo” è perché Egli fu il vero uomo che morì al posto nostro. E poi diciamo “...E del Figliuolo”, perché confessiamo il Verbo, essendo Egli la seconda persona della Santissima Trinità, quindi il vero Dio e il vero uomo.

03.4. TABELLA DI INNI SPECIFICI E TESTI GUIDA PER BATTESIMI E SANTE CENE

Il suddetto documento sarà pubblicato nell'area riservata, e dovrà essere disponibile sui pulpiti delle case di orazione, soprattutto nei giorni dei servizi ai quali sono destinati.

04. SBI - SPAZIO BIBLICO INFANTILE

A partire da questa Riunione Generale di Insegnamenti, è ora ufficiale SBI - Spazio Biblico Infantile - dove si terrà la Riunione dei Bambini, accanto alle case di orazione, mentre si svolgono i Culti ufficiali, per la fratellanza.

Sulla nostra area riservata saranno resi disponibili dei manuali, sia per i fratelli del Ministero che per le sorelle Collaboratrici di questi Spazi, così come delle linee guida tecniche per la formazione delle Collaboratrici e per l'adattamento degli spazi esistenti e dei nuovi progetti di costruzione, quando necessario.

05. ATTENZIONE VERSO I NUOVI BATTEZZATI

Nei luoghi in cui vi è una vasca battesimale, è necessario che nei giorni del battesimo vi sia un fratello a fianco dei fratelli e una sorella a fianco delle sorelle, preparati a dare attenzione a coloro che stanno per essere battezzati, o anche dopo che sono stati battezzati, in modo che possano poi essere visitati dal Ministero della casa di orazione dove faranno la loro comune Congregazione.

Ai battezzati di recente, si consiglia di frequentare la casa di orazione più vicina alla loro abitazione. Questa sarà la loro comune Congregazione.

Il ministero locale deve avere conoscenza delle persone nuove nella Grazia, aiutandole a comprendere il Vangelo e guidandole nei giorni e negli orari dei Culti.

Se ci sono persone che partecipano ai Culti e non sono state ancora battezzate, si raccomanda che l'Anziano o il Cooperatore dell'Ufficio Ministeriale, dopo qualche Culto, chiami queste persone per parlare con loro, per vedere se ci sono dubbi sulla Grazia e per dare loro un chiarimento, perché molti, dopo questo chiarimento, saranno in grado di chiedere il battesimo.

Se vi è un gran numero di persone interessate, si può organizzare un giorno in cui non c'è il Culto per ascoltarle e dar loro chiarimenti. Questo facilita la comprensione della salvezza.

06. PRUDENZA NELLA PRESENTAZIONE DI NUOVI SERVI

Integrazione Punto 9 RGI 2024 – Requisiti Biblici per la scelta ministeriale

La prudenza è un principio essenziale in tutti gli aspetti della vita, ma è particolarmente determinante quando si tratta di presentare nuovi operai.

La prudenza da sola non basta; è necessaria anche una conoscenza approfondita del fratello da presentare, in modo che ogni considerazione sulla sua persona sia fondata e non solo una supposizione, ed è di vitale importanza notare se il fratello possiede le virtù richieste per il Presbiterio, come indicato nel capitolo 3 della 1ª Lettera a Timoteo.
Chiunque sostenga che ci sono qualità o difetti personali nel fratello indicato, senza averne una conoscenza completa della vita e del carattere, agisce in modo insensato, trascurando la sapienza divina.

Assumere un impegno presentando qualcuno per il ministero, senza conoscere a fondo la sua vita e il suo carattere, è un grave rischio. Diventa una forma di connivenza imprudente che può mettere in pericolo la persona che lo fa.
Ribadiamo quindi che quando presentiamo nuovi operai, la scelta deve essere guidata dalla sapienza divina, fondata sulla conoscenza e sul discernimento, in modo che il ministero sia rafforzato e l'opera di Dio progredisca con integrità e verità.

07. VIZIO NELLE COMUNICAZIONI

Le persone che hanno questo vizio sentono il bisogno di ricevere e trasmettere notizie, anche se false.

Il potere maligno del nostro avversario si manifesta chiaramente su coloro che sono veicoli di trasmissione del male tra la fratellanza.

Questo fermento contamina il popolo che ascolta o legge queste notizie, togliendo la pace e impedendo la perfetta comunione con Dio, diffama, macchia l'onore, promuove inimicizie tra il popolo, distrugge la gioia della convivenza nella fratellanza, arrivando a compromettere la salvezza delle anime che si contaminano con questi contenuti.
La Parola di Dio dice chiaramente che il falso testimone che pronuncia menzogne, tra le altre cose, dispiace al Signore e che chi semina discordia tra i fratelli abomina la Sua anima, ovvero questi diventano ripugnanti e detestabili agli occhi del Signore Dio. Pertanto le nostre parole devono essere misurate alla Luce della Parola, come il Signore Gesù ha testimoniato:

"Perciocchè, per le tue parole tu sarai giustificato, e altresì per le tue parole sarai condannato." (Mat. 12:37)

Le parole che causano questi mali indeboliscono la fede del popolo, suscitando discordie, critiche e divisioni tra il popolo e il ministero. Ciò impedisce che si manifesti il frutto dello Spirito (Gal 5:22), che è carità, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fede, mansuetudine e temperanza.
Esortiamo il popolo, e in particolare i servitori di Dio del Ministero, ad essere prudenti in ogni aspetto della vita, fuggendo dalle contaminazioni empie e dal carattere derivante da queste cattive abitudini.

08. CONFERENZE CON PROFESSIONISTI DELLA SALUTE MENTALE

Le Congregazioni Cristiane non invitano professionisti della salute mentale a tenere conferenze alla fratellanza perché non è questa la nostra missione come Chiesa. Pertanto, non promuoviamo dibattiti o riunioni a tal fine, né terapie e incontri di coppie, poiché la nostra missione è la propagazione del Vangelo del Nostro Signore Gesù Cristo, per la salvezza delle anime.

Sottolineiamo, tuttavia, che non vi è alcuna restrizione al ricorso a consulenze e trattamenti con psicologi e psichiatri, poiché si tratta di rami della scienza medica come qualsiasi altro.

09. BATTESIMI

Integrazione all’Argomento 25 del 2015 (rif. Brasile)

In occasione dei santi battesimi, la Parola, sotto la guida di Dio, dovrà essere rivolta agli ascoltatori, esortandoli alla salvezza proposta dal Nostro Signore Gesù Cristo; è necessario attendere da Dio la rivelazione della Parola sull'argomento del battesimo e, soprattutto, non allontanarsi da questo argomento durante la predicazione.
È indispensabile nel servizio del battesimo la presenza dei fratelli del ministero della località e delle case di orazione vicine.

Durante i Culti e le Riunioni dei Giovani e Bambini, così come durante le Riunioni per i Giovani che precedono il Battesimo, è opportuno che gli Anziani, i Cooperatori del Ministero, i Cooperatori dei Giovani e Bambini, annuncino la realizzazione dei battesimi e insegnino la fratellanza e i giovani a invitare i testimonati a partecipare al servizio del Battesimo.

Per quanto riguarda i Cooperatori dei Giovani e Bambini, è importante che invitino e accompagnino i giovani a partecipare ai battesimi ogni volta che sia possibile.

Durante i battesimi, sottolineare che nel nostro Innario abbiamo i Punti di Dottrina e di Fede che una volta furono dati ai Santi. Il segno scritturale per essere battezzati che deve essere ricercato è la fede in Gesù Cristo per la nostra salvezza.

Non si deve prolungare il battesimo, né tantomeno intimidire i testimoniati con minacce di possibili castighi divini.

10. CASE DI ORAZIONE CON UN SOLO CULTO SETTIMANALE O SENZA RIUNIONI PER GIOVANI E BAMBINI

I fratelli che presiedono le Riunioni Ministeriali Regionali (RRM) devono valutare insieme al Ministero di queste località la possibilità di aggiungere almeno un altro culto settimanale e la Riunione per Giovani e Bambini.

Nei luoghi in cui ci sono pochi giovani o bambini, valutare almeno la possibilità di organizzare un Culto con la partecipazione di giovani e bambini.

11. CONSIDERAZIONI SU COME VIVERE IN CRISTO

La mancanza di autocontrollo causa squilibrio nell'intera vita della persona.
Nei Proverbi, al capitolo 25 e versetto 28, la Parola dice:

“L'uomo, il cui animo non ha ritegno alcuno, è una città sfasciata, senza mura.”

È necessario non dimenticare che ora non apparteniamo più a noi stessi, ma al Signore Gesù, condividendo con Lui la nostra vita affinché possiamo camminare in questa grazia, sotto la Sua luce. Se non siamo in comunione con Lui, non potremo proseguire.

In Amos 3:3 dice la Parola:

“Due cammineranno essi insieme, se prima non si son convenuti l'uno con l'altro?”

Comprendiamo che è necessario essere guidati dallo Spirito di Dio in tutta la nostra vita, perché se non abbiamo più il timore di Dio, non ci sarà più il desiderio di sottometterci alla Sua volontà.

Pertanto, dato che non apparteniamo più a questo mondo, è necessario camminare uniti al Signore mediante la nostra comunione con Lui, sopprimendo i diritti e i desideri della nostra carne, le ragioni e i sentimenti contrari alla fede, affinché possiamo compiacerLo, poiché il Signore Gesù stesso nella sua preghiera per i discepoli disse:

“Essi non son del mondo, siccome io non son del mondo.” (Giov. 17:16)

Si conclude che i mali che esistono in mezzo al popolo di Dio hanno origine dallo squilibrio delle forze, poiché quando i nostri impulsi, diritti e ragioni, immaginazioni e passioni assumono il comando della nostra vita, sorgono le opere della carne:

“Conciossiacchè la carne appetisca contro allo Spirito, e lo Spirito contro alla carne; e queste cose son ripugnanti l'una all'altra; acciocchè non facciate qualunque cosa volete.” (Gal 5:17)

Quando i fratelli o le sorelle non si rendono conto delle carenze della loro vita spirituale, iniziano a comportarsi in modo dissoluto e litigioso, influenzando negativamente sia la convivenza tra la fratellanza che la vita matrimoniale e familiare.

Le divergenze sorgono a causa della mancanza di controllo e di autocontrollo, dimostrando l'assenza della guida dello Spirito Santo. Ciò fa emergere le opere della carne che allontanano il popolo dalla presenza di Dio.

Affinché possiamo dominare gli impeti della nostra carne e del nostro spirito, dobbiamo pregare incessantemente, cercando da Dio il Suo potere per vincere i nostri stessi sentimenti, come raccomandò l'apostolo Paolo ai fratelli di Filippi, nella lettera scritta ai Filippesi, nel capitolo 4, versetti da 5 a 9:

“La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma sieno in ogni cosa le vostre richieste notificate a Dio, per l'orazione e per la preghiera, con ringraziamento. E la pace di Dio, la qual sopravanza ogni intelletto, guarderà i vostri cuori e le vostre menti, in Cristo Gesù. Quant'è al rimanente, fratelli, tutte le cose che son veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che son giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che son di buona fama, se vi è alcuna virtù, e se vi è alcuna lode, a queste cose pensate. Le quali ancora avete imparate, e ricevute, e udite da me, e vedute in me; fate queste cose, e l'Iddio della pace sarà con voi.”

12. L'IMPORTANZA DELLA BIBBIA NELLA VITA DEL CRISTIANO

Tutto ciò che impariamo (apprendiamo) nasce dal conoscere e accettare la Volontà di Dio espressa nella Bibbia, assumendoci le responsabilità che tale volontà celeste comporta. Pertanto, non c'è dubbio che la Parola di Dio non può essere falsata, né possa essere distorta a piacere da qualsiasi corrente filosofica, ma deve essere rispettata così com'è, ovvero l'espressione dell'Iddio onnipotente e la descrizione del Suo rapporto con il popolo eletto.
Crediamo che la Bibbia sia una raccolta di libri sacri e profetici, divinamente ispirati dallo Spirito di Dio, non scritti per motivi politici o interessi umani, ma per il potere di Dio manifestato agli uomini (2 Pie 1:20).

Crediamo e siamo fondati su questa fede che, l'insieme dei libri che compongono le versioni fedeli della Sacra Bibbia, non siano stati alterati, né siano state aggiunte o omesse parole, essendo le Sacre Scritture l'espressione della Parola di Dio destinata agli esseri umani.

Siamo fermamente convinti che, data l'importanza unica della Bibbia per il nostro processo di salvezza, il Signore non avrebbe mai permesso che l'uomo potesse alterarla al punto da renderla invalida. Se ciò potesse accadere, sarebbe un crimine irreparabile nei confronti dei Suoi fedeli e, ragionando per assurdo, una prova dell'incapacità del Dio supremo di preservare la Sua stessa Parola Scritta, perché fosse conosciuta dai posteri, ai quali erano state fatte le promesse.

“Ed il Signore mi disse: Bene hai veduto; conciossiachè io sia vigilante, ed intento a mandare ad esecuzione la mia parola.” (Ger. 1:12)

Siamo pienamente consapevoli dell'onniscienza, dell'onnipresenza e dell'onnipotenza del nostro Dio benedetto, che ha posto la Sua parola al di sopra del Suo stesso nome, come leggiamo nel libro dei Salmi, al capitolo 138:2:

“Io adorerò verso il Tempio della tua santità, e celebrerò il tuo Nome, per la tua benignità, e per la tua verità; Perciocchè tu hai magnificata la tua parola, sopra ogni tua fama.”

Ancora una volta, troviamo questa stessa certezza nelle parole del Nostro Signore, riportate nel Vangelo secondo Luca, al capitolo 21:33:

“Il cielo e la terra passeranno; ma le mie parole non passeranno.”

Con la venuta di nostro Signore Gesù in questo mondo, per Sua volontà e opera, è stata confermata la totale veridicità delle Sante Scritture profetizzate nell'Antico Testamento, essendo state adempiute le profezie preannunciate dai santi del passato riguardo alla Sua missione e all'instaurazione del Suo regno sui Suoi santi.

13. LA MORTE CONTENUTA NELLA LETTERA – 2ª EPISTOLA AI CORINTI 3:6

L’espressione “la lettera uccide”, come affermato nel riferimento citato, si riferisce al fatto che la Legge (lettere incise) condanna il peccato in forma veemente, ma non offre all’essere umano condizioni di compiere tutte le ordinanze in essa determinate, rendendolo colpevole davanti alla stessa Legge.
In questo caso, Paolo si riferiva all’incapacità dell’uomo all'obbedienza verso la Legge dell’Antico Testamento, poi nel verso 20 del capitolo 3 dell’Epistola ai Romani è scritto:

“Perciocchè niuna carne sarà giustificata dinanzi a lui per le opere della legge; conciossiacchè per la legge sia data conoscenza del peccato”

e nel verso 28 dice:

“Noi adunque conchiudiamo che l’uomo è giustificato per la fede senza le opere della legge.”

La Bibbia ci insegna che la salvezza è possibile solo per la fede in Gesù Cristo, mai attraverso le opere della Legge. Leggendo la Bibbia viene la conoscenza della salvezza, trattandosi della Parola di Dio.
La mancanza della conoscenza biblica ci può portare all’errore. Per questo, quando il Signore Gesù è stato interrogato dai sadducei sulla risurrezione, gli rispose:

“...Voi errate, non intendendo le Scritture, nè la potenza di Dio” (Mat. 22:29).

Pertanto, è dovere di ogni cristiano la lettura e la meditazione dei testi delle Sacre Scritture, principalmente del Nuovo Testamento (Argomento 24, del 2017).

In questo modo, consigliamo la fratellanza a non usare tale verso per giustificare la mancanza della lettura della Bibbia, poiché chi lo fa commette un errore di interpretazione del testo sacro.
Al contrario, conforme alla raccomandazione nell’insegnamento sopra citato, la nostra applicazione alla lettura della Parola di Dio è salutare e necessaria alla nostra crescita spirituale.

14. PECCATI OCCULTI

Tutti gli esseri umani nella propria vita commettono peccati occulti, in quanto è difficile riconoscerli. L’apostolo Paolo lamentava la difficoltà di conoscere i peccati che esistevano nella sua vita, dicendo:

“Misero me uomo! chi mi trarrà di questo corpo di morte?” (Rom. 7:24)

Davide, riconoscendo il proprio stato spirituale gridò:

“Chi conosce i suoi errori? purgami di quelli che mi sono occulti. Rattieni eziandio il tuo servitore dalle superbie, e fa che non signoreggino in me; allora io sarò intiero e purgato di gran misfatto.” (Sal. 19:12 e 13)

L’uomo è predisposto ad indagare gli altri, cercando di conoscere i loro comportamenti, con l’intento di giudicarli, ignorando così ciò che disse il Signor Gesù:

“Ipocrita, trai prima dell’occhio tuo la trave, e poi avviserai di trarre dell’occhio del tuo fratello il fuscello.” (Mat. 7:5)

Anche Salomone scrisse:

“La gloria di Dio è di celar la cosa; ma la gloria dei re è investigar la cosa.” (Prov. 25:2)

Pertanto, è raccomandato rivolgere la nostra attenzione ai nostri errori, discernendo diligentemente la nostra propria condotta davanti al Signore.

15. IL PECCATO DELLA CONCUPISCENZA

La concupiscenza della carne è condannata dalla Parola di Dio perché si tratta di un desiderio esagerato dei piaceri sensuali, che comprendono l'incontinenza, la voluttà, la lascivia, la lussuria, la cupidigia, tra le altre cose.

Praticare questi mali può indurre le persone a commettere fornicazione o adulterio.
Cedere alla concupiscenza è commettere iniquità, che è peccato contro i comandamenti del Signore.

La Parola di Dio ci dice che l'anima che pecca, morirà. Sappiamo che ci sono peccati che portano alla morte e peccati che non portano alla morte. Le pratiche peccaminose allontanano completamente le persone da Dio.

15.1. PERDONO DEI PECCATI

Sebbene il peccato possa portare alla morte, quando arriva la luce e la conoscenza, se il peccatore si pente, egli può ottenere grazia, misericordia e perdono.

La raccomandazione della Parola è di non peccare, così come dice la Parola in 1 Gio 2:1:

“Figlioletti miei, io vi scrivo queste cose, acciocchè non pecchiate;”

E Gesù disse ai discepoli:

“Già siete voi mondi, per la parola che vi ho detta;” (Gio 15:3)

Si può quindi concludere che l'istruzione porta al peccatore la conoscenza necessaria per liberarsi dal potere del peccato e della morte.
Quando la persona è sopraffatta dai sentimenti che la concupiscenza genera, può verificarsi la pratica del peccato.

Non si può condannare qualcuno per essere stato tentato da desideri malvagi, anche se mossi dalla concupiscenza.

Ciò che la Parola riprova è alimentare questi sentimenti, cedendo a desideri condannabili, che sono iniquità e quindi peccato davanti a Dio.

La concupiscenza della carne può essere rafforzata quando alimentiamo sentimenti malvagi e perversi, attraverso pensieri iniqui che la Parola condanna, come l'odio, la vendetta, il tradimento e altri sentimenti perversi, indecenti e immorali.

15.2. PRUDENZA NELLA VITA SOCIALE

Sono diverse le fonti che alimentano la concupiscenza, come testi, audio, video, mezzi di comunicazione, dove predomina la corruzione morale, così come la frequentazione di persone dalla condotta dissoluta, dal carattere debole, inclini alla lascivia o al consumo di alcol e/o sostanze stupefacenti (droghe illegali).

La frequentazione di queste persone, sia per la loro influenza sulle nostre vite sia attraverso i mezzi di comunicazione, può alimentare il potere della concupiscenza, inducendo la persona a cedere alla tentazione e a commettere il peccato.

La comunione con Dio in ogni aspetto della nostra vita è un mezzo attraverso il quale si dissolve la forza del male, evitando così la caduta spirituale.

16. DECISIONI PRECIPITOSE

Essere privi di conoscenza della vita non è un bene e parlare o agire in modo precipitoso indica una mancanza di riflessione.

“Il cuor del giusto medita ciò che ha da rispondere; ma la bocca degli empi sgorga cose malvage.” (Prov. 15:28)

Il verbo precipitare ha origine dal sostantivo precipizio che significa: abisso, perdizione, rovina. Agire precipitosamente in una decisione, un giudizio o una misura, denota mancanza di longanimità, ovvero impazienza e intolleranza. In Prov. 29:20 dice:

“Hai tu mai veduto un uomo precipitoso nel suo parlare? vi è maggiore speranza d’uno stolto che di lui.”

Una decisione precipitosa è segno di insensatezza e, per mancanza di buon senso e ragione, sorge l'errore, che precede l'insuccesso e causa danni sia a chi parla che a chi ascolta. Per questo motivo, dobbiamo riflettere prima di precipitarci con parole o decisioni. L'Apostolo Paolo disse a Timoteo, nella 2ª lettera, capitolo 2, verso 7:

“Considera le cose che io ti dico; perciocchè io prego il Signore che ti dia intendimento in ogni cosa.”

16.1. DECISIONI INSICURE

Consideriamo questo:

“I disegni son renduti vani dove non è consiglio; ma sono stabili dove è moltitudine di consiglieri.” (Prov. 15:22)

Questi sono i motivi per cui dobbiamo vigilare costantemente in preghiera, cercando sempre il buon consiglio attraverso la lettura attenta della Bibbia, che è la Parola di Dio.

17. IL PERICOLO DEL GIOCO D'AZZARDO E DELLE SCOMMESSE NELLA VITA DEL CRISTIANO

Al giorno d'oggi si osserva un aumento allarmante del coinvolgimento dei cristiani nei giochi d'azzardo, in particolare quelli promossi da applicazioni elettroniche e piattaforme di scommesse sportive.

Quello che molti vedono come una semplice distrazione o un'opportunità di facili guadagni, in realtà è diventato una trappola spirituale e finanziaria, che ha portato famiglie alla rovina e allontanato vite dalla presenza di Dio.

La Parola di Dio ci insegna che:

"Perciocchè la radice di tutti i mali è l’avariza.." (1Tim. 6:10)

Oggi molti cristiani stanno cadendo in trappole diaboliche attraverso giochi d'azzardo e scommesse di vario genere. Questi giochi promettono una facile ricchezza, ma in realtà portano distruzione, vizio e rovina a intere famiglie.
La Bibbia ci avverte:

"Le ricchezze procedenti da vanità scemano; ma chi raduna con la mano le accrescerà." (Prov. 13:11)

18. IL DESTINO DATO DA DIO ALL'UOMO

L'opera gloriosa compiuta a favore dell'uomo è il destino che gli è stato assegnato prima della sua esistenza, tramite la prescienza divina, come è scritto in Romani 8:29:

“Perciocchè coloro che egli ha innanzi conosciuti, li ha eziandio predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo; acciocchè egli sia il primogenito fra molti fratelli.”

Essendo predestinato, chiamato e credendo, è giustificato dall'opera dello Spirito Santo e, infine, glorificato al ritorno del Signore Gesù.

L'uomo, pur essendo predestinato, non poteva trovare la via della salvezza, poiché era schiavo e colpevole, sottoposto alla condanna e alla pena del peccato, che è sempre presente nella sua vita.
Egli sa di vivere verso il castigo eterno, poiché è inadatto a vivere nell'eternità con Dio.

In Cristo questo ostacolo è stato distrutto, quando sulla croce ha preso su di sé i nostri peccati e le nostre malattie, assumendosi la responsabilità della nostra colpa, essendosi fatto per noi maledizione e condannato al posto dell'uomo.

Così, per la Grazia l'uomo è salvato in Gesù Cristo mediante la fede, compiendo opere che nascono da tale fede, sarà libero dalla colpa, dalla condanna e dal potere del peccato. A questo proposito, è importante sottolineare che la controparte richiesta da Dio all'uomo è quella di credere in Gesù Cristo e accettarlo come personale Salvatore; si tratta quindi di una libera scelta, che impone al cristiano di obbedire ai comandamenti di Dio.

L'efficacia del potere dello Spirito Santo si manifesta attraverso la fede, tramite la quale egli ottiene la benedizione della rigenerazione che lo fa crescere gradualmente nella conoscenza della parola di Dio e nella santificazione, fino a raggiungere la statura di uomo perfetto.

18.1. RIGENERAZIONE

La rigenerazione spirituale consiste nel rinnovare e rafforzare ciò che è indebolito e nella Grazia è possibile solo grazie all'azione dello Spirito Santo, che fa sentire al cristiano il bisogno di conoscere meglio i disegni di Dio nella sua vita, cercando di conoscere quali siano le ricchezze della Sua gloria e della Sua volontà manifestate dal Vangelo del Signore Gesù.

È necessario vigilare per non rimanere ai primi rudimenti, cercando di crescere nella conoscenza e nella comprensione della gradevole e perfetta volontà di Dio.

A causa della degenerazione spirituale sorgono manifestazioni carnali nella vita personale, matrimoniale e familiare, nonché divergenze tra fratelli su questioni dottrinali che non producono alcun progresso; al contrario, nel desiderio di far valere i propri principi, essi litigano e rompono la comunione tra loro, dimostrando un indebolimento nella crescita spirituale.

Quando le virtù degenerano, subentra subito la mancanza di Luce, rendendosi dipendenti dalle indicazioni di altri, che non sempre sono guidati da Dio e possono indurre in errore.

Pertanto, è opportuno prestare maggiore attenzione a ciò che abbiamo già udito, affinché non ci allontaniamo mai dalla Grazia, verificando con prudenza come camminare e non comportarci da stolti. Per questo è scritto:

“...Camminate secondo lo Spirito, e non adempiete la concupiscenza della carne.” (Gal. 5:16)

19. IL PERICOLO DELL'ARROGANZA, DELLA SUPERBIA E DELLE PASSIONI

Una persona arrogante si comporta in modo superbo e orgoglioso e, chi possiede questi difetti, impone in modo prepotente i propri principi e atteggiamenti sugli altri. La Parola di Dio ci insegna l'equità, per questo motivo tutti noi dobbiamo:

“... avendo un medesimo sentimento, e una medesima carità; essendo d’un animo, sentendo una stessa cosa; Non facendo nulla per contenzione o vanagloria, ma per umiltà; ciascun di voi pregiando altrui più che se stesso.” (Fil.2:2 e 3)

Il comportamento tra fratelli deve essere sempre rispettoso, umile e mansueto, seguendo l'esempio del Signore Gesù che, pur essendo in forma di Dio, non considerò un tesoro geloso l'essere uguale a Dio, ma annichilì sé stesso e, assumendo la forma di servo, si fece simile agli uomini.
L'arroganza è la mancanza di umiltà e chi la coltiva non riesce a vivere in pace, poiché da questi mali nascono le passioni che alimentano i propri sentimenti e opinioni, impedendo in genere alla persona di vivere in armonia con gli altri fratelli.

“Rattieni eziandio il tuo servitore dalle superbie, e fa che non signoreggino in me; allora io sarò intiero e purgato di gran misfatto.” (Sal. 19:13)

19.1. VIVERE IN PACE E ARMONIA

Nel corso della storia del popolo d'Israele, la difficoltà di vivere in pace e armonia ha dato origine a lotte e guerre; ciò era dovuto alla disobbedienza verso Dio, all'idolatria, all'arroganza e alla superbia, sia dei re che del popolo, ragion per cui Dio eseguiva il Suo giudizio.

Il perfezionamento nella fede e nella Grazia dipende dallo sforzo di non lasciare che questi mali siano presenti nella nostra persona, poiché è più facile osservarli negli altri che in noi stessi.

Per nostra stessa natura siamo tentati a osservare tali difetti negli altri, ma in noi l'egoismo e l'orgoglio non lo permettono. Quindi, se viviamo davanti a Dio in disaccordo con la Sua volontà, possiamo rattristare lo Spirito Santo fino alla sua estinzione in noi stessi.

L'apostolo Pietro diceva che già a quel tempo c'erano persone che dicevano cose molto arroganti e vanitose e che, con le concupiscenze della carne e le dissolutezze, seducevano coloro che si stavano allontanando dalla verità.

La conseguenza delle vanità personali, delle contese, dei pettegolezzi e delle dicerie, tra il popolo e nel ministero, è la mancanza di piena comunione con Dio.

Il malcontento causato dalla mancanza di perfetta unione tra fratelli ha portato alcuni ad allontanarsi dalla comunione della Chiesa, andando altrove in cerca di pace.

Alla luce di ciò, cerchiamo Dio con maggiore attenzione, attraverso la preghiera e la lettura delle Scritture, affinché possiamo trovare la Sapienza che viene dall'alto, poiché solo attraverso di Essa potremo raggiungere la conoscenza della Sua volontà e, così, camminare secondo lo spirito e non secondo la carne.

Chi cammina secondo la carne, coltiva i frutti della carne e smette di essere guidato dallo Spirito di Dio.

20. PAROLE CHE CONTAMINANO L'ANIMA

I pensieri si manifestano attraverso parole che possono essere scritte o pronunciate.
Se le parole sono buone e piacevoli, l'effetto sarà benefico per chi le ascolta; se invece sono malvagie, l'effetto non sarà buono.

È necessario riflettere prima di parlare, perché una volta dette o scritte, le parole non possono essere ritirate e rimane solo l'effetto di ciò che è stato detto o scritto.

Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli:
“Non ciò che entra nella bocca contamina l’uomo; ma ben lo contamina ciò che esce dalla bocca.” (Mat.15:11)

E continuando:
“Conciossiacchè dal cuore procedono pensieri malvagi, omicidi, adulterii, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze”. (Mat.15: 19)

E ciò che profetizzò Isaia:

“Questo popolo si accosta a me con la bocca, e mi onora con le labbra; ma il cuor loro è lungi da me.” (Is. 29:13 e Mat 15:8)

Dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo per evitare che le nostre parole possano contaminare chi ci ascolta; vediamo cosa dice il Signore Dio nel libro dei Proverbi 6:12-15:

“L'uomo scellerato, l'uomo da nulla, Procede con perversità di bocca. Egli ammicca con gli occhi, parla co' piedi, Accenna con le dita;
Egli ha delle perversità nel suo cuore, egli macchina del male in ogni tempo; egli commette contese. Perciò in un momento verrà la sua ruina; Egli di subito sarà fiaccato, senza rimedio.”

Il rammarico arriva dopo la caduta, ecco perché la Parola ci avverte:

“Io, la Sapienza, abito nell'avvedimento, E trovo la conoscenza de' buoni avvisi.” (Prov. 8:12)

“Perciò, fratelli miei diletti, sia ogni uomo pronto all'udire, tardo al parlare, lento all'ira. Perciocchè l'ira dell'uomo non mette in opera la giustizia di Dio.” (Giac. 1:19 e 20)

Quando Dio rispose a Giobbe, mostrandogli la sua grandezza e saggezza, gli disse:

“Chi è costui, che oscura il consiglio con ragionamenti senza scienza?” (Giob. 38:2)

21. RITRASMISSIONE DEL MALE

I mezzi di comunicazione sono veri e propri trasmettitori, sia del bene che del male. Ci rallegriamo quando riceviamo il bene attraverso la comunicazione, ma quando riceviamo il male ne siamo contaminati e sappiamo che, attraverso questi mali, compromettiamo la nostra comunione con Dio e con i nostri fratelli.

Esiste anche il peccato di ritrasmettere messaggi malvagi ricevuti che, se li eliminiamo non appena li riceviamo, non causeranno alcun effetto sugli altri, ma, se li ritrasmettiamo, commettiamo un atto che per Dio è abominevole, ovvero seminare discordia e male tra i fratelli.

“Il Signore odia queste sei cose; anzi queste sette son cosa abbominevole all'anima sua; Gli occhi altieri, la lingua bugiarda, E le mani che spandono il sangue innocente. Il cuore che divisa pensieri d'iniquità, i piedi che si affrettano per correre al male, Il falso testimonio che sbocca menzogne, e colui che commette contese tra fratelli.” (Prov. 6:16 a 19)

Seminare discordia significa diffondere il male che ci viene trasmesso da persone contaminate, sia verbalmente che attraverso pubblicazioni sui media e sulle reti sociali. Tali messaggi, oltre a contaminare chi li riceve, impediscono anche la comunione con Dio e tra i fratelli. La comunione con lo Spirito Santo ci protegge da ogni contaminazione.

“Quanto son belli i piedi di coloro che evangelizzano la pace, che evangelizzano le cose buone!” (Rom 10:15)

22. CARTELLI INDICATIVI CONTRO L'USO DEI CELLULARI DURANTE I SERVIZI DIVINI, NELLE CASE DI ORAZIONE - LA FRATELLANZA DEVE PORTARE CON SÉ LA BIBBIA E L'INNARIO CARTACEO PER PARTECIPARE AI CULTI

A partire da questa RGI, la nostra Distributrice Generale (DG – Teramo) metterà a disposizione dei cartelli indicativi, che dovranno essere affissi negli atri delle case di orazione e nelle sale riunioni, visibili a tutti coloro che vi accedono, con l'istruzione di NON UTILIZZARE I CELLULARI NELLA CASA DI ORAZIONE.

Ripetiamo un argomento già esistente e pubblicato nella precedente RGE (sopra citata) che la nostra fratellanza deve avere e portare con sé – e riportare – la Bibbia e l'Innario fisici in chiesa, per l'uso nei santi Culti e in altri servizi.

23. SALUTO

23.1. SALUTO QUANDO SI ENTRA NELLA CONGREGAZIONE – Riferimento all'argomento 28 del 1977 (Brasile)

Quando si arriva nella Congregazione, la fratellanza deve entrare e rimanere in silenzio, salutando a bassa voce solo i fratelli che siedono più vicini. Le conversazioni nelle case di orazione impediscono la comunione, come scritto nella Sacra Scrittura:

“Guarda il tuo piè, quando tu andrai nella Casa di Dio”. (Ecl.5:1)

Quanto al bacio, è più appropriato per il saluto finale. Tuttavia, nulla ci impedisce di salutare con un bacio i nostri vicini di banco. Dobbiamo conservare ciò che abbiamo imparato da coloro che ci hanno preceduto nel Signore.

23.2. SALUTO CON IL SANTO BACIO – Riferimento all'argomento 4 del 2015 (Brasile)

La Parola di Dio determina il saluto con un bacio.

“Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio”
(Rom. 16:16 – I Cor. 16:20 – I Tes. 5:26 – I Ped. 5:14).

Durante i nostri Culti, siano essi ordinari o di evangelizzazione, usiamo prudenza riguardo al santo bacio.

Vi sono coppie di fidanzati che si baciano prima di entrare nella riunione o nel Culto e anche al termine dello stesso. Questo comportamento non è in accordo con gli insegnamenti che abbiamo sempre avuto fin dall'inizio. Sono costumi inappropriati che devono essere eliminati.
Nei funerali i fratelli non devono salutarsi con il santo bacio, a motivo dell'affollamento di persone estranee alla nostra fede.

Inoltre, quando ci salutiamo dobbiamo dire solo: “La pace di Dio, fratello o sorella”, senza usare termini diversi come: “La pace di Dio, Servo, Unto, Angelo, ecc.”.

24. CHIARIMENTI SUI SERVIZI DIVINI NEI FUNERALI

24.1. IN CASO DI CREMAZIONE – Revisione dell’Argomento 29 del 2014 (Rif. Brasile)

Non vi è alcun impedimento che vieti alle famiglie di far cremare i corpi dei defunti; tuttavia non dobbiamo esimerci dal celebrare il servizio divino nel funerale.
Il servizio divino nel funerale deve essere celebrato con il corpo presente. In casi eccezionali, il ministero valuterà come procedere.

24.2. STRUMENTI MUSICALI NEI SERVIZI DIVINI NEI FUNERALI – Argomento 21 del 2016 (Rif. Brasile)

Durante la celebrazione dei servizi divini nei funerali, gli inni devono essere solo cantati, non essendo ammesso alcun accompagnamento di strumenti musicali, né prima, né durante, né dopo.

24.3. FUNERALE E SEPOLTURA DELLE SORELLE – NON COPRIRE IL CAPO CON IL VELO – Riferimento all'argomento 4 del 2003 (Brasile)

Ai funerali di una sorella, non è consigliabile coprirle il capo con un velo. La Parola di Dio comanda che la donna si copra con il velo quando prega o profetizza e questo si riferisce alle persone viventi. Inoltre non si devono mettere la Bibbia o l'Innario di lodi e suppliche a Dio all'interno della bara (urna cineraria).

25. ACQUISTO DI BIBBIE E INNARI

La Congregazione Cristiana in Italia mette a disposizione della nostra fratellanza Bibbie, Innari, veli, dizionari biblici e metodi di insegnamento musicale, che possono essere acquistati presso i Fondi Biblici nelle varie Case di Orazione. Ribadiamo che non commercializziamo questi prodotti tramite Internet o piattaforme di commercio elettronico.

 

ARGOMENTI DELL'OPERA DELLA PIETÀ

26. RETI SOCIALI – RICHIESTE DI AIUTO – ATTENDIMENTI

Non è opportuno che il Ministero, le sorelle dell'Opera della Pietà, così come la nostra fratellanza, pubblichino sulle reti sociali richieste di aiuto, forniscano coordinate bancarie, codici di pagamento elettronico, ecc., chiedendo cibo, vestiti, cure mediche, raccolte per viaggi personali, matrimoni e/o altro.

I Diaconi e le sorelle dell'Opera della Pietà non devono rispondere alle richieste di attendimenti pubblicate sulle reti sociali tramite foto o video.

È necessario fare una visita e lasciarsi guidare da Dio.

27. LAVORATORE AUTONOMO – INPS

I fratelli che lavorano in proprio devono, secondo la legge, versare i contributi previdenziali, in quanto costituiscono una garanzia in caso di eventuali imprevisti quali malattia o decesso.
Vi sono molti casi in cui un fratello lavora in queste condizioni, non si regolarizza e non versa i contributi mensili e, divenendo avanzato in età, in casi di malattia o di morte, lascia la famiglia completamente in difficoltà.
I fratelli devono prestare attenzione a non contrarre impegni finanziari superiori alla loro disponibilità mensile per mezzo di prestiti e carte di credito.

 

ARGOMENTI DELLA PARTE MUSICALE

28. INNI DEL SALUTO NEI CULTI E ALTRI SERVIZI

Se l'Anziano che presiede lo ritiene opportuno, questo inno potrà essere eseguito per intero, con tutte le sue strofe, costituendo un'eccezione alla regola, che prevede di suonare solo una strofa e, se presente, il coro. Se l'Anziano autorizza l'esecuzione dell'inno per intero o anche solo di una singola strofa o di una strofa e del coro, in entrambi i casi non dovrà esserci alcuna dirigenza.

29. DIRIGENZA DEGLI INNI NEI CULTI E IN ALTRI SERVIZI

In occasioni speciali e in orchestre di grandi dimensioni, se necessario, l'Incaricato Locale o Regionale potrà dirigere le prime battute dell'inno del silenzio o dell'inno del saluto.
In caso di disequilibrio nell'orchestra durante il Culto, l'Incaricato potrà dirigere fino a uniformare l'andamento.

30. INNARI NON UFFICIALI

Esistono alcune persone che su Internet producono e vendono i nostri innari di musica senza l'autorizzazione della Congregazione Cristiana (in Brasile e in Italia), il che è vietato dalla legge sui diritti d'autore in Brasile con la Legge n. 9.610/98 e in Italia con la Legge 22 aprile 1941, n. 633.

Qualsiasi pubblicazione, redazione o creazione di innari per qualsiasi strumento musicale contenente gli Inni di Lode e Suppliche a Dio (Registrazione dei Diritti d'Autore presso il Ministero della Cultura n. 546.522 del 30/12/2011) è possibile solo previa autorizzazione della Distributrice della Congregazione Cristiana in Brasile.

Poiché non è stata concessa alcuna autorizzazione, gli innari venduti su Internet costituiscono materiale che viola la Legge sopra citata e non devono essere acquistati dalla fratellanza, in quanto prodotti illeciti.

Tra l'altro, coloro che producono o vendono questi innari non autorizzati sono già stati diffidati a cessare tale attività, in quanto illegale. Tuttavia, abbiamo constatato che questi innari non autorizzati vengono utilizzati anche dai nostri fratelli musicisti nei santi servizi, e questo non deve accadere.

Pertanto, chiediamo ai fratelli di raccomandare ai musicisti e ai candidati di acquistare e utilizzare solo le edizioni prodotte dalla Distribuidora Geral de Bíblias e Hinários da Congregação Cristã no Brasil (Distributore Generale di Bibbie e Inni della Congregazione Cristiana in Brasile), disponibili esclusivamente nei fondi biblici delle case di orazione.

 

ARGOMENTI AMMINISTRATIVI

31. ELEZIONE DI NUOVI AMMINISTRATORI – IMPEDIMENTI PER GRADO DI PARENTELA

Osservazione all'Argomento 22 del 2004 (Brasile)

L’Amministrazione costituita per gestire i beni patrimoniali della Congregazione Cristiana in Italia deve seguire i principi di moralità, trasparenza e imparzialità, evitando che parenti stretti ricoprano cariche dirigenziali, quali Presidente, Segretario, Tesoriere, loro vice o membri del Consiglio di Controllo. La gestione non deve essere condotta come una questione familiare, ma con competenza e impegno verso la fede.

In osservanza alla normativa vigente, non possono essere nominati membri dell'Amministrazione e del Consiglio Fiscale fratelli o sorelle che siano parenti fino al terzo grado tra gli Amministratori (genitori, figli, nipoti, nonni, fratelli, zii, nipoti, suoceri, generi e cognati). In caso di mancanza di fratelli disponibili, si dovranno nominare sorelle (anch'esse senza grado di parentela) per comporre l'amministrazione, garantendo correttezza ed equità.

La scelta degli amministratori deve basarsi anche sulla competenza tecnica e sulla rettitudine di comportamento. In questo modo preserviamo la buona reputazione dell'istituzione, perseguendo lo scopo per cui è stata creata, adeguandosi al principio di legalità e garantendo che tutto sia fatto con decenza e ordine (1 Cor 14:40).

Di conseguenza, i posti vacanti nelle Amministrazioni e/o nei Consigli Fiscali dovranno essere ricoperti e i nuovi membri dovranno essere presentati e insediati in Assemblea Generale Ordinaria (AGO) o Assemblea Generale Straordinaria (AGS), in conformità con quanto previsto dagli articoli 27 e 30 Statuto della Congregazione Cristiana in Italia.

Se necessario, potranno anche essere riassegnati (alternanza di incarichi), sempre in accordo con il Ministero e previa delibera della RMN.

32. ARGOMENTO RECEPITO PER CONOSCENZA - CONSIDERATO NON APPLICABILE IN ITALIA
33. ARGOMENTO RECEPITO PER CONOSCENZA - CONSIDERATO NON APPLICABILE IN ITALIA

 

34. DISTRIBUZIONE DI BIBBIE E INNARI

L'acquisto di Bibbie e innari da parte delle Distributrici Regionali (DR) deve essere effettuato esclusivamente presso la Distributrice Generale (DG), che è collegata alla rispettiva Amministrazione. Si richiede inoltre alle amministrazioni di istituire Fondi Biblici nelle Case di Orazione che li contengano, allo scopo di facilitare la disponibilità dei prodotti alla nostra fratellanza.

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,
e in comunione, Consiglio degli Anziani d’Italia.

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40º ASSEMBLEA - 2024 - RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

40º ASSEMBLEA - 2024

RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

01 - ELEZIONE DI DIO

(Trad. 181/2024 BR)

 

 

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

L' essere umano fu dotato da Dio del diritto di fare scelte, questo libero arbitrio è una caratteristica permanente (indelebile) di tutta la creazione intelligente - sia degli angeli che degli uomini. Ecco perché esistono coloro che sono salvati e coloro che sono perduti !

È innegabile che il Signore Dio non vuole che gli uomini si perdano, ma piuttosto che si pentano delle loro cattive vie e si convertano, come sta scritto:

Il quale vuole che tutti gli uomini sieno salvati e che vengano alla conoscenza della verità ” . (1Tim 2:4)

“ Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo, e di testimoniare ch' egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice de' vivi e de' morti. A lui rendono testimonianza tutti i profeti: che chiunque crede in lui, riceve remission de' peccati per lo nome suo” . (Fatti 10:42 e 43)

Proprio a motivo del praticare il libero arbitrio vi fu la separazione dell' uomo da Dio. Questa orribile caduta avvenne per la disobbedienza di Adamo ed Eva quando ascoltarono il serpente e furono scacciati dall' Eden. Tale corruzione si è diffusa su tutti gli uomini, divenendo tutti soggetti alla morte. Da lì prevalsero le forze del male, mantenendo l' essere umano sottomesso all' azione delle tenebre e del peccato.

Questo dominio di iniquità persistette su tutti fino alla venuta di Gesù Cristo, quando fu compiuta l' espiazione dei peccati e la riconciliazione con Dio, dando così ai cristiani potere e autorità su tutte le forze contrarie al bene, e dando loro il diritto ai doni e alle virtù dello Spirito Santo.

Dio vuole che tutti si pentano, ma non li obbliga a farlo, lasciandoli liberi di decidere (2Cor 3:17).

Per questo è scritto:

“ Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, per rimetterci i peccati, e purgarci di ogni iniquità ” .  (1 Gio 1:9)

“ Perciò , io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà rimessa agli uomini; ma la bestemmia contro allo Spirito non sarà loro rimessa.”   (Mat 12:31)

Perciò , chiunque pecca e si pente e cambia le sue vie, non rimanendo nell' iniquità , può ottenere il perdono divino (1 Gio 1:9).

In questo contesto, segue una breve spiegazione riguardante l' elezione celeste che dobbiamo capire in primo luogo come collettiva, cioè riferendosi alla Chiesa Cristiana, fedele e universale - anche in senso figurato conosciuta come il corpo di Cristo - la quale è eletta incondizionatamente.

Tuttavia, l' elezione dell' essere umano, come individuo, avviene solo quando il credente inizia a professare il cristianesimo per fede, diventando parte integrante del corpo di Cristo - la Chiesa (Fatti 20:28). Per fede, il cristiano riceve lo Spirito Santo che lo assiste e lo rafforza, dimorando in Lui, rendendolo parte integrante del corpo di Cristo e facendolo eletto.

Da questo punto in poi, le responsabilità reciproche sorgono in questa elezione, sia da Dio verso i fedeli che dai fedeli verso Dio (Rom 8:29 e Pie 1:1-11).

È scritto:

“ Ma pure il fondamento di Dio sta fermo, avendo questo suggello: Il Signore conosce que' che son suoi, e: Ritraggasi dall' iniquità chiunque nomina il nome di Cristo.”   (2Tim 2:19)

 

Ancora leggiamo:

“ Or in una gran casa non vi sono sol vasi d' oro e d' argento, ma ancora di legno, e di terra; e gli uni sono ad onore, gli altri a disonore. Se dunque alcuno si purifica da queste cose, sarà un vaso ad onore, santificato ed acconcio al servigio del Signore, preparato ad ogni buona opera.”   (2Tim 2:20 e 21)

In questo modo, l' elezione incondizionata per la salvezza e la santificazione della Chiesa di Cristo - intesa qui come corpo spirituale di Cristo, cioè insieme universale di tutti i fedeli santificati - è determinata dall' Altissimo, essendo immutabile. È stabilita per sempre e non può essere revocata. Tuttavia, l' essere umano - come individuo - per assicurarsi e partecipare a questa elezione, dipende dalla sua condotta personale nella fede, dovendo mantenere viva la fiamma di questa assoluta fiducia in Gesù Cristo. Per questo ha la necessità di rimanere in unione con Cristo, senza deviare, conservando la condizione di membro vivente di questo corpo spirituale.

Questa verità dottrinale si basa sull' insegnamento biblico, perché la Sacra Scrittura ci mostra fondamentalmente due possibilità di apostasia: la dottrinale, con la negazione degli insegnamenti di Cristo e/o di uno qualsiasi degli Apostoli, e l' apostasia morale, quando il cristiano ritorna al peccato, non pentendosi e non tornando a una vita casta e pura, diventando schiavo dell' iniquità (Is 29:13 – Mat 23:25 a 28 – Rom 6:15 a 23 e Rom 8:6 a 13).

Il piano eterno di Dio per la Sua Chiesa è che dobbiamo essere integri nella morale, che dobbiamo avere un carattere senza macchia, che dobbiamo essere puliti con le nostre mani e puri di cuore, che dobbiamo essere incensurabili e santi (Rom 8:14, Gal 5:16 a 25).

A tal fine, per essere trovati irreprensibili davanti a Dio, dobbiamo rimanere costanti e fermi nella fede, senza allontanarci dalla nostra beata speranza dell' Evangelo (Col 1:22 e 23).

La forza che vince l' iniquità e porta alla santificazione viene dal Signore, a noi appartiene la scelta, la volontà , il desiderio, la ricerca di servirLo con cuore sincero. L' intervento delle opere sante viene dallo Spirito Santo.

Le Sacre Scritture ci insegnano che la condannazione eterna deriva esclusivamente da scelte umane sbagliate - per le inclinazioni orientate al peccato, senza genuino pentimento e non sperimentando, in sé stessi, il meraviglioso effetto della restaurazione fornita dal perdono offerto nel sacrificio di Gesù Cristo al nostro posto. Quindi, la perdizione umana non è una determinazione selettiva, una sentenza discriminatoria scagliata contro un gruppo specifico di persone. Anzi, al contrario, è il risultato delle scelte di vita compiute da ogni individuo, non configurate in una risoluzione incrollabile, sinistra e irrevocabile dell' Altissimo su un insieme predeterminato di esseri umani, segnati dalla condanna.

È importante però sottolineare che per essere salvati non basta una semplice confessione di fede, né a un credente dire di credere in Gesù e di affermare che Cristo è il suo Signore, conducendo però una vita dissociata dalla santità . La fede include l' allontanamento dal peccato - la santificazione - per obbedienza alla Parola di Dio. Si esprime in un certo momento nella vita del cristiano, da quando accetta Cristo Gesù come unico e tutto sufficiente Salvatore e deve continuare per tutta la vita a crescere e a consolidarsi nel cuore del convertito (Gio 1:12), come si legge:

Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciati demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni? Ma io allora protesterò loro: Io non vi conobbi giammai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d' iniquità ” (Mat 7:21 a 23)

Si può anche perdere quel poco che è stato ottenuto da Dio vivendo una vita libertina:

  “ Perciocchè a chiunque ha, sarà dato; ma chi non ha, eziandio quel ch' egli ha gli sarà tolto.”   (Mar 4:25)

Siamo pienamente consapevoli che:

“ Perciocchè voi siete salvati per la grazia, mediante la fede, e ciò non è da voi, è il dono di Dio. Non per opere, acciocchè niuno si glorii.”   (Ef 2:8 e 9)

Tuttavia, una volta salvati per fede, dobbiamo fuggire dal peccato, indirizzando la nostra vita cristiana verso la santità richiesta dal Signore, crescendo sempre nella verità e nella grazia divina:

“ Procacciate pace con tutti, e la santificazione, senza la quale niuno vedrà il Signore.”   (Eb 12:14

Siamo costantemente vittime di vari attacchi spirituali, per i quali siamo tentati e provati. Ma resistendo alle tentazioni e perseverando nella fede in mezzo alle prove, riveliamo la nostra fedeltà personale al Signore.

Le forze spirituali malvagie, che ci attaccano e lavorano per farci rinunciare alla fede cristiana, finiscono per darci l' opportunità di dimostrare che la nostra fede e il nostro amore per Dio sono veri e irrevocabili.

Per fede, l' Altissimo ci rende capaci di vincere il male, donandoci le forze necessarie per essere vittoriosi. Tuttavia, colui che si dona alle iniquità diventa un vaso a disonore; la sua caduta non avviene perché Dio non lo ha protetto, ma perché sondando il suo cuore, Dio non ha trovato il fermo desiderio di resistere al male, né il timore necessario per evitare la perversità , ma una libera disposizione ad concedersi al peccato.

La santità , o somiglianza a Cristo, è il principio richiesto, il modello di uomo che deve essere cercato dalla potenza data al cristiano quando riceve lo Spirito Santo in risposta alla sua fede in Cristo. La santità , dunque, non è la ricerca della salvezza per mezzo delle opere, ma al contrario è la fede che genera opere di salvezza nel vero cristiano. Senza di essa nessuno vedrà il Signore.

Se la fede non spinge il credente alla santità - e in lui non c' è cambiamento interiore significativo- questa fede è morta in sé stessa, non conforme ad una fede capace di salvare, ma nell' apparenza e nell' inganno. Vediamo:

“ Poichè , siccome il corpo senza spirito è morto, così ancora la fede senza le opere è morta.”   (Gia 2:26)

Per questo motivo, ognuno deve mantenere la santità , la purezza e la fermezza della fede, evitando di farsi trascinare dai discorsi rassicuranti che garantiscono la salvezza incondizionata a chiunque abbia creduto una volta in Gesù Cristo. L' apostolo Pietro lo ha insegnato, mettendo in guardia dal rischio di cadere, con conseguente cedimento nella marcia verso la vita eterna (2Pie 3:17). Anche l' apostolo Paolo ammoniva i fratelli di Corinto a fare attenzione a non ricevere invano la grazia di Dio:

“ ... vi esortiamo ancora che non abbiate ricevuta la grazia di Dio in vano.”   (2Cor 6:1)

Qui l' Apostolo sottolinea il rischio di perdere la grazia e quindi di perdere la salvezza, poiché siamo salvati per grazia attraverso la fede. Ora, se la grazia viene ricevuta in modo infruttuoso, improduttivo, inutile, non porterà alla salvezza di chi l' ha ricevuta in questo modo. Egli mette in guardia anche dal rischio di perdere la presenza dello Spirito Santo in sé stessi, dicendo:

  “ Non ispegnete lo Spirito.”   (1Tess 5:19)

Infatti, i testi biblici sono pieni di raccomandazioni sul rischio che un cristiano perda la salvezza, costringendolo a capire di lasciare la zona di conforto e la dormienza spirituale, dove il peccato è in agguato, esortandolo a una vita casta e santa, desiderando che:

“ e d' esser vestiti dell' uomo nuovo, creato, secondo Iddio, in giustizia, e santità di verità .”   (Ef 4:24)

È un comandamento essere santi:

  “ Poichè egli è scritto: Siate santi, perciocchè io sono santo.”   (1Pie 1:16)

Essendo ordine, abbiamo il dovere di impegnarci in questa direzione, avendo vero orrore del peccato che ci circonda così da vicino. La Parola di Dio ci comanda di essere irreprensibili nella santità .

“ ... acciocchè sieno irreprensibili in santità , nel cospetto di Dio, Padre nostro...”     (1Tess 3:13)

Non è sufficiente dire che credo in Dio, questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente per credere nella sua esistenza, persino i demoni credono (Giacomo 2:19) e la proposta del cristianesimo non è una semplice teoria basata sulla conoscenza dei fatti storici e biblici, ma, sì , una pratica viva e trasformante. Oltre a conoscere le Scritture, dobbiamo vivere la Parola in modo che trasformi e purifichi tutto il nostro essere:

“ Anzi, siccome colui che vi ha chiamati è santo, voi altresì siate santi in tutta la vostra condotta.”   (1 Piet 1:15)

Avvertiamo che il credente in Gesù deve camminare nella santità e nella giustizia della Parola di Dio e non deve farsi catturare dal mondo decaduto.

Prendiamo ad esempio la lettera agli Ebrei (2:1, 6:4-8, 10:26 e 10:32), perché il testo di questa epistola è cristallino e obiettivo. In esso si avverte ai cristiani circa la gravità della condanna che risulterà , per esempio, da una ricaduta spirituale di chi è stato illuminato, ha gustato il dono celeste, ha preso parte allo Spirito Santo, ha gustato la buona Parola di Dio, e le virtù del prossimo secolo.

Coloro che procedono in questo modo non saranno in grado di pentirsi dei loro peccati e quindi non possono essere rigenerati, poiché il pentimento è un prerequisito dottrinale, necessario e indiscutibile per la salvezza. (Mar 2:17 e 6-12 – Luc 5:32 e 13:3 a 5 – Fatti 3:19; 11:18 e 17:30 – 2Cor 7:10 – Eb 6:6 e Apoc 2:5, 2:16, 2:21, 3:3, 3:19, 9:20, 16:9 e 16:11)

Concludiamo esortando la fratellanza a purificarsi da tutto ciò che contamina, da tutto ciò che macchia i vestiti spirituali, ricordando ai cari fratelli l’ appello biblico:

“ Io vi esorto adunque, fratelli, per le compassioni di Dio, che voi presentiate i vostri corpi, il vostro razional servigio, in ostia vivente, santa, accettevole a Dio. ”   (Rom 12:1)

" ... per util nostro, acciocchè siamo partecipi della sua santità ."   (Eb 12:10)

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.


 

 

02 - LA SALVEZZA È UNIVERSALE

(Trad. 182/2024 BR)

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

La salvezza è universale nel senso che è offerta indistintamente ad ogni essere umano, avendo come unico prerequisito la fede genuina in Gesù Cristo. Chi crede in Lui e lo accetta come esclusivo, personale e sufficiente Redentore sarà salvato, se rimane nella fede fino alla fine e mai apostata da essa. Gesù è morto per tutti gli uomini per purificarli e salvarli dalla maledizione del fuoco eterno, ma non tutti saranno salvati.

Questo si spiega con il fatto che il Suo sacrificio è efficace solo per coloro che avranno creduto in Lui, ricevendo per fede nel Suo nome la Grazia salvifica in sé stessi. Questo è giusto, perché il prezzo pagato per la salvezza fu troppo alto per essere disprezzato, costando la vita e il sangue del Figlio di Dio.

Cristo, lasciando la sua gloria divina, discese dall' alto dei Cieli alle parti più basse di questo mondo, divenendo simile agli uomini per compiere la missione di salvare le anime perdute.

Chi crede in Gesù Cristo, riceve la giustizia della salvezza per fede, ma chi non crede, riceve la giustizia della condanna per averLo respinto.

L' errore più grande dell' umanità è quello di rifiutare e disprezzare Gesù Cristo e la Sua Santa Parola, perché questa scelta non lascia alternative se non la condannazione eterna.

Tutto è cominciato con Lui e finirà in Lui, che è l' Alfa e l' Omega, il Principio e la Fine di tutto e di tutte le cose. Per questo motivo, la redenzione non dipende da, o dal merito di, alcuna denominazione religiosa, né dipende da qualcosa o da chiunque sia. Solo con la magnifica opera realizzata da Gesù Cristo, compiuta sulla croce del Calvario, l' essere umano potrà essere libero da un destino irrimediabile, spiacevole e terribile negli abissi eterni.

Questo dono celeste, la grazia meravigliosa, salva il credente dall' abominio giustificandolo e conducendolo alla vita eterna (Ef 2:8 e Tito 2:11). Gesù Cristo ci ha aperto la rivelazione della Sua Parola, e attraverso di essa, attraverso la fede, ha aperto a tutti l' accesso a Dio inviandoci lo Spirito Santo. Nostro Signore Gesù Cristo fu crocifisso con il proposito di perdonare i nostri peccati, unendoci a Dio.

Per questo, sulla croce, il Figlio di Dio ha compiuto un' opera di riconciliazione, unendo gli uomini fraternamente, rendendoli appunto fratelli e unendo gli uomini a Dio nel Suo Figlio, con un piano spirituale, rendendoli figli di Dio per adozione:

“ Perciocchè coloro che egli ha innanzi conosciuti, li ha eziandio predestinati ad esser conformi all' immagine del suo Figliuolo; acciocchè egli sia il primogenito fra molti fratelli.”   (Rom 8:29)

“ Ma, a tutti coloro che l' hanno ricevuto, i quali credono nel suo nome, egli ha data questa ragione, d' esser fatti figliuoli di Dio.”   (Gio 1:12)

Il Signore è morto per tutti - sia per coloro che saranno salvati che per coloro che saranno perduti. La costituzione di questi due gruppi - salvati e perduti - è una conseguenza dell' accettazione o negazione della chiamata spirituale, esercitata liberamente e individualmente da ogni essere umano, e mai risultante da una pretesa limitazione della grazia redentrice di Cristo.

L' apostolo Giovanni manifesta che Dio ama tutti gli uomini e desidera salvarli accettando la chiamata dell’ Evangelo:

“ Perciocchè Iddio ha tanto amato il mondo, ch' egli ha dato il suo unigenito Figliuolo, acciocchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Poichè Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo, acciocchè condanni il mondo, anzi, acciocchè il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non sarà condannato, ma chi non crede già è condannato, perciocchè non ha creduto nel nome dell' unigenito Figliuol di Dio.  (Gio 3:16 a 18)

“ Gesù rispose, e disse loro: Questa è l' opera di Dio: che voi crediate in colui ch' egli ha mandato.”   (Gio 6:29)

Il Signore è l' Agnello sacrificato per la rimozione dei peccati di tutti coloro che desiderano la salvezza, per:

  “ [...]  esso è il purgamento dei peccati nostri; e non solo de' nostri, ma ancora di quelli di tutto il mondo.” (1Gio 2:2)

“ ... Che se tu confessi con la tua bocca il Signore Gesù , e credi nel tuo cuore che Iddio l' ha risuscitato da' morti, sarai salvato.” (Rom 10:9)

“ Or il Signore è quello Spirito; e dove è lo Spirito del Signore, ivi è libertà .”   (2Cor 3:17)

Conveniamo sul fatto che non avrebbe senso la condizione contenuta in questo capitolo " se tu confessi con la tua bocca e credi nel tuo cuore" , se tanto la confessione quanto la fede per credere fossero un' imposizione arbitraria e unilaterale dell' Altissimo. Qui vediamo, da una parte, la responsabilità umana di credere nella Parola di Dio, dall' altra, l' apertura divina di accogliere tutti coloro che ricevono la verità dell' Evangelo. Dopo tutto, la fede viene ascoltando la Parola di Dio:

“ Avendo Iddio adunque dissimulati i tempi dell' ignoranza, al presente dinunzia per tutto a tutti gli uomini che si ravveggano.”   (Fatti 17:30)

Come si percepisce nell’ invito divino:

“ Acciocchè tutti sieno una stessa cosa, come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te; acciocchè essi altresì sieno una stessa cosa in noi; affinchè il mondo creda che tu mi hai mandato.” (Gio 17:21)

Altresì si legge:

“ Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo.”   (Mat 11:28) 

Nuovamente: 

“ Or il tutto è da Dio, che ci ha riconciliati a sè , per Gesù Cristo; e ha dato a noi il ministerio della riconciliazione. Poichè Iddio ha riconciliato il mondo a sè in Cristo, non imputando agli uomini i lor falli; ed ha posta in noi la parola della riconciliazione.”   (2Cor 5:18-19)

Ancora una volta:

“ Imperocchè , siccome in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti saranno vivificati.”   (1Cor 15:22)

Ovvero, tutti coloro che accettano l' Evangelo saranno vivificati, poiché Dio vuole che nessuno perisca, come leggiamo nella lettera di Pietro:

“ Il Signore non ritarda l' adempimento della sua promessa, come alcuni reputano tardanza; anzi è paziente inverso noi, non volendo che alcuni periscano.”   (2 Pie 3:9)

Concludiamo affermando che tutti i vivificati dall' Evangelo riceveranno virtù sufficienti per mantenere una vita santificata ferma e fedele, che è la condizione per essere in Dio. Perciò , si può dimostrare a sé stessi la propria condizione in relazione all' elezione osservando se il proprio camminare è per fede nella santità .

Chi è in Cristo e lo Spirito Santo dimora in Lui, è nella Luce e le sue opere necessariamente rifletteranno questa verità .

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

 


 

 

03 - FRUTTO DELLO SPIRITO E BUONE OPERE

(Trad. 183/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

Questo consiglio ci ricorda il dovere che dobbiamo avere, che è portare frutto per onore e gloria a Dio. Il frutto dello Spirito conduce alla santificazione e, attraverso di essa, si compiono le buone opere che piacciono a Dio.

Prima che il Signore Gesù divenisse noto al popolo, Giovanni Battista già predicava nel deserto annunciando il battesimo di pentimento, dicendo:

“ Ravvedetevi, perciocchè il regno de' cieli è vicino.”   (Mat 3:2)

E dopo il battesimo diceva:

“ Fate adunque frutti degni dal ravvedimento, ”   (Mat 3:8)

“ Ben vi battezzo io con acqua, a ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, le cui suole io non son degno di portare; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.”   (Mat 3:11)

Coloro che furono battezzati nel battesimo di Giovanni Battista non conoscevano l' azione dello Spirito Santo (Fatti 19:4), perché non era ancora stato inviato e che ciò avvenne solo dopo che il Signore Gesù ritornò in Cielo. Comprendiamo così che il frutto dello Spirito nella vita di coloro che furono battezzati da Giovanni si manifestò solo dopo aver ricevuto lo Spirito Santo inviato nella prima dispensazione del giorno di Pentecoste.

Quando a Gerusalemme seppero che in Samaria avevano ricevuto la Parola di Dio, mandarono lì Pietro e Giovanni, i quali pregarono affinché potessero ricevere lo Spirito Santo, in quanto non era ancora stato manifestato su nessuno di loro; ma furono battezzati solo nel nome del Signore Gesù . Poi, imposte loro le mani, ricevettero lo Spirito Santo.

Paolo scrisse ai romani:

“ Perciocchè , allora che voi eravate servi del peccato, voi eravate franchi della giustizia. Qual frutto adunque avevate allora nelle cose, delle quali ora vi vergognate? poichè la fin d' esse è la morte. Ma ora, essendo stati francati dal peccato, e fatti servi a Dio, voi avete il vostro frutto a santificazione, ed alla fine vita eterna.”   (Rom 6:20 a 22)

Paolo nella sua epistola scrive ai Galati: “ ...Camminate secondo lo Spirito, e non adempiete la concupiscenza della carne” (Gal 5:16), poiché il frutto dello Spirito è prodotto dall' azione dello Spirito Santo nella vita della persona e questo avviene quando essa crede nel Signore Gesù e Lo accetta come suo Salvatore, diventando una nuova creatura. I segni di questa vita nuova appaiono attraverso il frutto che produce, le cui virtù sono: carità , gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà , fede, mansuetudine, temperanza (Gal 5:22). Così il frutto dello Spirito ci conduce alla santificazione.

 

BUONE OPERE CHE PIACCIONO A DIO

Le opere buone che piacciono a Dio provengono dalla santificazione, senza la quale nessuno vedrà Dio, ma la salvezza avviene attraverso la fede e la grazia del Signore Gesù .

L' uomo, per sua natura e coscienza, sa quali sono le opere buone e le opere cattive, per l' origine di Adamo, il cui peccato gli ha fatto conoscere il bene e il male. Così , l’ essere umano nasce privo della gloria di Dio, sotto la condanna del peccato. Perciò Paolo scrisse ai Romani così :

“ Poichè tutti hanno peccato, e son privi della gloria di Dio.”   (Rom 3:23)

E, anche:

“ siccome è scritto: Non v' è alcun giusto, non pure uno. Non v' è alcuno che abbia intendimento, non v' è alcuno che ricerchi Iddio. Tutti son deviati, tutti quanti son divenuti da nulla; non v' è alcuno che faccia bene, non pure uno.”   (Rom 3:10 a 12)

Quindi, le opere buone che il peccatore può compiere provengono dalla sua coscienza, poiché egli naturalmente sa fare il bene o il male. Vediamo cosa ha detto Gesù :

“ Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dar buoni doni a' vostri figliuoli, quanto maggiormente il Padre vostro, che è ne' cieli, darà egli cose buone a coloro che lo richiederanno?”   (Mat 7:11).

Queste buone opere non hanno potere per la salvezza. Non è necessario raggiungere la fede e la grazia del Signore Gesù per praticare queste buone opere, poiché sia queste buone che le cattive opere sono dei sentimenti umani.

Un uomo malvagio, ad esempio, è capace di compiere opere buone per i propri figli, così come è possibile compiere un' opera filantropica, ma con una motivazione diversa dal proposito di Dio, come ad esempio la propria vanagloria o il riconoscimento da parte della società . Come dice la Scrittura:

“ E quand' anche io spendessi in nudrire i poveri tutte le mie facoltà , e dessi il mio corpo ad essere arso; se non ho carità , quello niente mi giova.”     (1 Cor 13:3)

Ma le opere buone nelle quali dobbiamo camminare, secondo la Parola, sono quelle che provengono dalla grazia trasformante, che si raggiunge mediante la fede, perché per la fede possiamo piacere a Dio. Proprio come scrisse Paolo:

“ Acciocchè mostrasse ne' secoli avvenire l' eccellenti ricchezze della sua grazia, in benignità inverso noi, in Cristo Gesù . Perciocchè voi siete salvati per la grazia, mediante la fede, e ciò non è da voi, è il dono di Dio. Non per opere, acciocchè niuno si glorii. Poichè noi siamo la fattura d' esso, essendo creati in Cristo Gesù a buone opere, le quali Iddio ha preparate, acciocchè camminiamo in esse.”   (Ef 2:7 a 10)

Quindi, queste buone opere non sono la causa della nostra salvezza, ma ne sono l’ effetto. Perciò , non facciamo buone opere per la salvezza, ma le facciamo perché siamo salvati mediante la fede in Gesù Cristo.

L' apostolo Giacomo scrisse che la fede senza le opere è morta in sé stessa (Giacomo 2:17). Così , le vere buone opere non sono quelle piene di buone intenzioni umane, ma sono quelle che sono rivestite della giustizia di Cristo, poiché Egli è l’ Autore e il compitore della nostra fede. Non si devono praticare buone opere di misericordia aspettando la lode degli uomini, poiché questa è ipocrisia davanti a Dio (Mat 6:2).

Nessuno si illuda di pensare che la pratica delle buone opere sociali e di altre bontà che si possono fare sia la ragione della salvezza. Tuttavia, le buone opere prodotte attraverso la fede, derivate dalla santificazione, sono il frutto dello Spirito e questo testimonia la nostra vicinanza a Dio. La salvezza è per la grazia del figlio di Dio, a prescindere da qualunque merito l' uomo possa avere.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

 


 

 

04 - L' IMPORTANZA DELLA PREGHIERA A DIO

(Trad. 184/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

La preghiera a Dio è un dialogo tra il cristiano e l’ Iddio Altissimo e deve essere sempre elevata a Dio nel nome e per i meriti del nostro Signore Gesù Cristo. Si tratta di una pratica fondamentale nella vita del credente e le raccomandazioni scritturali al riguardo sono varie e permeano tutto il testo biblico.

Un vero cristiano non può vivere senza mantenere una pratica di costante preghiera, perché attraverso di essa possiamo adorare Dio, esserGli grati per le benedizioni e i favori ricevuti, così come chiedere perdono per i nostri peccati. Inoltre, pregando, possiamo rafforzare il nostro rapporto con Dio in una ricerca di santificazione personale.

Con le nostre suppliche ridurremo le nostre paure e le nostre ansie (Fil 4:6); affermeremo la nostra devozione a Lui, pregheremo per ottenere aiuto sia per noi stessi che per gli altri, poiché le orecchie del Signore sono attente alle nostre suppliche, conforme a quanto leggiamo:

“ Perciocchè gli occhi del Signore son sopra i giusti, e le sue orecchie sono intente alla loro orazione, ...”   (1Pie 3:12)

È necessario perseverare in questa pratica benedetta, l' ordine è :

“ PERSEVERATE nell' orazione, vegliando in essa con ringraziamento.”   (Col 4:1)

E dobbiamo pregare sempre che sia possibile:

“ Orando in ogni tempo, con ogni maniera di preghiera, e supplicazione, in Ispirito; ed a questo stesso vegliando, con ogni perseveranza, ed orazione per tutti i santi.”   (Ef 6:18)

Non restate mai d' orare.” (1Tess 5:17)

Attraverso la preghiera possiamo legittimamente condurre un combattimento spirituale:

Or io vi prego, fratelli, per lo Signor nostro Gesù Cristo, e per la carità dello Spirito, che combattiate meco presso Iddio per me, nelle vostre orazioni; ” (Rom 15:30) 

Attraverso di essa, possiamo praticare intercessioni:

Poichè io so che ciò mi riuscirà a salute, per la vostra orazione, e per la somministrazione dello Spirito di Gesù Cristo.” (Filip. 1:19)

Attraverso di essa, possiamo esercitare la nostra purezza spirituale:

perciocchè ella è santificata per la parola di Dio, e per l' orazione.” (1Tim 4:5) 

Dedicandoci alla preghiera, possiamo evitare la tentazione:

Vegliate, ed orate, che non entriate in tentazione; bene è lo spirito pronto, ma la carne è debole.” (Mar 14:38)

Inoltre, attraverso la preghiera, possiamo ottenere i favori dell' Eterno:

Confessate i falli gli uni agli altri, ed orate gli uni per gli altri, acciocchè siate sanati; molto può l' orazione del giusto, fatta con efficacia” . (Gia 5:16) 

Ed ogni cosa che voi avrete chiesta nel nome mio, quella farò ; acciocchè il Padre sia glorificato nel Figliuolo. Se voi chiedete cosa alcuna nel nome mio, io la farò .” (Giov 14:13 e 14)

Così come, attraverso la preghiera, possiamo stabilire comunione con Dio:

Or erano perseveranti nella dottrina degli apostoli, e nella comunione, e nel rompere il pane, e nelle orazioni.” (Fatti 2:42)

Come si vede, la preghiera può essere notevolmente efficace. Per questo incoraggiamo la nostra cara fratellanza a pregare spesso, sia individualmente che in famiglia, perché questa pratica è molto salutare e spiritualmente raccomandabile. La preghiera in famiglia    promuoverà molti benefici nella relazione coniugale, oltre ad essere una benedizione per tutti i figli, insegnando loro a mantenere il cuore rivolto a Dio.

La preghiera deve essere spinta e ispirata dallo Spirito Santo, senza eccessiva preoccupazione per la forma o la grandezza delle parole.

Per quanto riguarda la preghiera del Padre Nostro (Mat 6:9-13), ecco una breve spiegazione: è stata insegnata ai discepoli dal Signore Gesù contenendo le linee generali che istruiscono i cristiani con i fondamenti di una preghiera perfetta.

Così , sicuramente, Dio accetterà tutte le implorazioni e le preghiere nate da un cuore sincero e innalzate a Lui nel nome di Gesù Cristo. Tuttavia, quando è possibile, diamo preferenza alla preghiera in ginocchio, per presentarci a Lui in modo semplice, umile e sottomesso, riconoscendo la nostra nullità come semplici mortali. Il Signore Gesù Cristo stesso ha pregato in ginocchio, come può essere confermato:

E giunto al luogo, disse loro: Orate, che non entriate in tentazione. Allora egli fu divelto da loro, quasi per una gettata di pietra; e postosi in ginocchioni, orava”  
(Luc 22:40-41)

In altre parole, pregare in ginocchio era la pratica degli uomini santi ed è trascritto nei testi biblici sia dell' Antico Testamento (AT) che del Nuovo (NT), come elencato di seguito:

  1. Ora, quando Salomone ebbe finito di far tutta questa orazione, e supplicazione al Signore, egli si levò su d' innanzi all' Altare del Signore, dove era stato inginocchione, con le palme delle mani aperte verso il cielo” (1Re 8:54)
  2. Ed al tempo dell' offerta della sera, io mi levai dalla mia afflizione; ed avendo la mia vesta e il mio mantello stracciato, io m' inginocchiai, e spiegai le palme delle mie mani al Signore Iddio mio, ...” (Esd 9:5)
  3. Venite, adoriamo, ed inchiniamoci; Inginocchiamoci davanti al Signore che ci ha fatti.” (Sal 95:6)
  4. Or Daniele, quando seppe che le lettere erano scritte, entrò in casa sua; e, lasciando le finestre della sua sala aperte verso Gerusalemme, a tre tempi del giorno si poneva inginocchioni, e faceva orazione, e rendeva grazie davanti al suo Dio; perciocchè così era uso di fare per addietro.” (Dan 6:10)
  5. Poi, postosi in ginocchioni, gridò ad alta voce: Signore, non imputar loro questo peccato. E detto questo, si addormentò .” (Fatti 7:60)
  6. E Pietro, messi tutti fuori, si pose inginocchioni, e fece orazione. Poi, ricoltosi al corpo, disse: Tabita, levati. Ed ella aperse gli occhi; e, veduto Pietro, si levò a sedere.” (Fatti 9:40)
  7. E quando ebbe dette queste cose, si pose in ginocchioni, ed orò con tutti loro.” (Fatti 20:36)
  8. Ora, dopo che avemmo passati quivi que' giorni, partimmo, e ci mettemmo in cammino, accompagnati da tutti loro, con le mogli, e figliuoli, fin fuor della città ; e postici in ginocchioni in sul lito, facemmo orazione.” (Fatti 21:5)
  9. E quando furon venuti alla moltitudine, un uomo gli si accostò , inginocchiandosi davanti a lui, e dicendo: [...]” (Mat 17:14-15)


 

  1. ED un lebbroso venne a lui, pregandolo, ed inginocchiandosi davanti a lui, e dicendogli: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi.” (Mar 1:40)
  2. Perciocchè egli è scritto: Come io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio.” (Rom 14:11)
  3. Per questa cagione, dico, io piego le mie ginocchia al Padre del Signor nostro Gesù Cristo; ” (Ef 3:14)
  4. acciocchè nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti, e terrestri, e sotterranee; ” (Fil 2:10)

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.


 

 

05 - L' IMPORTANZA DEL DIGIUNO - ESERCIZIO DI FEDE

(Trad. 185/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

Il digiuno è un esercizio della fede cristiana attraverso la pratica di astenersi dal cibo per un certo periodo di tempo, un tempo determinato esclusivamente tra il credente e Dio. Quando lo si pratica bisogna fare attenzione a non superare il limite delle capacità fisiche del corpo al punto da diventare un problema di salute. Consigliamo ai fratelli affetti da qualsiasi malattia di stare attenti e di analizzare se possono dedicarsi o meno a questo tempo di consacrazione senza subire le conseguenze derivanti da questo digiuno, considerando i loro corpi indeboliti.

Il digiuno non deve mai essere visto come un sacrificio - l' ultimo sacrificio richiesto dalla Legge fu compiuto da Gesù Cristo sulla croce - piuttosto come una forma di mortificazione temporanea e volontaria del nostro corpo fisico.

Si raccomanda di fare attenzione a non mostrare deliberatamente alle persone che ci si astiene dal cibo (ad eccezione dei propri familiari, ai quali non c' è modo né motivo per nasconderlo), come possiamo apprendere dalla lettura dell’ Evangelo:

“ Ora, quando digiunerete, non siate mesti di aspetto, come gl' ipocriti; perciocchè essi si sformano le facce, acciocchè apparisca agli uomini che digiunano; io vi dico in verità , che ricevono il loro premio.”   (Mat 6:16)

La finalità principale del digiuno è essenzialmente spirituale e mira a rendere il cristiano più vicino a Dio, portandolo così a una maggiore consacrazione e accrescimento nella sua ricerca della santificazione personale. Pertanto, questa pratica può essere di grande valore nella vita cristiana, ed esistono testimonianze nelle Sacre Scritture di magnifiche opere realizzate con l' aiuto di questo espediente, come nel caso di Cornelio, al quale il Signore inviò un angelo a parlare dopo un tempo di digiuno e di preghiera, come testimoniamo leggendo il libro dei Fatti degli Apostoli:

E Cornelio disse: Quattro giorni sono, che io fino a quest' ora era digiuno, ed alle nove ore io faceva orazione in casa mia; ed ecco, un uomo si presentò davanti a me, in vestimento risplendente, e disse: Cornelio, la tua orazione è stata esaudita, e le tue limosine sono state ricordate nel cospetto di Dio.” (Fatti 10:30 e 31)

Il digiuno, se eseguito in armonia con i sentimenti verso Dio, è potente nel confrontarsi con le forze del male, essendo un' arma efficace per sconfiggere - associato alle preghiere - certe caste di demoni, come il Maestro ha insegnato, ed è descritto nei vangeli:

Or questa generazione di demoni non esce fuori, se non per orazione, e per digiuno.”  
(Mat 17:21 e Mar 9:29) 

È evidente che le schiere spirituali della malvagità non smettono di pianificare le loro astuzie contro il popolo di Dio, per questo, il digiuno insieme alle sante preghiere sono armi potenti contro questo male.

Il nostro Maestro affermò che i suoi discepoli avrebbero digiunato quando Egli sarebbe stato tolto da loro con la morte in croce, rendendo evidente questo insegnamento tra i suoi seguaci, come possiamo confermare leggendo i Vangeli:

E Gesù disse loro: Que' della camera delle nozze possono eglino digiunare, mentre lo sposo è con loro? quanto tempo hanno seco lo sposo non possono digiunare. Ma verranno i giorni, che lo sposo sarà loro tolto, ed allora in que' giorni digiuneranno.”  
(Mar 2:19 e 20 e Luc 5:35)

I santi uomini del passato praticavano il digiuno per compiere le loro missioni, come si vede nel libro dei Fatti degli Apostoli:

E mentre facevano il pubblico servigio del Signore, e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Appartatemi Barnaba e Saulo, per l' opera, alla quale io li ho chiamati. Allora, dopo aver digiunato, e fatte orazioni, imposer loro le mani, e li accommiatarono.” (Fatti 13:2 e 3) 

Nel libro dei Fatti si legge:

Ora, essendo già passato molto tempo, ed essendo la navigazione omai pericolosa; poichè anche il digiuno era già passato, Paolo ammonì que' della nave, ...” (Fatti 27:9) 

Ancora una volta, possiamo verificare questa pratica, narrata nella seconda lettera dell' apostolo Paolo ai Corinti:

in fatica, e travaglio; sovente in veglie, in fame, ed in sete; in digiuni spesse volte; in freddo, e nudità .” (2Cor 11:27) 

Pertanto, sulla base delle suddette esposizioni, insegniamo alla fratellanza e al ministero in generale il valore del digiuno, a chiunque sia interessato ad una maggiore consacrazione a Dio in questi giorni difficili.

Lo facciamo, raccomandando di non perdere di vista il fatto che questo consiglio non è un' imposizione o un obbligo rituale, ma un' opzione libera e spontanea.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

 

06 - LA DECIMA ALLA LUCE DEL NUOVO TESTAMENTO

(Trad. 186/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,

 

La pace di Dio. 

 

La finalità di questa lettera è quella di dare un chiarimento alla fratellanza sulla comprensione della Congregazione Cristiana a riguardo della decima. Pertanto, è importante recuperare l' utilità di questo comandamento mosaico collegandolo al suo contesto e ai suoi scopi originali, senza i quali, non c' è modo di capirlo perfettamente.

Il significato della decima è la decima parte. In senso stretto, la sua pratica precede la Legge Mosaica (legge divina consegnata al popolo di Israele attraverso Mosè ) di almeno quattrocentotrenta anni; essendo la più antica testimonianza trovata nel libro della Genesi, su cui Abramo pagò le decime del bottino di guerra al sacerdote eterno Melchisedec (Gen 14:20). Nell' Antico Testamento (AT), la decima, come ordine divino, doveva essere data insieme a olocausti, voti, offerte di elevazione e sacrifici, secondo quanto si legge nel libro di Deuteronomio 12:11.

La decima fu utilizzata principalmente per la sopravvivenza dei Leviti (Num 18:21), ma era importante anche per il sostentamento degli stranieri, degli orfani e delle vedove (Deut 14:28 e 29). Si trattava di un requisito imposto da Dio sui beni degli israeliti e si applicava sia all' agricoltura che al bestiame. Senza la decima, la tribù di Levi non sarebbe stata in grado di sopravvivere, dal momento che le era proibito possedere terra e bestiame e non aveva alcuna eredità (Num 18:21 e 24); pertanto, non piantavano né raccoglievano, dipendendo totalmente dalle offerte delle altre tribù . Ne consegue che Israele adempì alla legge mosaica offrendo la decima a favore di coloro che appartenevano alla tribù levitica.

Passi scritturali come quelli riportati nei Vangeli (Luc 11:42 e Mat 23:23) meritano di essere chiariti. In questi testi si può effettivamente notare che il Signore Gesù conferma l' obbligo della decima. Ma dobbiamo ricordare che in quel tempo il Signore Gesù era sotto i comandamenti della Legge e agiva in adempimento di quella Legge, e la Grazia di Dio non era ancora stata dispensata agli uomini attraverso la morte e resurrezione di Gesù , dato che il Maestro era ancora presente tra gli uomini, cioè , la salvezza non era stata completata, poiché la sua missione non era compiuta sulla croce (Giov 16:7). Le benedizioni e i benefici derivanti dal Nuovo Testamento, l' orientamento della Grazia, avvennero esclusivamente da quando il Signore salì al Padre. Per questo motivo, il Signore disse loro che era necessario dare la decima in quel momento, per adempiere le ordinanze della Legge, poiché si applicava ancora la Legge Mosaica. Tuttavia, l' annuncio della sua passione profetizzata in precedenza, segnò la fine della Legge come si può verificare:

 

    “ La legge e i profeti sono stati infino a Giovanni; da quel tempo il regno di Dio è evangelizzato, ed ognuno vi entra per forza.” (Luc 16:16)

  Nella comprensione ministeriale della Congregazione Cristiana, il ministero non deve ricevere compensi per nessuna attività ministeriale a qualsiasi livello e l' intero corpo presbiterale deve astenersi dall' essere remunerato per qualsiasi esercizio ministeriale; questo, secondo le istruzioni dell' apostolo ai gentili:

“ ... ed in ogni cosa mi son conservato senza esservi grave, ed anche per l' avvenire mi conserverò .”   (2Cor 11:9);

Perciocchè , in che siete voi stati da meno delle altre chiese, se non ch' io non vi sono stato grave? perdonatemi questo torto. Ecco, questa è la terza volta ch' io son pronto a venire a voi, e non vi sarò grave; perchè io non cerco i vostri beni, ma voi; perciocchè i figliuoli non debbono far tesoro a' padri ed alle madri, ma i padri e le madri ai figliuoli.” (2Cor 12:13 e 14);

Ora, sia pur così ch' io non vi abbia gravati; ma forse, essendo astuto, vi ho presi per frode.” (2Cor 12:16);

Nè abbiamo cercato gloria dagli uomini, nè da voi, nè da altri, benchè potessimo usar gravità , come apostoli di Cristo.” (1Tess 2:6)

 

Sebbene la decima abbia un fondamento biblico nell' Antico Testamento, non è assolutamente stabilita, né tanto meno obbligatoria, nella finalità dottrinale del Nuovo Testamento, ma piuttosto un' opzione personale e/o collettiva.

Nella Congregazione Cristiana esistono le offerte volontarie per la manutenzione degli edifici, costruzioni, viaggi missionari, oltre a garantire il sostegno e il fabbisogno delle necessità per la fratellanza in difficoltà . Pertanto, le collette non sono destinate a retribuire il ministero.

Le ordinanze sulla decima che provengono dalla Legge - ampiamente descritte e determinate in vari libri dell' Antico Testamento (AT) - non saranno discusse qui poiché riteniamo che, pur essendo legittime nel loro contesto, non si applichino più ai tempi della dispensazione della pienezza della conoscenza del Figlio di Dio, in quanto appartengono e sono contenute sotto forma di ordinanze solo nell' Antico Testamento (AT), esclusivamente per il popolo di Israele.

Questo è un punto importante: la decima non è citata in alcun testo come dottrina del Nuovo Testamento, tanto meno richiesta dagli apostoli. Viene accennata nei vangeli solo quando Cristo non aveva ancora istituito il tempo della Grazia per tutta l' umanità , opera della sua morte e successiva trionfale risurrezione. Consideriamo questo: se la decima fosse un comandamento da osservare da parte della Chiesa, sarebbe un ordine citato e richiesto dagli apostoli ! La verità è che la decima non è mai stata imposta o comandata dagli apostoli nelle loro sacre lettere. Paolo, l' apostolo dei Gentili, ha dichiarato nelle Scritture di non aver mai smesso di proclamare " tutto il consiglio di Dio" (Fatti 20:27), e poiché non ha mai annunciato la decima come una pratica tra i cristiani, essa non fa parte del consiglio di Dio per la Chiesa. Infatti non vi è riscontro in cui Paolo abbia mai annunciato che i cristiani dovessero dare le decime a qualsiasi tesoreria della chiesa. Nel contesto del Nuovo Testamento non c' è alcuna percentuale stabilita come regola di contribuzione per i rigenerati in Cristo Gesù .

Sebbene l' apostolo Paolo abbia confessato di aver ricevuto un sostegno finanziario da alcune chiese in alcune occasioni della sua vita, quando leggiamo attentamente tutte le sue lettere, comprendiamo chiaramente che l' occasione in cui Paolo ricevette un salario da alcune chiese (frutto di offerte e non di decime) - fu una notevole eccezione durante tutto il suo apostolato - il cui unico scopo era quello di servire la chiesa di Corinto. In altre parole, egli si avvalse di questo beneficio solo per un determinato periodo di tempo, in base alle sue esigenze del momento. Lo possiamo confermare leggendo la sua seconda lettera ai Corinzi:

 

Io ho predate le altre chiese, prendendo salario per servire a voi. Ed anche, essendo appresso di voi, ed avendo bisogno, non sono stato grave ad alcuno; ...” (2Cor 11:8 e 9)

Pertanto questo fu un atteggiamento diverso dal suo comportamento ministeriale. Infatti, Paolo afferma che all' inizio del suo viaggio apostolico, l' unica chiesa che si mise volontariamente in comunicazione con lui per aiutarlo con le offerte fu quella dei Filippesi:

“ ...niuna chiesa mi comunicò nulla, per conto del dare e dell' avere, se non voi soli.” (Fil 4:15)

Precisando per correttezza che l' apostolo riferì di aver ricevuto un salario da alcune chiese per non essere di peso ai Corinzi, comprendiamo senza dubbio che non fece di questo salario il suo mezzo di sostentamento permanente, dal momento che lavorava costruendo tende (1 Tess 2:9), come si può vedere anche in:

... si accostò a loro. E perciocchè egli era della medesima arte, dimorava in casa loro, e lavorava; perciocchè l' arte loro era di far padiglioni.” (At 18:2 e 3)

“ Così ancora il Signore ha ordinato a coloro che annunziano l' evangelo, che vivano dell' evangelo. Ma pure io non ho usata alcuna di queste cose; ed anche non ho scritto questo, acciocchè così sia fatto inverso me; perciocchè , meglio è per me morire, che non che alcuno renda vano il mio vanto.” (1Cor 9:14 e 15)

Altri discepoli del Signore praticavano la stessa procedura spirituale di non esigere le decime, come si legge nell' epistola:

  “ Io ho pregato Tito, ed ho con lui mandato questo fratello. Tito ha egli fatto profitto di voi? non siamo noi camminati d' un medesimo spirito, per medesime pedate?” (2Cor 12:18)

Secondo le sue stesse esposizioni, l' apostolo dimostra che, secondo la Legge Mosaica, poteva esigere frutti materiali dai Corinti o da qualsiasi altra chiesa (vedi 1 Tim 5:17, che è una ripetizione di 1Cor 9:9), quando cita, nella sua prima epistola, destinata agli abitanti di quella nazione:

  “ Poichè nella legge di Mosè è scritto: Non metter la museruola in bocca al bue che trebbia. Ha Iddio cura dei buoi? Ovvero, dice egli del tutto ciò per noi? certo, queste cose sono scritte per noi, perciocchè , chi ara deve arare con isperanza, e chi trebbia deve trebbiare con isperanza d' esser fatto partecipe di ciò ch' egli spera.” (1Cor 9:9 e 10)

Di nuovo:

Qual premio ne ho io adunque? questo, che, predicando l' evangelo, io faccia che l' evangelo di Cristo non costi nulla; e non usi della podestà che ho dall' evangelo.” (1Cor 9:18)

Un' attenta lettura di questi testi mostra i diritti che gli evangelisti avrebbero avuto per essere aiutati, pur riconoscendo la loro origine nella Legge Mosaica, ma non reintroducendoli sotto forma di obbligo dottrinale della decima. Altrimenti, l' apostolo Paolo avrebbe sbagliato a non praticarli e ancor più suggerendo di imitarlo in questa condotta.

E non solo a Corinto, ma nelle varie regioni in cui Paolo viaggiava, adottava la stessa regola: lavorava per non essere di peso a nessuno. Consideriamo come Paolo si sosteneva:

Perciocchè , fratelli, voi vi ricordate della nostra fatica, e travaglio; poichè , lavorando giorno e notte, per non gravare alcun di voi, abbiam predicato in mezzo a voi l' Evangelo di Dio.” (1Tess 2:9)

Ancora, nella seconda lettera ai Tessalonicesi, il santo apostolo ricorda il suo stile di vita e la sua condotta, dichiarando la sua indipendenza dalle entrate delle chiese, chiarendolo in questo passo:

Perciocchè voi stessi sapete come ci conviene imitare; poichè non ci siam portati disordinatamente fra voi. E non abbiam mangiato il pane, ricevutolo da alcuno in dono; ma con fatica, e travaglio, lavorando notte e giorno, per non gravare alcun di voi. Non già che non ne abbiamo la podestà ; ma per darvi noi stessi per esempi, acciocchè c' imitiate.” (2Tess 3:7 a 9)

Nell' Epistola agli Ebrei vediamo chiaramente la demarcazione della fine della Legge con l' elevazione di un altro sacerdozio, più sublime, secondo l' ordine di Melchisedec. Si faccia attenzione alla spiegazione contenuta in questa epistola:

Perciocchè , mutato il sacerdozio, di necessità si fa ancor mutazione di legge.” (Eb 7:12)

È questo il momento che segna la vigenza dell' ordinanza della decima e che durò fino al sacerdozio levitico. A seguire, si vede nello stesso capitolo:

Certo v' ha annullamento del comandamento precedente, per la sua debolezza, ed inutilità . Poichè la legge non ha compiuto nulla; e v' ha d' altra parte introduzione d' una migliore speranza, per la quale ci accostiamo a Dio.” (Eb 7:18 e 19)

In realtà , nel suo ministero terreno, il Signore Gesù non fu sostenuto dalle decime, né avrebbe potuto esserlo, poiché Egli era di Giuda e non della tribù di Levi. La Legge proibiva, a qualsiasi ebreo di tribù diversa da quella di Levi, di ricevere le decime dal popolo e il Signore Gesù compì la Legge nella sua completezza.

Nel passo seguente, il salario si riferisce alle risorse necessarie per sostenere gli evangelisti e non parla assolutamente della decima sacerdotale:

Ed in qualunque casa sarete entrati, dite imprima: Pace sia a questa casa. E se quivi è alcun figliuolo di pace, la vostra pace si poserà sopra esso; se no, ella ritornerà a voi. Ora, dimorate in quella stessa casa, mangiando, e bevendo di quello che vi sarà ; perciocchè l' operaio è degno del suo premio;     ” (Luc 10:5-7 e Mat 10:10)

Un altro passaggio attira la nostra attenzione nell' epistola dell' apostolo Paolo ai Galati:

Or colui che è ammaestrato nella parola, faccia parte d' ogni suo bene a colui che lo ammaestra.” (Gal 6:6)

Qui si parla della comunicazione di beni materiali da parte dei fratelli a coloro che esercitano il ministero della Parola. Si noti però che, ancora una volta, non si tratta di decima, anche perché si tratta di condividere tutti i beni e non di dare la decima parte. In realtà , questa era una pratica comune tra i discepoli all' inizio della formazione della Chiesa, come possiamo vedere:

E tutti coloro che credevano erano insieme, ed aveano ogni cosa comune; ” (Fatti 2:44)

Di fatto, questa divisione dei beni non era per l' uso specifico del ministero, ma per il beneficio comune di tutta la Chiesa.

Si noti che l' apostolo Paolo esortava il corpo ministeriale della Chiesa, istruendoli ad adottare il lavoro per il sostegno personale:

Io non ho appetito l' argento, nè l' oro, nè il vestimento di alcuno. E voi stessi sapete che queste mani hanno sovvenuto a' bisogni miei, e di coloro ch' erano meco. In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi, si convengono così sopportar gl' infermi; e ricordarsi delle parole del Signore Gesù , il qual disse che più felice cosa è il dare che il ricevere.” (Fatti 20:33 a 35)

Sanate gl' infermi, nettate i lebbrosi, risuscitate i morti, cacciate i demoni; in dono l' avete ricevuto, in dono datelo.” (Mat 10:8)

Occorre sottolineare che se la decima fosse stata praticata dalle chiese di quel tempo, non ci sarebbero state lamentele per la mancanza di offerte volontarie da parte di Paolo (1 Cor 16:17), perché questo contributo finanziario obbligatorio avrebbe soddisfatto le necessità a cui Paolo si riferiva.

Inoltre, se la Chiesa avesse praticato la decima a quel tempo, sarebbe stata parallela ai precetti del giudaismo - ci sarebbero state due pratiche di decima a quel tempo, la decima dei Leviti e quella del presbiterio. Tuttavia, per giustificare l' istituzione della decima cristiana, non c' è alcun comandamento secondo cui il ministero, come i sacerdoti levitici, non potesse avere eredità o possedimenti. Si tratta di una questione importante: se la decima venisse evocata come un comandamento da adempiere sulla base della legge dell' Antico Testamento, questa comprensione entrerebbe in conflitto con la grazia di Cristo, cioè chi difenderebbe la necessità di obbedire ai precetti della Legge, come la Parola di Dio chiarisce in Galati, si troverebbe fuori dalla grazia di Cristo:

O voi, che siete giustificati per la legge, Cristo non ha più alcuna virtù in voi; voi siete scaduti dalla grazia.” (Gal 5:4)

Da queste spiegazioni, è chiaro quali siano le basi bibliche che sostengono e guidano la condotta della Congregazione Cristiana nel non praticare la decima.

Concludiamo quindi che, dedicando il nostro tempo e il nostro lavoro spirituale al Signore Gesù in modo gratuito e disinteressato, gli offriamo l' ufficio ministeriale come forma di consacrazione volontaria.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.


 

 

07 - RINNOVAMENTO SPIRITUALE DEL MINISTERO E DELLA FRATELLANZA

(Trad. 187/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,

 

La pace di Dio. 

 

Vi è grande preoccupazione per il futuro dell' opera di Dio, considerando le condizioni spirituali in cui viviamo e l' evoluzione delle tendenze che guidano la vita delle persone, portandole sempre più distanti da Dio, anche se di Lui si parla costantemente. Di fatto, vi è l' onore sulle labbra, ma il cuore si allontana sempre più dal Signore, cercando maggiori soddisfazioni nella vita terrena piuttosto che nel dovere della consacrazione a Dio per la salvezza.

I predicatori della Parola, a motivo delle aspettative circostanziali che permeano il vivere delle persone, si sentono in dovere di portare al popolo consolazione, gioia e speranza in cose tangibili, piuttosto che consigli e insegnamenti che provochino nel popolo la percezione della vera realtà spirituale che proviene dal Vangelo di Cristo.

Dal punto di vista spirituale e nell' esercizio del ministero della Parola, viviamo un momento difficile; da un lato dobbiamo portare consolazione al popolo che sta vivendo afflizioni, dall' altro dobbiamo portare a tutti la piena conoscenza della vera grazia del Figlio di Dio.

Consideriamo la conclusione a cui giunse Salomone quando scrisse nella sua meditazione, riferendosi alla Parola:

" Il Predicatore ha cercato, per trovar cose approvate; e ciò che è scritto è dirittura, parole di verità . Le parole de' savi son come gli steccati, e come i pali piantati de' mandriani che stabbiano; e sono state date da uno stesso Pastore."   (Ecc 12:12 e 13)

In realtà , la consolazione e l’ allegria del popolo è anche nostra, ma se siamo guidati dallo Spirito di Dio, certamente compiremo il nostro dovere davanti a Dio e al popolo con saggezza e intelligenza.

Quando il Signore ordinò al re Ezechia di scrivere lettere al popolo e di inviare i suoi messaggeri per invitare il popolo a tornare al Signore, molti schernirono e risero di loro, non credendo a ciò che annunciavano e il cui contenuto diceva:

... Figliuoli d' Israele, convertitevi al Signore Iddio d' Abrahamo, d' Isacco, e d' Israele; ed egli si rivolgerà verso il rimanente di voi, che siete scampati delle mani dei re degli Assiri. E non siate come i vostri padri, e come i vostri fratelli, che hanno misfatto contro al Signore Iddio de' lor padri; laonde egli li ha messi in desolazione come voi vedete.”  
(2 Cron 30:6 e 7)

Da questo nasce la preoccupazione per la corruzione dei costumi cristiani, come l' infedeltà coniugale, l' intolleranza e la violenza familiare, che culminano in aggressioni verbali, morali e persino fisiche tra i coniugi, dei genitori contro i figli e dei figli contro i genitori, generate dalla mancanza di una struttura spirituale, che può portare a gravi conseguenze, come immoralità , dissolutezza e peccati virtuali, nonché a dipendenze, sia da giochi di vario genere che da gioco d' azzardo.

Al giorno d' oggi, le persone si sovraccaricano di occupazioni come vanità carnali e spirituali, divertimenti e distrazioni, invece di congregare e nutrire le loro anime con la Parola di Dio. La grande mancanza di spiritualità e di vigilanza da parte del popolo facilita l' adesione a queste usanze del mondo attuale, che vengono assimilate in modo subdolo.

Temiamo quindi che il raffreddamento della Chiesa avvenuto nei secoli passati si ripeta ai nostri giorni. Subito dopo la prima dispensazione dello Spirito Santo, ci fu una grande lotta instaurata da una sistematica opposizione dell' avversario, che in breve tempo si manifestò attraverso gestioni umane che misero da parte la semplicità della grazia in cambio di un nuovo vangelo. Nacquero capi religiosi, falsi apostoli e profeti che professavano eresie che, per vanità , attiravano il popolo a sé , distogliendolo dal vero Vangelo e portandolo a spegnere lo Spirito Santo e presto la Chiesa si divise. In quel tempo, verso la fine dei suoi giorni, l' apostolo Giovanni, nella sua terza epistola, si lamentava di Diotrefe che non li riceveva, cercando di avere il primato tra loro.

La restante parte, che era fedele, iniziò a subire persecuzioni con imprigionamenti e martiri. Paolo era amareggiato dal fatto che i fratelli della Galazia avessero abbandonato il Vangelo della grazia di Cristo che era stato loro presentato per un vangelo distorto, che non era un altro vangelo, ma veniva insegnato con interpretazioni sbagliate.

La Chiesa ha così camminato sotto gli effetti della persecuzione, la quale ha arrecato grandi sofferenze e morte tra i fedeli.

Quanti secoli sono passati e la Chiesa non ha ceduto, rimanendo salda nella fede, di fronte all' opposizione della cosiddetta scienza falsa, preannunciata dall' apostolo Paolo.

La semplicità del Vangelo di Cristo potrebbe gradualmente perdersi a causa dei desideri degli uomini, perché alcuni si applicano alla conoscenza teologica per ottenere un guadagno economico; altri per ingrandirsi attraverso la vanità umana, cercando la gloria temporanea. In molti luoghi vediamo lotte e dissensi causati dal desiderio di dominare.

Vi sono anche coloro che si proiettano attraverso il loro carisma e i loro convenevoli, senza insegnare al popolo ad astenersi dalle opere che Dio disapprova. Chi si comporta in questo modo si allontana da Dio e mina l' autentica opera di Cristo.

Ricordiamo ciò che è scritto di seguito:

Guai a te, o paese, il cui re è fanciullo, ed i cui principi mangiano fin dalla mattina ! Beato te, o paese, il cui re è di legnaggio nobile, ed i cui principi mangiano a tempo convenevole, per ristoro, e non per ebbrezza !” (Ecl 10:16 e 17)

Chi cerca di comprendere i tempi in cui viviamo alla luce della Parola di Dio si renderà conto che, proprio come in passato, anche oggi è notevole la dispensazione dei doni dello Spirito Santo in coloro che cercano con sincerità Iddio. Viviamo in un periodo di grande manifestazione della potenza di Dio e siamo testimoni delle sue opere miracolose, sia di natura spirituale che delle grandi opere meravigliose che i nostri occhi contemplano.

Al nostro Dio, per Gesù Cristo, sia tutta la gloria, lode e onore per sempre !

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

 


 

 

08 - IL MINISTERO DELLA PAROLA

 

(Trad. 188/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,

 

La pace di Dio. 

 

La Parola di Dio ci insegna che gli anziani che governano bene devono essere stimati come degni di doppio onore, soprattutto quelli che lavorano nella Parola e la ministrano, perché hanno la responsabilità di insegnare e consigliare la fratellanza. Hanno il dovere di pascere il gregge con pazienza e amore, facendo attenzione che nessuno si indebolisca o si smarrisca.

Il profeta Ezechiele, mosso dallo Spirito di Dio, protestava contro i pastori infedeli di Israele, dicendo:

Voi mangiate il grasso, e vi vestite della lana; voi ammazzate la pecora grassa, voi non pascete la greggia. Voi non avete confortate le inferme, e non avete medicate le malate, e non avete fasciate le fiaccate, e non avete ricondotte le smarrite, e non avete ricercate le perdute; e le avete signoreggiate per forza, e con asprezza. Ed esse sono state disperse, per mancamento di pastore, e sono state per pasto a tutte le fiere della campagna, e sono state dissipate. Le mie pecore son ite errando per tutti i monti, e per ogni alto colle; e sono state disperse sopra tutta la faccia della terra, e non vi è stato alcuno che ne domandasse, o che le ricercasse.” (Ez 34:3 a 6).

Sia nell' Antico Testamento (AT) che nel Nuovo Testamento (NT), il pastore aveva l' obiettivo di accudire, nutrire e sorvegliare il gregge. Il mercenario, invece, si prendeva cura delle pecore, ma era interessato al proprio vantaggio finanziario. Gesù ha dato un esempio di amore e cura per le sue pecore, che erano i suoi discepoli. Egli stesso disse:

Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore. Ma il mercenario, e quel che non è pastore, e di cui non son le pecore, se vede venire il lupo, abbandona le pecore, e sen fugge; e il lupo le rapisce, e disperge le pecore. Or il mercenario se ne fugge, perciocchè egli è mercenario, e non si cura delle pecore.” (Gio 10:11 a 13)

Il Signore Gesù , parlando con i suoi discepoli, arrivato al mar di Tiberiade disse tre volte a Pietro: 

...Simon di Giona, m’ ami tu?” (Gio 21:16)

              Dopo la sua risposta, il Signore gli disse:

...Pasci le mie pecore.” (Gio 21:16)

Pascere significa dare un pasto, alimentare e accudire, che era il compito del pastore. Nel Nuovo Testamento, la parola pastore si riferisce al provveditore, al protettore e alla guida del popolo di Dio. L' apostolo Paolo ha scritto sulle scelte di Cristo:

Ed egli stesso ha dati gli uni apostoli, e gli altri profeti, e gli altri evangelisti, e gli altri pastori, e dottori; ” (Ef. 4:11)

Quando l' apostolo Paolo, a Mileto, si congedò dagli Anziani venuti da Efeso, li raccomandò dicendo:

Attendete dunque a voi stessi, ed a tutta la greggia, nella quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascer la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue. Perciocchè io so questo: che dopo la mia partita, entreranno fra voi de' lupi rapaci, i quali non risparmieranno la greggia. E che d' infra voi stessi sorgeranno degli uomini che proporrano cose perverse, per trarsi dietro i discepoli. Perciò , vegliate, ricordandovi che per lo spazio di tre anni, giorno e notte, non son restato d' ammonir ciascuno con lagrime.” (Fatti 20:28 a 31)

Questo avviene quando il predicatore attira il popolo a sé attraverso parole piacevoli, rendendoli suoi discepoli e non di Cristo.

È necessario vegliare sul gregge, ricordandosi anche di coloro che si allontanano dalla casa di Dio, trattandoli con amore e pietà . L' apostolo Giuda raccomanda nella sua lettera:

Ed abbiate compassione degli uni, usando discrezione; ma salvate gli altri per ispavento, rapendoli dal fuoco; odiando eziandio la vesta macchiata dalla carne.”  
(Giuda 1: 22 e 23)

Non possiamo negare che vi siano innumerevoli pecore che si ritengono smarrite perché non sono state trattate con pazienza e amore, così come alcune che sono state escluse dal gregge.

Quanti fratelli e sorelle sono stati scandalizzati dagli atteggiamenti di ministri della Parola o della Pietà i quali non hanno vigilato e hanno dato motivo ad alcuni di smarrirsi, mossi dal disgusto, a motivo di predicazioni distorte dalla comunione con Dio o di espressioni scortesi.

Alcuni usano il pulpito per attaccare direttamente e duramente i fratelli e le sorelle che vengono al santo culto per ascoltare la Parola di Dio. Altri, nell' interesse di compiacere il popolo, presentano la predicazione con promesse di benedizioni in modo generico e illimitato, promettendo liberazione e prosperità materiale e il popolo che ascolta, credendo e non ricevendo, cade nell' incredulità della Parola di Dio, pensando che Dio non abbia adempiuto ciò che ha detto, scandalizzandosi.

Alcuni si lamentano di non trovare più alimento spirituale, ma solo promesse di successo, senza mostrare la via della santificazione necessaria per la salvezza. Molte predicazioni sono eloquenti, ma prive di contenuto, senza l' unico scopo di condurre il popolo alla conoscenza della verità e alla santificazione, facendo illudere il popolo senza, però , avere la piena conoscenza della verità del Vangelo per la salvezza.

Sappiamo che per sfuggire alla corruzione a motivo delle concupiscenze del mondo, è necessario che al popolo venga aggiunta accuratamente la fede, la pace, l' amore, la santità e le altre virtù di Dio, perché chi non le possiede e non abbonda in queste cose rimarrà ozioso e sterile nella conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo, essendo cieco e non vedendo nulla con lungimiranza, dato che avrà dimenticato la purificazione dei suoi precedenti peccati.

Questa cecità spirituale impedisce al ministro della Parola di accorgersi di tutte quelle pecore smarrite, perché non avverte la loro mancanza ed è per questo che alcuni servitori sono mormoratori, rifiutando coloro che si sono pentiti dei loro peccati e sono tornati alla comunione cristiana per cercare il perdono di Dio. Spesso, tali ministri maledicono e addirittura negano il saluto cristiano a causa del loro giudizio temerario su queste persone. Dimenticano che il posto del peccatore pentito è nella casa del Signore. È necessario considerare che tali giudici non sanno cosa significhi:

“ Perciocchè io gradisco benignità , e non sacrificio; ...” (Os 6:6)

Per esercitare il ministero della Parola o della Pietà è necessaria una costante vigilanza durante tutta la vita. Bisogna essere sempre in comunione con Dio, non solo attraverso la preghiera, ma anche attraverso la meditazione delle Sacre Scritture. Paolo raccomandò Timoteo dicendo:

Medita queste cose, e datti interamente ad esse; acciocchè il tuo avanzamento sia manifesto fra tutti. Attendi a te stesso, e alla dottrina; persevera in queste cose; perciocchè , facendo questo, salverai te stesso, e coloro che ti ascoltano.” (1Tm. 4:15 e 16).

Avere cura di se stessi e dei comandamenti divini significa essere sempre vigili per mantenere una buona testimonianza nella propria vita - in famiglia, negli affari, nel comportamento, indipendentemente da dove o con chi si ha a che fare, in modo che il proprio ministero non venga criticato. Ricordiamo che è biblico che la vita di un lavoratore manifesti la sua fedeltà a Cristo in modo tale che possa essere come esempio di condotta davanti alla Congregazione (1Pie 5:3, Tt 1:6-9).

Il vero ministro della Parola di Dio onora Cristo in ogni cosa, è perseverante nella preghiera, mostra il frutto dello Spirito (Gal 5:22-23), si sforza di salvare i perduti (1 Cor 9:19-22), amando e accogliendo tutti senza distinzione (Luc 15), ma aborrendo il male ed esortando contro il peccato (Mat 23, Luc 3:18-20), guidando sempre il popolo alla santificazione (Fatti 26:18, 1Cor 6:18) e annunciando pienamente il Vangelo senza compromessi o corruzione (Mat 28:18 a 20).

La presidenza dei santi culti e degli altri servizi divini deve essere fatta con la massima attenzione, osservando le raccomandazioni riguardanti le espressioni inappropriate o le affermazioni in contrasto con le Scritture, sapendo che chiunque agisca in questo modo sarà ritenuto responsabile delle proprie azioni, come stabilito nello Statuto della Congregazione Cristiana. In Italia si legge quanto segue:

La CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA non si assume alcuna responsabilità circa gli atti personali compiuti da uno qualsiasi dei suoi membri.” (Statuto, Articolo 12)

Pertanto, è nostro dovere essere vigili e prudenti in ogni circostanza della nostra vita e nell' esercizio del ministero per essere graditi a Dio.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.


 

 

09 - REQUISITI BIBLICI PER LA SCELTA MINISTERIALE

(Trad. 189/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

I fratelli scelti dagli apostoli per l' ufficio ministeriale erano uomini idonei, rivestiti dal Signore di doni e virtù che provenivano da Dio.

I requisiti necessari per ricoprire il ministero di Anziano (vescovo o presbitero) o Diacono nelle chiese di Cristo sono presentati in modo chiaro e distinto nella Parola di Dio.

Analizzando quali sono i requisiti e le qualità che un Anziano deve possedere, possiamo notare che la Bibbia elenca le virtù della rettitudine di carattere e di fedeltà a Dio, indirizzando la scelta verso coloro che possiedono le caratteristiche proprie di chi è nato di nuovo (Giovanni 3:3 e 1 Giovanni 3:9), restaurato da Cristo e illuminato dallo Spirito Santo:

“ Perciocchè Iddio, che disse che la luce risplendesse dalle tenebre, è quel che ha fatto schiarire il suo splendore ne' cuori nostri, per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che splende sul volto di Gesù Cristo” .  (2Cor 4:6)

Riguardo a questa miracolosa trasformazione spirituale che i fedeli convertiti sperimentano, l' apostolo Pietro ci ha lasciato un buon esempio, come leggiamo:

Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni; ed avendo inteso ch' erano uomini senza lettere, e idioti, si maravigliavano, e riconoscevan bene che erano stati con Gesù ” . (Fatti 4:13) 

Dal Signore proviene la conoscenza e la sapienza:

Perciocchè il Signore dà la sapienza; Dalla sua bocca procede la scienza e l' intendimento” . (Prov 2:6)

La conoscenza religiosa e/o intellettuale, di per sé , non è competente per formare il ministro di Cristo alla pratica ministeriale come richiede il Signore. La conoscenza umana, infatti, non è in grado di dispensare doni o virtù che non sono qualità dipendenti dall' opera divina nel piano di salvezza. L' apostolo Paolo ne ha dato testimonianza:

  “ E la mia parola, e la mia predicazione non è stata con parole persuasive dell' umana sapienza; ma con dimostrazione di Spirito e di potenza. Acciocchè la vostra fede non sia in sapienza d' uomini, ma in potenza di Dio.” (1Cor 2:4 e 5)

Pertanto, spetta a ogni singolo membro del Ministero cercare la santificazione, la consacrazione e la vicinanza a Dio, affinché , rivestiti della saggezza e della potenza divina, possano svolgere la loro missione nel luogo in cui sono stati posti da Dio. I servitori di Dio che cercano la consacrazione e la santificazione, che perseverano nella preghiera e nella vigilanza spirituale, che leggono costantemente la Sacra Bibbia e ne sono istruiti, sarà lo Spirito Santo a dotarli delle qualità e degli strumenti necessari, secondo quanto riportato nell' epistola dell' apostolo Paolo:

Poichè ad uno è data, per lo Spirito, parola di Sapienza; e ad un altro, secondo il medesimo Spirito, parola di scienza” . (1Cor 12:8)

Abbiamo la conferma divina di questa dispensazione di doni spirituali profetizzata e promessa al presbiterio devoto a Cristo:

Ed egli stesso ha dati gli uni apostoli, e gli altri profeti, e gli altri evangelisti, e gli altri pastori, e dottori; per lo perfetto adunamento de' santi, per l' opera del ministero, per l' edificazione del corpo di Cristo; finchè ci scontriamo tutti nell' unità della fede, e della conoscenza del Figliuol di Dio, in uomo compiuto, alla misura della statura perfetta del corpo di Cristo” . (Ef 4:11 a 13) 

I doni sono dispensati senza distinzione tra le persone, perché tutti siamo stati chiamati e possiamo essere qualificati per il servizio cristiano, lavorando per salvare le anime dalla perdizione portandole a Cristo.

La Bibbia ci insegna a pregare per essere ricolmi di conoscenza, sapienza e intelligenza spirituale, istruendo questo con le seguenti parole:

Perciò ancora noi, dal dì che abbiamo ciò udito, non restiamo di fare orazione per voi e di richiedere che siate ripieni della conoscenza della volontà d' esso in ogni sapienza, ed intelligenza spirituale” (Col 1:9)

Troviamo anche scritto:

Acciocchè l' Iddio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza, e di rivelazione, per la conoscenza d' esso. Ed illumini gli occhi della mente vostra, acciocchè sappiate quale è la speranza della sua vocazione, e quali son le ricchezze della gloria della sua eredità , nè luoghi santi. E quale è , inverso noi che crediamo, l' eccellente grandezza della sua potenza; secondo la virtù della forza della sua possanza” . (Ef 1:17 a 19)

La Chiesa di Cristo deve essere governata con l' aiuto dei doni dello Spirito Santo, come attestano i precetti degli apostoli:

Secondo che ciascuno ha ricevuto alcun dono, amministratelo gli uni agli altri, come buoni dispensatori della svariata grazia di Dio. Se alcuno parla, parli come gli oracoli di Dio; se alcuno ministra, faccialo come per lo potere che Iddio fornisce; acciocchè in ogni cosa sia glorificato Iddio per Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e l' imperio, ne' secoli de' secoli. Amen.” (1 Pie 4:10 e 11)

I doni dello Spirito Santo sono numerosi, come si può vedere nelle seguenti letture:                        (Mar 16: 1 – 1Cor 12:1 a 11 – Ef 1:17 e 4:8 – Eb 2:4 – Fatti 2:38, 10:45 e 13:1 – 1Cor 12:28 – 2 Tim 1:11 e 1Pie 4:10)

  1. Dono di dottore - dispensazione fatta attraverso lo Spirito Santo, che consente al ministro di Cristo di conoscere la Parola di Dio.
  2. Dono di governo - dispensazione fatta attraverso lo Spirito Santo, che permette al ministro di Cristo di governare la Chiesa con luce e direzione spirituale.
  3. Dono della Parola di sapienza, manifestato per ispirazione dello Spirito Santo, in modo tale da esprimere la rivelazione della Parola di Dio o la sapienza propria dello Spirito Santo, illuminando il servo di Dio su come deve vedere e considerare i problemi o comprendere alcune situazioni.
  4. Dono della Parola della conoscenza, qualificando il suo portatore con messaggio ispirato dallo Spirito Santo, rivelando conoscenze su persone, circostanze o verità bibliche.
  5. Il dono del discernimento degli spiriti, attraverso il quale il Signore permette a chi lo possiede di discernere se una manifestazione viene da Dio o se invece è un' imitazione del nemico.
  6. Dono di rivelazione.
  7. Dono di nuove lingue.
  8. Dono di interpretazione delle lingue.
  9. Dono di guarigione.
  10. Dono di operare meraviglie
  11. Dono di scacciare gli spiriti maligni
  12. Dono di profezia, oltre a molti altri.

 

Tornando ai requisiti biblici citati, alle esigenze dottrinali riguardanti la figura del responsabile spirituale della Chiesa del Signore, troviamo riportate nelle epistole a Timoteo e Tito le dignità necessarie, elencate di seguito:

  1. Che siano irreprensibili: Che siano uomini che non meritino rimostranze o che possano essere additati come riprovevoli nel loro comportamento in campo morale, familiare e sociale.
  2. Che siano vigili: Che siano prudenti, attenti, zelanti in tutto ciò che fanno.
  3. Che siano sobri: Che siano seri, moderati, senza pretese, semplici e discreti.
  4. Che siano onesti: che siano moralmente corretti, onorevoli, dignitosi; uomini integri e degni di fiducia.
  5. Che siano ospitali: Che accolgano le persone con soddisfazione come buoni padroni di casa, sia dal punto di vista personale che spirituale, trattandole sempre con gentilezza e cordialità .
  6. Che siano in grado di insegnare: Che abbiano attitudine alla dottrina e conoscenza delle Sacre Scritture, fonte di ogni sapienza proveniente da Dio.
  7. Che non siano dediti al vino: Che non siano avvezzi all' uso di bevande forti; cioè , non devono essere persone che si abbandonano al bere.
  8. Che non siano irruenti: Che non siano litigiosi o violenti, ma uomini mansueti nei loro rapporti.
  9. Che non siano bramosi di immonda avidità : Che non siano desiderosi delle depravazioni di questa vita, essendo uomini non contaminati da desideri sfrenati di beni e ricchezze mondane.
  10. Che siano prudenti: Che siano disciplinati, che si comportino con attenzione, evitando situazioni rischiose o pericolose per un uomo di ministero.
  11. Che non siano polemici: Che non siano inclini alle dispute e alle discussioni e che non cerchino di imporre la loro opinione in qualunque circostanza, essendo equilibrati e frenando gli impeti indebiti della loro personalità .
  12. Che non siano avari: Che non siano eccessivamente attaccati al denaro e che non alimentino la passione o l' abitudine di accumulare denaro in modo irragionevole.
  13. Che governino bene le loro case: Che siano buoni mariti e buoni padri, conducendo le loro case sui fondamenti della grazia di Dio, con amore e dolcezza.
  14. Che non siano neofiti: Che non siano nuovi nella vita spirituale, che non si siano convertiti di recente e corrano il rischio di gonfiarsi, cadendo sotto la condanna del diavolo.
  15. Che non siano altezzosi: Che siano uomini umili, senza pretese di superiorità ; non siano orgogliosi o presuntuosi e neppure dominati dall' arroganza.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

 

 


 

 

10 - CONSIGLI PER UNA BUONA CONVIVENZA TRA GENITORI E FIGLI

(Trad. 190/2024 BR)

 

 

Cara Fratellanza,

 

La pace di Dio. 

 

La costante evoluzione del male, che si osserva nel mondo di oggi, espone i nostri figli alle sue manifestazioni, rendendoli vulnerabili alla contaminazione delle loro buone abitudini e causando grande preoccupazione nei servi di Dio. Sappiamo che i nostri figli frequentano le scuole fin da piccoli, dove assorbono una grande quantità di conoscenze, sia attraverso l' insegnamento che ricevono e sia attraverso la frequentazione con altri bambini.

Per questo motivo, è necessario accompagnare con attenzione l' educazione dei figli, assumendosi la solenne responsabilità di trasmettere loro gli insegnamenti delle Scritture, necessari per la formazione cristiana, incoraggiandoli a vivere una vita di preghiera, a temere Dio, ad allontanarsi dal male, istruendoli sul fatto che siamo stranieri in questo mondo e che la nostra vera casa è nei Cieli. I bambini devono essere educati a frequentare i Culti e le Riunioni dei Giovani e Bambini, così come lo Spazio Infantile, dove si svolge la Riunione dei Bambini, esponendoli alla manifestazione dello Spirito Santo e alla Parola di Dio. Così facendo, manterranno nel loro cuore la fede e l' amore per il Signore, come ci insegna la Bibbia:

e che da fanciullo tu hai conoscenza delle sacre lettere, le quali ti possono render savio a salute, per la fede che è in Cristo Gesù ." (2Tim 3:15)

Ammaestra il fanciullo, secondo la via ch' egli ha da tenere; Egli non si dipartirà da essa, non pur quando sarà diventato vecchio.” (Prov 22:6)

In molti casi, a causa del poco spazio nelle case o del pesante carico di lavoro dei genitori, le uniche opzioni di svago per i bambini sono i giocattoli tradizionali e i dispositivi tecnologici come i telefoni cellulari e computer. Tuttavia, l' evoluzione del male ai giorni nostri è così ampia che anche questi giocattoli e dispositivi possono portare con sé il male, ad esempio, nella maggior parte dei giochi elettronici e delle applicazioni. I giochi più comuni sono quelli in cui il bambino assume la posizione di un combattente, simulando combattimenti corporei o armati, in cui predomina la violenza e che espongono costantemente il bambino a questo tipo di comportamento, portandolo a perdere la sensibilità dell' amore e dell' affetto che riceve, rendendolo impaziente, aggressivo e imprudente.

È necessario che i genitori siano attenti e vigili sui contenuti che i loro figli consultano, sia attraverso giochi, applicazioni, video o cartoni animati, eliminando tutto ciò che va contro ai costumi cristiani.

Per quanto riguarda gli adolescenti, è risaputo che, sia a scuola che fuori, sono bersaglio costante di informazioni che di solito generano conflitti nelle loro menti, distorcendo i buoni principi acquisiti in famiglia e nella casa di Dio.

Di conseguenza, si isolano e rifiutano la vicinanza dei genitori, facendo fatica a comunicare ed essere compresi; spesso, a causa della fase di transizione che stanno attraversando, è comune che abbiano problemi di concentrazione e che i loro studi ne risentano. La facilità di comunicazione attraverso i mezzi di comunicazione virtuali esistenti fa sì che gli adolescenti cerchino avidamente di comunicare con gli altri, in alcuni casi scambiando messaggi e accedendo alle reti sociali fino a tarda notte, mettendo a rischio i parametri salutari del sonno. Questa facilità di comunicare liberamente tramite Internet li espone a potenziali pericoli.

I genitori devono impegnarsi a sviluppare un ambiente favorevole al dialogo, in modo che i loro figli non cerchino qualcuno all' esterno per esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti, proteggendoli così dalle influenze peccaminose e dall' attrazione per il mondo, che deriva dal vivere con persone immorali, perché abbiamo un comandamento dalla Parola che dice:

Chi va co' savi diventerà savio; Ma il compagno degli stolti diventerà malvagio.” .
(Prov 13:20)

La Bibbia ci avverte:

Non errate: cattive compagnie corrompono i buoni costumi.” (1Cor 15:33)

Consigliamo ai genitori di mantenere una vita coniugale pacifica, ricordando sempre che i frutti della giustizia sono seminati in pace per coloro che la esercitano.

Bisogna evitare le discussioni davanti ai propri figli, perché anche in giovane età potrebbero ricordare i momenti di attrito e mettere a rischio lo sviluppo emotivo dei bambini e degli adolescenti.

Quando i genitori vivono nella disarmonia, nel litigio e nell' aggressività verbale, formano il carattere dei figli con esempi di reazioni aggressive, i cui effetti possono manifestarsi durante l' adolescenza. Se invece vivono insieme pacificamente, trasmettono ai figli il vero carattere cristiano, attraverso l' amore, la pazienza e l' affetto e trasmettendo loro, con il loro esempio di comportamento, la conoscenza delle Sacre Scritture. L' apostolo Paolo scrisse agli Efesi:

E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figliuoli; ma allevateli in disciplina, ed ammonizion del Signore.” (Ef 6:4)

Vivere nell' unione e nella pace dipende dai piccoli sforzi che la Sacra Scrittura ci insegna, perché se nella coppia vi è umiltà , carità fraterna, pazienza e timore di Dio, queste differenze saranno superate, dando origine a una vita sana, sia spirituale che terrena.

Per quanto riguarda gli adolescenti, i loro migliori amici devono essere i genitori. A tal fine, i genitori devono cercare di avere un rapporto di fiducia e di rispetto con i figli, facendo loro conoscere il vero amore che è quello di Cristo, soprattutto attraverso un comportamento veramente cristiano, dimostrando pazienza e affetto, perché , a causa del periodo di transizione che attraversano, faticano a riconoscere la consapevolezza che i genitori possiedono.

Sappiamo che la sapienza è un dono di Dio e che ogni consiglio deve essere dato alla luce della Sua Parola, come è scritto:   

  “ Le parole de' savi son come gli steccati, e come i pali piantati de' mandriani che stabbiano; e sono state date da uno stesso Pastore.”   (Ecl 12:13)

I genitori devono essere costantemente vigili, attenti anche ai più piccoli segnali di possibili comportamenti sbagliati nei loro figli, poiché è molto facile praticare i mali dei nostri giorni. Oltre alla naturale curiosità e predisposizione che gli adolescenti possiedono, sono anche un ottimo bersaglio per gli attacchi degli agenti del male che, oltre a distorcere le conoscenze acquisite nella grazia di Dio, li portano a commettere atti peccaminosi. È nostro dovere istruirli sulla corruzione morale e sulla fornicazione, che sono grandi peccati davanti a Dio, poiché sta scritto:

Poichè voi sapete questo: che niun fornicatore, nè immondo, nè avaro, il quale è idolatra, ha eredità nel regno di Cristo, e di Dio.” . (Ef 5:5)

Se possibile, i genitori devono riunirsi con i loro figli per pregare a Dio insieme, in modo da prevenire molti mali e mantenere la pace nelle loro case.

Sappiamo che i figli, anche in età adulta, non dimenticano i buoni consigli ricevuti dai genitori e gli insegnamenti delle Riunioni dei Giovani e Bambini, dove hanno imparato a lodare Dio, a pregare e a conoscere la verità del Vangelo.

L' amore per i figli secondo la guida del Vangelo di Cristo farà in modo che siano preservati dalla corruzione, garantendo loro un futuro di pace nella grazia del Figlio di Dio.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

 


 

 

11 - SACRAMENTI E INSEGNAMENTI

(Trad. 191/2024 BR)

 

Cara Fratellanza,

 

La pace di Dio. 

 

  1. COMANDAMENTI/SACRAMENTI

Per sacramento si intende ciascuno degli atti istituiti sulla base del Nuovo Testamento che simboleggiano l' azione divina nel credente, diventando un atto visibile della grazia di Dio per i fedeli. Pertanto, confessiamo tre comandamenti/sacramenti: il battesimo, la santa cena e l' unzione.

Il battesimo (Fatti 2:38 e Mat 28:19) simboleggia la morte e la nuova nascita di coloro che hanno creduto nel Signore Gesù ; la Santa Cena (Luc 22:19 e 20 - 1Cor 11:26 - Giov 6:51, 53 e 57 - 1Cor 11:20-22 e 27-30 - Fatti 20:7) è una commemorazione del sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo e l' Unzione (Giacomo 5:13-15) è un mezzo attraverso il quale si ottiene un favore speciale, in questo caso, quello di far rialzare il credente dal suo letto di infermità , oltre a concedere il perdono dei peccati.

 

  1. INFERMI E L’ UNZIONE CON OLIO  (Integrazione dell’ Argomento 9, del 2022)

Crediamo che l' unzione faccia parte delle attribuzioni degli anziani della Chiesa e sia un mezzo, per effetto della fede dell' ammalato, di ottenere un favore speciale attraverso la preghiera, con l' intervento del Signore. 

Sappiamo che il potere di guarigione non sta nell' olio in sé , ma nella preghiera fatta con fede nel nome del Signore Gesù e, tanto il risanamento dal letto di infermità quanto il perdono dei peccati, sono una concessione benevola dal Signore Gesù Cristo. L' unzione per la guarigione dei malati era praticata dagli Apostoli già prima della morte e della resurrezione di Cristo: 

E cacciavano molti demoni, ed ungevano d' olio molti infermi e li sanavano” . (Mar 6:13)

 

INSEGNAMENTI

 

  1. NATURA DI DIO

Dio è un essere Onnisciente, Onnipotente e Onnipresente, superiore a tutto e a tutti, senza eguali, invisibile, autosufficiente, increato, autoesistente. Egli è sempre esistito e non può essere contenuto in nulla o in nessun luogo. Non ha alcuna restrizione, limitazione o chi possa eguagliarLo.

Poiché Dio è Spirito, non può essere visto né pienamente compreso da nessuno, in quanto si tratta dell' unico Essere Infinito, Autore della vita, Creatore di tutte le cose, sia visibili che invisibili. Egli ha personalità e identità ed è Santo e Perfetto.

Il nostro Eterno Signore Dio, per farsi conoscere dagli uomini, si è manifestato nella persona di nostro Signore Gesù Cristo che, dopo la morte e la resurrezione, si esprime alla Chiesa attraverso lo Spirito Santo che ci è stato inviato. Egli non subisce variazioni o cambiamenti perché è la perfezione stessa. È Santo, Giusto, Buono, Vero e Padre dell' Eternità .

Sebbene esista un solo Dio, essendo Egli Uno, nella Sua unità esistono tre persone o tre esseri distinti: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (Mat 28:19 - Giov 14:16 e 1Giov 5:7).

 

  1. PROMESSA DELLO SPIRITO SANTO, DONO DI NUOVE LINGUE E LINGUA DEGLI ANGELI(Chiarimento con la ripetizione degli argomenti 09 e 10 - Settembre/2022)

Durante la dispensazione dello Spirito Santo, la persona può ricevere dei doni, compreso il dono di parlare nuove lingue. Non dobbiamo dire " parlava la lingua degli angeli" o " si arrotolava la lingua" o cose del genere; diciamo solo che abbiamo ricevuto il dono di nuove lingue, poiché non c' è alcun riscontro biblico per queste citazioni.

Nella prima epistola ai Corinti 13:1, l’ apostolo Paolo parlava in forma ipotetica:

“ AVVEGNACHÈ io parlassi tutti i linguaggi degli uomini e degli angeli” .

Non vi è alcun insegnamento nelle Scritture che faccia riferimento ad alcun angelo che parla nella propria lingua, poiché tutti coloro che sono stati mandati a parlare agli uomini parlavano in lingua umana. Gli uomini di un tempo che parlavano con gli angeli parlavano e ascoltavano nella propria lingua. Quando il Signore Gesù compì la sua promessa nel giorno di Pentecoste, inviando lo Spirito Santo Consolatore, coloro che parlavano in nuove lingue, parlavano le lingue degli uomini e coloro che ascoltavano dicevano:

“ Come adunque li udiam noi parlare ciascuno nel nostro proprio natio linguaggio? [...] li udiamo ragionar le cose grandi di Dio ne' nostri linguaggi” .  (Fatti 2:8 e 11)

 

  1. DONI DELLO SPIRITO SANTO

Crediamo nel battesimo con lo Spirito Santo - il Consolatore inviato dal cielo dal nostro Signore Gesù Cristo ai cuori dei suoi fedeli - che infonde nel cristiano virtù e diversità di doni distribuiti secondo la Sua volontà . Questo Spirito divino abilita i consacrati di Cristo con la parola di sapienza, della conoscenza, con il dono di guarigione, di operare prodigi, con la profezia, con il discernimento degli spiriti, con la diversità delle lingue, con l' interpretazione delle lingue, con la forza di scacciare gli spiriti immondi, con i doni di governo e con molti altri doni. La presenza dello Spirito Santo nel credente è rivelata dalla manifestazione di magnifiche virtù nel suo carattere, come la carità , la gioia, la pace, la longanimità , la pazienza, la mansuetudine, l' umiltà , la benignità , la bontà , la fede, la temperanza, la giustizia e la verità (1Cor 12:28 – Gal 5:22 – Ef 4:2 e 5:9; Fil 2:3 – Col 3:12 e 1Pie 5:5). Ricordiamo anche che i doni di Dio sono dati agli uomini secondo la Sua volontà e non sono presi in prestito.

“ Per la qual cosa dice: Essendo salito in alto, egli ha menata in cattività moltitudine di prigioni, e ha dati de' doni agli uomini” .  (Ef  4:8)

 

  1. SUGGELLO DELLA PROMESSA

Quando lo Spirito Santo inizia a dimorare nel credente mediante la fede (Giov. 14:23), il cristiano viene suggellato per la vita eterna (Ef. 1:13 e 14 e 4:30); ha cioè ricevuto la garanzia, la caparra dello Spirito (2Cor. 1:22), per continuare il cammino della fede con la forza divina. Tuttavia, dobbiamo chiarire che il dono delle lingue è una dispensazione dello Spirito Santo, ma non il suggello della promessa in sé ; non tutti i fratelli suggellati manifestano il dono di nuove lingue. È vero che se qualcuno ha ricevuto doni dallo Spirito Santo, è sicuramente suggellato, perché colui che ministra il dono delle lingue e gli altri doni nel cristiano è lo Spirito di Dio stesso (1Cor 12:10), che, in questi casi, dimora nel cuore del credente.

 

  1. CRISTIANI EVANGELICI

Il popolo di Dio è considerato cristiano e credente perché , per fede, crede che Gesù Cristo è la Parola fatta carne e, come Figlio di Dio, è stato mandato per la salvezza di chiunque creda in Lui. 

È anche considerato evangelico perché , essendo stato evangelizzato, crede e segue il Vangelo di Gesù Cristo, che è la Parola di Dio.

 

  1. PROCEDURE DA OSSERVARE DURANTE I FUNERALI
    (Integrazione dell' argomento 3, del 2012)

Ribadiamo alla fratellanza le necessarie accortezze su come comportarsi durante i funerali, con il rispetto e la considerazione dovuti alla famiglia che sta soffrendo il dolore per la perdita del proprio caro, rimanendo in silenzio, evitando chiacchiere, scherzi e risate. I servizi divini nei funerali devono durare circa 30-40 minuti.

 

  1. ABITUDINI DEL MONDO ATTUALE - MATRIMONI E ALTRE FESTE
    (Riferimento all' argomento 7 e 8, del 2017)

Le abitudini del mondo attuale devono essere analizzate con la luce della Parola di Dio, poiché anche se tutto è lecito, non tutto è conveniente per noi. Un esempio è il modo inappropriato in cui alcune sorelle e/o fratelli si vestono in occasione di feste di matrimonio e in altri luoghi; questo dispiace a Dio. 

Il Ministero consiglia alle sorelle e ai fratelli, sia celibi che sposati, di sforzarsi nel conformarsi alla sana dottrina, non adeguandosi ai costumi del mondo attuale, ma servendo Dio con timore per essere da Lui benedetti.

Per quanto riguarda le cerimonie nuziali, non è opportuno fare come coloro che non conoscono la grazia del Signore Gesù , promuovendo danze nell' ambiente, comprese quelle che vengono chiamate ballate, in cui si balla con l' aiuto di gruppi o musiche elettroniche ad alto volume e luci pulsanti e colorate, portando il luogo in una penombra (mezza luce). 

Il Ministero ribadisce l' esortazione alla nostra comunità a non farlo, perché è contrario alla Parola di Dio.

 

  1. COMPORTAMENTO NELLE FESTE DI MATRIMONIO

Raccomandiamo inoltre alla nostra fratellanza a comportarsi in modo sobrio alle feste, evitando il consumo di bevande alcoliche e di cibo eccessivo, che è un comportamento sconveniente e inappropriato nei confronti degli altri invitati. Ricordiamo che, oltre a dare una cattiva testimonianza, questo dispiace a Dio, perché sia l' ubriachezza che la golosità sono peccati.

 

  1. EVANGELIZZAZIONE

È necessario che ci sia sempre un risveglio e un incoraggiamento alla nostra fratellanza nell' annunciare il Vangelo. Bisogna che ci siano gruppi di fratelli che visitino ed evangelizzino, realizzando così la determinazione del Signore Gesù .

 

  1. BATTESIMO PERIODICO  (Integrazione dell' argomento 3, del 2021)

Nelle città in cui vi sono già vasche battesimali, è bene che vengano realizzati battesimi periodicamente, con una frequenza che deve essere valutata dal Ministero. Ci sono luoghi dove passano mesi e persino anni senza un servizio di battesimo, portando la fratellanza a non essere consapevole dell' obbedienza a questo sacramento.

 

  1. BIBBIE, INNARI E VELI CONSUMATI DALL' USO  (Rettifica dell' argomento 21, del 1994)

Per quanto riguarda gli articoli elencati, che non sono più utilizzabili, devono essere smaltiti mediante triturazione. Chi desidera conservarli è libero di farlo. Avvisiamo la fratellanza che questi articoli possono essere consegnati al fondo biblico della Casa di Orazione, che a sua volta li inoltrerà alla Distribuzione Regionale per il corretto smaltimento.  

 

  1. NEI CULTI UFFICIALI, I MUSICISTI DEVONO SEDERSI PER ESEGUIRE IL PRIMO E L' ULTIMO INNO.  (Ripetizione dell’ Argomento 10, del 2023)

In tutti i culti ufficiali, battesimi, sante cene, riunioni della gioventù , riunioni per giovani e bambini, culti per giovani e altri, il primo inno, dopo l' apertura del servizio, e l' ultimo inno, prima di congedare la fratellanza, i musicisti devono sedersi per la loro esecuzione. Se ci sono fratelli che siedono tra i musicisti, anche loro devono sedersi.

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.


 

 

12 - VIAGGIATORI INTERNAZIONALI MINISTERO E FRATELLANZA

(Trad. 195/2024 BR)

 

Cara Fratellanza,  

 

La pace di Dio. 

 

Il Consiglio degli Anziani più Antichi (del Brasile) ricorda a coloro che intendono lasciare il Brasile per un Paese estero, il dovere di portare con sé i documenti idonei, tutte le disponibilità finanziarie, l' abbigliamento adatto al clima, l' alloggio, l' assicurazione sanitaria e sulla vita, il necessario per la permanenza temporanea o definitiva, in modo da non arrecare disagi alla nostra fratellanza nel luogo di destinazione. 

 

Alcuni si avventurano in Paesi di cui non conoscono la lingua o non hanno un' autorizzazione legale per il soggiorno; molti vengono espulsi dalle autorità all' aeroporto di arrivo. Altri entrano come turisti, ma si fermano oltre il limite di tempo previsto dalla legge e diventano immigrati clandestini con possibilità di essere arrestati ed espulsi

 

Vi sono alcuni che causano disagio alla fratellanza dove arrivano perché non possono permettersi di ospitarli.

 

Raccomandiamo a coloro che desiderano emigrare che consultino il Ministero della propria località , così come i servitori qui in Brasile che curano l' Opera nella nazione di destinazione, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa avventata.

 

Avvertiamo anche la fratellanza dell' Estero, coloro che non sono brasiliani e che intendono venire a vivere in Brasile o soggiornarvi temporaneamente, a dotarsi della documentazione e delle risorse economiche necessarie, al fine di evitare problemi per sé stessi e per la fratellanza locale.

 

Infine, ricordiamo ai fratelli che viaggiano per visitare la famiglia o per turismo, il dovere di informare gli Anziani qui in Brasile che curano quella nazione, in modo che possano essere a conoscenza di loro e fornire eventuali indicazioni.

 

Chiunque abbia un Ministero o un incarico qui in Brasile e si rechi all' Estero per visita o turismo non deve interferire con l' andamento dell' opera di Dio, né tantomeno fissare appuntamenti al suo arrivo. 

 

Vostri fratelli in Cristo,  

 

Consiglio degli Anziani più Antichi del Brasile,  

e in comunione, Consiglio degli Anziani d’ Italia.

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39º ASSEMBLEA - 2023 - RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

39º ASSEMBLEA - 2023

RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

39ª ASSEMBLEA – 2023 – RIASSUNTO DEGLI INSEGNAMENTI

 

BELVEDERE MARITTIMO (CS) – 25 E 26 AGOSTO 2023

 

LE RIUNIONI SONO INIZIATE NEL NOME DEL SIGNORE GESÙ

 

  1. COMPORTAMENTO CRISTIANO – È dovere della nostra fratellanza non esprimere sentimenti e disaccordi riguardo ai nostri governanti, tuttavia, pregare Dio per le autorità, così come scritto in 1 Tim. 2: 1 a 4, “Io esorto adunque, innanzi ad ogni cosa, che si facciano preghiere, orazioni, richieste, e ringraziamenti per tutti gli uomini. Pei re, e per tutti coloro che sono in dignità; acciocchè possiam menare una tranquilla e quieta vita, in ogni pietà ed onestà. Perchioccè questo è buono ed accettevole nel cospetto di Dio, nostro Salvatore. Il quale vuole che tutti gli uomini sieno salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.”

 

  1. AVVERTENZA DOTTRINALE – Basato sull’Argomento 16 del 1993 e nel messaggio del Fratello Luigi Francescon – L'eccessivo amor proprio porta l'uomo a idolatrare sé stesso nel proprio cuore e ciò gli impedisce di amare Dio e il prossimo, inducendolo a trasgredire i due primi grandi comandamenti che abbracciano tutta la volontà dell’eterno Dio. Coloro che ricevono doni spirituali sono provati da due diverse debolezze della natura umana: la prima, l’orgoglio, che spesso è causata dalla fratellanza, la quale, guardando colui che manifesta il dono, lo esalta e lo elogia. In questo caso, Dio riprova, perché il Signore rifiuta l'uomo dal cuore superbo e dagli occhi alteri, come troviamo in Giacomo 4:6 "..., perciò dice: Iddio resiste a’ superbi, e dà grazia agli umili.” La seconda debolezza è la rivolta, che avviene quando questi stessi fratelli sono provocati dall'invidia, venendo persino anche criticati e perseguitati senza motivo. Questa seconda prova ha lo scopo di mettere alla prova il credente, per vedere se cercherà la propria ragione attraverso la rivolta o la vendetta. Quando reagisce in questo modo, si lascia vincere e si allontana dalla carità, non affidando ogni giudizio solo al Signore. (Prov. 19:11; 1Cor. 13:7).

 

  1. NON FILMARE ATTENDIMENTI DELL’OPERA DELLA PIETÀ – In nessun caso possiamo filmare o fotografare gli attendimenti e pubblicarli sulle reti sociali, anche in caso di consegna di strumenti musicali. Lo troviamo nel Evangelo, scritto in Mat. 6:2 “Quando adunque tu farai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl'ipocriti nelle sinagoghe e nelle piazze, per essere onorati dagli uomini; io vi dico in verità, che ricevono il premio loro.”

 

  1. LAVORATORI AUTONOMI - CONTRIBUTI PREVIDENZIALI - PRESTITI FINANZIARI

I fratelli che lavorano in modo autonomo e che svolgono varie attività devono, in ottemperanza alla norma di legge, versare i contributi all'INPS – Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in quanto è una garanzia in caso di un eventuale accadimento come malattia, infortunio, invalidità o morte. Se vi sono casi in cui il fratello lavora in queste condizioni e non risulta registrato o non versa i contributi mensili, divenendo attempato, malato, disabile o in caso di morte, lascerà la famiglia in grande difficoltà. I fratelli devono fare attenzione a non assumere impegni finanziari utilizzando fidi e carte di credito superiori alla propria capacità finanziaria mensile. (Argomenti 1 e 2 dell’Opera della Pietà, 2016).

 

 

 

  1. USO DI INTERNET NELLA CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA – La Congregazione Cristiana in Itália non fá uso di strumenti o applicazioni su Internet per fini di propaganda istituzionale. Nelle nostre comunicazioni viene utilizzato il sito ufficiale per presentare alla fratellanza le circolari, gli avvisi, i documenti e i punti di dottrina, argomenti di interessi comuni, che sono firmati digitalmente tramite QRCode dal Consiglio degli Anziani.

 

 

  1. USO IMPROPRIO DI INTERNET E RETI SOCIALI IN OLTRAGGIO ALLA CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA – Integrazione all’argomento 16 del 2017 – Con l'evoluzione di Internet e l'ampia varietà di strumenti disponibili in questo mondo virtuale, è diventato facile per i laici (scettici, critici) diffondere notizie, opinioni, critiche e pensieri. Ciò ha permesso ad alcune persone senza che questi abbiano alcuna certezza, conoscenza o competenza in merito agli argomenti che diffondono, di procedere come se fossero qualificate per fare ciò. Per questo motivo, anche persone totalmente impreparate possono divulgare opinioni e informazioni personali su qualsiasi argomento e su chiunque, anche senza un minimo di conoscenza di ciò che si afferma. Altri comunicano apertamente in modo aggressivo con la sola intenzione di diffamare e/o distorcere la verità e la fede che esiste in coloro che servono Dio. Con la santa intenzione di mettere in guardia la fratellanza, il Ministerio sconsiglia di guardare contenuti con questi profili, non dando credibilità o ascolto a informazioni, notizie o opinioni sulla Congregazione Cristiana in Itália, sui servi di Dio, su questioni della dottrina da noi professata e, anche, sulle testimonianze. Tali fonti di informazione contrarie sono contaminate da bugie o questioni che non sono di alcun aiuto alla salvezza, causando spesso inquietudine e dubbi nella fratellanza. L'istituzione si avvarrà in qualsiasi momento del suo diritto di difesa, in caso di oltraggio, o nel caso in cui l'offesa sia diretta contro uno qualsiasi dei fratelli che compongono il Ministerio.

 

 

  1. LA SALVEZZA NON AVVIENE SOLO TRAMITE LA VIA DELLA CONOSCENZA Riconoscendo la necessità di conoscere la Bibbia e il magnifico beneficio della sua lettura, si incoraggia il Ministerio e tutta la fratellanza a questa pratica salutare e primordiale alla vita cristiana. La conoscenza scritturale deve essere la via per apprendere come arrivare alla conoscenza della volontà del nostro Padre celeste in Gesù Cristo. Attraverso questo santo apprendimento, è importante sperare che la fede, la carità e la santificazione siano saldamente stabilite in noi, visto che siamo salvi per la Grazia, tramite la fede. Dobbiamo consacrarci a Dio sempre con preghiere e digiuni (1 Cor. 7:5, 2 Cor. 11:27); non avendo mai la presunzione di credere che la conoscenza teologica ci fornirà, attraverso la sola via della conoscenza (Col. 2:18), la trasformazione spirituale necessaria per vivere come il Signore richiede. In Efesi 6:18 “Orando in ogni tempo, con ogni maniera di preghiera e supplicazione, in Ispirito; e a questo vegliando, con ogni perseveranza ed orazione per tutti i santi” (Rom. 10:1; Ef. 6:18; Fil. 1:19; 1 Tim. 4:5). Nell’epistola indirizzata a 1 Tim. 1:5 è scritto: “Or il fine del comandamento è carità, di cuor puro, e di buona coscienza, e di fede non finta”. Possiamo trovare in Ebrei 12:14 un prerequisito derivante dalla fede per vedere il Signore, “Procacciate pace con tutti, e la santificazione senza la quale niuno vedrà il Signore” e anche in 1 Pie. 1:16 “Conciossiaché egli sia scritto: Siate santi, perciocché io sono santo” (2 Cor. 7:1; 1 Tim 2:15; 1 Pie 1:2). Il proposito della Sacra Scrittura è di promuovere un profondo cambiamento interiore nell’essere umano per la fede in Gesù Cristo (nuova nascita) e non solo offrire un’istruzione religiosa o intellettuale.

 

 

  1. RIFERIMENTO DEFINITIVO DELLA FEDE – La Bibbia di per sé è un’autorità sufficiente, assoluta e un riferimento definitivo della conoscenza per l'indottrinamento, che assicura la purezza della nostra fede in Cristo Gesù nostro Signore (Rom. 1:16, Ef. 1:13 e 2 Tim. 3:15). Pertanto, è necessario che ogni e qualsiasi insegnamento o conoscenza cristiana data alla Chiesa sia pienamente e sicuramente sostenuta dalle Sacre Scritture. In caso contrario, tali informazioni devono essere ignorate essendo fonti non affidabili per l'istruzione e la formazione spirituale del credente.

 

  1. RIFLESSO DELLE BUONE OPERE DEI GENITORI SUI FIGLI – Integrazione all’argomento 14 del 2014 – I figli guardano sempre con ammirazione i loro genitori, e quanto più essi sono ineccepibili, tanto più avranno motivo di volerli imitare e assimilare i loro insegnamenti. Per questo motivo, raccomandiamo ai genitori di mantenere un buon comportamento e di impegnarsi a stabilire buoni rapporti familiari. Inoltre, è molto importante che cerchino di congregare, incoraggiando anche le loro famiglie a congregare e ad interessarsi di Dio, vivendo secondo l’Evangelo della Grazia. I nostri figli devono essere istruiti sulla necessità della preghiera: quando si alzano al mattino, ringraziando Dio per i loro pasti e quando vanno a dormire. Inoltre, la preghiera dei genitori insieme ai figli unisce le famiglie, evitando la disgregazione familiare. Le famiglie che pregano insieme sono famiglie protette da Dio, e leggere la Sacra Bibbia come famiglia porta edificazione nella vita spirituale.

 

  1. CONSIDERAZIONI SUL COMANDAMENTO DEL BATTESIMO E DELLA NUOVA NASCITA – Il battesimo è um comandamento della parola di Dio per tutti coloro che credono nel nostro Signore Gesù Cristo, pertanto, non c'è motivo di chiedere segni per essere battezzati (Mat. 12:39-40), se non il solo segno di credere nel Signore Gesù, intendendo il battesimo come la simbologia della morte, della sepoltura e della Sua risurrezione. Coloro che credono e sono battezzati muoiono al peccato e risorgono in Cristo a nuova vita. Ai Romani 6:4 disse l'apostolo Paolo: “Noi siamo adunque stati con lui seppelliti per lo battesimo, a morte; acciocchè, siccome Cristo è risuscitato da’ morti per la gloria del Padre, noi ancora simigliantemente camminiamo in novità di vita”. Raccomandiamo il battesimo a coloro che hanno compiuto più di 12 anni, a meno che non abbiano già ricevuto il dono dello Spirito Santo con evidenza di nuove lingue. Prendiamo come riferimento questa età, considerando che il Signore Gesù, in quel momento della vita, si manifestò ai dottori della Legge, come si legge in Luc. 2:46-47 e 49 “E avvenne che, tre giorni appresso, lo trovaron nel tempio, sedendo in mezzo ai dottori, ascoltandoli e facendo loro delle domande. E tutti coloro che l’udivano stupivano del suo senno, e delle sue risposte”. “.... Perché mi cercavate? non sapevate voi ch’egli mi conviene attendere alle cose del Padre mio?”

 

  1. CONSIDERAZIONI SUL COMANDAMENTO DELLA PARTECIPAZIONE ALLA SANTA CENAIntegrazione all’Argomento 9 del 2018 – La partecipazione alla Santa Cena è l'atto di celebrare la passione e morte del Signore fin quando Egli ritornerà. In queste celebrazioni il cristiano partecipa del corpo e del sangue del nostro Signore Gesù Cristo, come il Signore ha ordinato. Nei culti che precedono la Santa Cena, i servi che presiedono devono insegnare sull'importanza della partecipazione, perché chi non partecipa non ha comunione con il Signore Gesù. Devono consigliare la fratellanza affinché tutti siano in pace, tra loro, nelle famiglie, nella fratellanza e nel Ministerio. Se c'è alcuna offesa, devono riconciliarsi tra loro e, soprattutto, con il Signore, poiché possono essere in pace con tutti, ma se non sono in pace con Dio, possono essere indegni di partecipare; e come esortò l'apostolo Paolo in 1 Cor. 11:27-30: “Perciò, chiunque avrà mangiato questo pane o bevuto il calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo, e del sangue del Signore. Or provi l’uomo sè stesso, e così mangi di questo pane, e beva di questo calice. Conciossiacché chi ne mangia, e beve indegnamente, mangi e beva giudicio a sè stesso, non discernendo il corpo del Signore. Perciò fra voi vi son molti infermi e malati; e molti dormono”. Quanto alla predicazione della Parola in occasione della Santa Cena, dobbiamo prestare attenzione al sacrificio e alla morte del Signore Gesù, senza soffermarci sul fervore e sulla manifestazione, che in molti casi devia il sentimento sacro, inducendo una smisurata gioia, essendoci persino chi ispira la ricerca di doni e liberazioni, distorcendo la comunione e la riverenza dovute al Signore.

 

  1. GIOVANI CHE NON HANNO NECESSITÀ, INCLINAZIONE O INTERESSE NEL MATRIMONIO Vi sono persone la cui natura biologica li rende impassibili alle attrazioni sessuali; pur essendo assolutamente normali, tuttavia, non mostrano interesse per la vita coniugale. Chiunque si renda conto che questa condizione si mostra in lui/lei, è sconsigliato cercare il matrimonio, tenendo conto di questa inclinazione, sotto l'alto rischio di sposarsi e non riuscire in questa unione, causando sofferenza e frustrazione nel proprio partner. Nella Sacra Bibbia troviamo questa spiegazione nell’Evangelo narrato da Mat. 19:12 “Perciocchè vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal ventre della madre; e vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini; e vi son degli eunuchi, i quali son fatti eunuchi loro stessi per lo regno de’ cieli. Chi può esser capace di queste cose, sialo”.

 

  1. CONCUPISCENZA DELLA CARNE – La concupiscenza della carne è il desiderio di piaceri sensuali, come la voluttà, la lascìvia, la lussuria e la cupidigia. L'adulterio, la prostituzione e la fornicazione derivano da questi mali. La concupiscenza è condannata dalla parola di Dio e cedere ad essa significa commettere iniquità, che è peccato contro i comandamenti del Signore. Pertanto, questa pratica peccaminosa porta una persona al totale allontanamento da Dio.

 

  1. MANIFESTAZIONE FUORI DALL'ORDINE DEL CULTO, RIUNIONI E ALTRI SERVIZI RELIGIOSI DELLA CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA – Conforme all’Articolo 11 e relativo Paragrafo Unico dello Statuto, la ministrazione e/o la partecipazione di culti e altri servizi divini con manifestazione individuale fuori dall’ordine del culto, o riunione, darà luogo a reprimenda statutaria senza preclusione di possibile reato (Rif. Art. 208 Codice Penale - Brasile).

Art. 11. La partecipazione e la manifestazione individuale dei membri, durante i servizi religiosi, fanno parte del culto e dipendono dal giudizio di chi lo presiede, con la guida di Dio. La ministrazione dei servizi sacri è soggetta alla convinzione spirituale del ministrante. Paragrafo Unico. Il Consiglio degli Anziani, al fine di preservare la sana Dottrina, potrà privare qualsiasi membro della facoltà di manifestarsi durante il culto, con conseguente comunicazione alla fratellanza, al fine di attuare tale privazione.

Art. 208 del Codice Penale Brasiliano - Deridere pubblicamente qualcuno per motivi di credo o funzione religiosa; impedire o disturbare la cerimonia o la pratica del culto religioso; diffamare pubblicamente un atto o un oggetto di culto religioso: Pena - detenzione, da un mese a un anno, o una multa. Paragrafo Unico - Se è usata la violenza, la pena è aumentata di un terzo, fatta salva la violenza corrispondente. (Corrispondenza. Artt. 403-404-405 Codice Penale Italiano).

 

  1. LA CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA E I SUOI BENI PATRIMONIALI – Considerando che il nostro obiettivo non è l'accumulo di ricchezze temporali, ribadiamo alla fratellanza il nostro principio stabilito fin dall'inizio, contenuto nello Statuto:

Art. 14. In caso di scisma o separazione, il patrimonio resterà alla CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA, che resterà fedele alla dottrina contenuta nell’articolo 21 di questo Statuto; non spetta alcun diritto al gruppo che si separerà.

Art. 15. Non essendoci fratellanza in una località o per convenienza amministrativa, a criterio della riunione prevista nell’art. 32 di questo Statuto, la gestione e il patrimonio saranno incorporate in una delle Associazioni denominate “CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA, che ha lo stesso Statuto indicato negli atti di incorporazione, stabilito nella riunione generale degli Anziani.

Art. 16. Si procede con l’estinzione della CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA quando sia accertato che non esistono più fedeli che seguono la stessa Fede e Dottrina in tutto il Territorio Nazionale. Sciolta la CONGREGAZIONE CRISTIANA IN ITALIA conforme alle leggi vigenti, il relativo patrimonio sarà destinato ad enti pubblici: ospizi, orfanotrofi, asili, scuole ed ospedali.

(Riferimenti Statuto della Congregazione Cristiana in Italia corrispondenti allo Statuto della Congregazione Cristiana in Brasile)

 

TRADUZIONE RGE BRASILE APRILE/2023

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